Intervistato sul ‘caso’ Elena Ferrante Roberto Saviano metteva in evidenza la capacità della scrittrice di raccontare questioni universali, logore perché largamente dibattute, evitando di cadere in luoghi comuni attraverso prospettive nuove e l’attenta ricerca di parole meno frequentate.
Questo merito si può riconoscere anche a Tornare il nuovo film di Cristina Comencini che tratta argomenti da lei stessa già affrontati altrove, sulla pagina scritta come sullo schermo, resi inediti questa volta dal taglio originale dato alla storia.
Alice, giornalista che vive all’estero, con un matrimonio fallito alle spalle e un figlio ormai grande, in seguito alla morte del padre torna, dopo molti anni, nella villa affacciata sul golfo di Napoli dove è cresciuta.
La sorella minore Virginia al termine delle esequie deve tornare con urgenza a Milano dove vive e Alice, anche per lenire quel vago senso di colpa per non essere mai tornata dopo la perdita della madre, accetta di restare da sola nella grande casa a occuparsi delle incombenze necessarie; l’immobile, posto in vendita, deve essere liberato dalle tracce di una vita intera e reso accessibile alle visite di potenziali compratori.
Nel silenzio che misura l’assenza ben presto Alice entra in contatto con parti di sé dimenticate e rimosse, vive e tangibili in quel luogo come vere e proprie presenze, scendendo sempre di più nel  profondo del suo abisso interiore alla ricerca del granello determinante, quell’invisibile corpo estraneo che ha inceppato il meccanismo del suo vivere.

Il soggetto firmato dalla regista insieme a Giulia Calenda e Ilaria Macchia si riduce a una storia semplice, forse anche al limite del banale, ma è la scelta della messa in scena con l’immergersi fisico della protagonista nel suo passato a renderlo originale. L’incontro di Alice con la memoria di sé stessa, il suo dialogare con le ombre e l’assistere agli eventi come le fossero estranei, inediti e sconosciuti, perciò accompagnati dal pathos di non conoscerne gli sviluppi, crea a tratti un’atmosfera quasi da thriller.

Giovanna Mezzogiorno nel ruolo di Alice torna al cinema dopo due anni da Napoli velata di Ferzan Ozpetek, con un’opera che come il film del cineasta turco si apre a uno spazio metafisico interno perché, pur snodando il racconto intorno e spesso fuori dalla villa, che assume valenza di vero e proprio personaggio indipendente, la maggior parte degli eventi cui assistiamo appartengono a una dimensione interiore, quasi fossimo in presenza di un viaggio psicoanalitico nella rimozione.

Emergono suggestioni, minori nell’economia della storia, non meno interessanti sulla complessità dei rapporti familiari, la ricerca di approvazione come richiesta d’affetto, il silenzio che si fa colpevole connivenza, la difficoltà di chi non è conforme ad affermare il proprio diritto di esistere, senza per forza pagare un prezzo a quella libertà. Tornare è espressione di uno sguardo femminile senza gli eccessi di certa militanza, con una sequenza finale sublime nella sua straordinaria eloquente semplicità.

Ricco di dettagli che spesso sono, anche nella realtà, tasselli fondamentali della memoria Tornare di Cristina Comencini, dopo la presentazione alla Festa del Cinema di Roma e la chiusura delle sale, è adesso disponibile per il noleggio digitale nelle maggiori piattaforme di streaming italiane.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. La villa sul mare / La misura di un’assenza / Particolari frammenti di memoria
  3. Beatrice Grannó, Giovanna Mezzogiorno e Clelia Rossi Marcelli sono Alice
  4. Tornare a noi stessi dopo lunghi anni d’assenza
  5. Vincenzo Amato è Marc / Dolorosa accettazione del passato / Barbara Ronchi è Virginia

© 2019 Lumiére & Co.

IN COPERTINA
Giovanna Mezzogiorno è Alice
© 2019 Lumiére & Co.

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Tornare
  • Regia: Cristina Comencini
  • Con: Giovanna Mezzogiorno, Vincenzo Amato, Beatrice Grannó, Alessandro Acampora, Tim Ahern, Sean Altamura, Flavia Bianco, Carla Carfagna, John Dunham, Giovannino Esposito, John Henderson, Larry Kapust, Chiara Longobardi, Astrid Meloni, Marco Valerio Montesano, Fabrizio Nevola, Titti Nuzzolese, Barbara Ronchi, Clelia Rossi Marcelli, Alessia Santalucia, Lynn Swanson, Trevor White
  • Soggetto e Sceneggiatura: Giulia Calenda, Ilaria Macchia, Cristina Comencini
  • Fotografia: Daria D’Antonio
  • Musica: Gabriele Coen & Mario Rivera
  • Montaggio: Patrizio Marone
  • Scenografia: Carmine Guarino
  • Costumi: Alessandro Lai
  • Produzione: Lionello Cerri e Cristiana Mainardi per Lumière & Co. con Rai Cinema
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Italia, 2019
  • Durata: 98′ minuti