Vincitore dell’Oscar 2017 al miglior cortometraggio The silent child di Chris Overton, anche nella sua forma ridotta di appena venti minuti, è un’emozione visiva fortissima, coinvolgente sul piano narrativo, che crea indignazione richiamando l’attenzione su un problema sconosciuto ai più, a meno di un’esperienza diretta nella propria vita o in quella di chi ci vive a fianco.
Joanna è una giovane assistente sociale e a bordo della sua bicicletta sfida le nebbie di paesaggi rurali inglesi per raggiungere il cottage di Paul e Suzanne, una coppia di mezza età della classe media che l’ha assunta per dare supporto alla piccola Libby di quattro anni, loro terza figlia, in vista di un prossimo inserimento scolastico.
A differenza degli altri membri della famiglia, la bimba è sorda fin dalla nascita e questa grave disfunzione le ha compromesso anche lo sviluppo del linguaggio. Fino a quel momento in famiglia hanno ritenuto sufficiente la pratica di lettura del labiale per comunicare con Libby, hanno comprato un apparecchio acustico che lei rifiuta di indossare, ma in fondo la verità è che tutti sono troppo assorbiti dalle loro attività per prestare attenzione alle necessità della bambina.
Nel più completo disinteresse perciò la piccola Libby inizia a imparare da Joanna il linguaggio dei segni, conquistando inedite possibilità espressive e dimostrando una brillante intelligenza che aspettava solo di essere stimolata; instaurando così un dialogo con la sua insegnante che è prima di tutto affettivo.

Efficace ed essenziale anche in virtù del formato ridotto, The silent child è un’opera vibrante, frutto di amore e passione, capace di rendere tangibile lo straziante isolamento di Libby con estrema semplicità, senza mai indurre pietismi o facile commozione. Basandosi su esperienze reali, l’attrice Rachel Shenton che interpreta l’insegnante di sostegno Joanna, ha scritto la sua prima sceneggiatura decisa a portarla sullo schermo per raccontare l’importanza di una maggior diffusione del linguaggio dei segni a livello planetario.

Secondo le statistiche riportate sui titoli di coda il 90% dei bambini sordi nasce in famiglie senza questa disfunzionalità, più del 78% frequenta istituti scolastici tradizionali sprovvisti di insegnanti specializzati che conoscano il linguaggio dei segni e, dato che la sordità non è un disturbo dell’apprendimento, se fosse incentivata l’introduzione del linguaggio dei segni nelle scuole, si potrebbe aumentare l’interazione dei bimbi sordi con gli altri compagni, migliorando il loro rendimento scolastico e conseguentemente crescita personale e inserimento nella comunità.

Rachel Shenton all’età di dodici anni è stata testimone dell’improvvisa perdita d’udito del padre e ha visto la crudele facilità con cui il genitore è stato emarginato dalla società, la sua frustrazione nel non riuscire più a comunicare con gli altri, perciò ha imparato apposta il linguaggio dei segni entrando in contatto con questo universo silenzioso. Dopo molti anni di preparazione, la sceneggiatura ultimata l’ha affidata al fidanzato Chris Overton, già attore per Roman Polanski in Oliver Twist o per Matthew Warchus in Pride, che ne ha fatto il suo esordio dietro la macchina da presa.

The silent child mette a nudo i limiti dei ‘normali’ nell’incapacità di relazionarsi alla diversità, il disagio di affrontare battaglie per avere insegnanti di supporto, la paura di essere emarginati perché ‘diversi’ e la vergogna colpevole che cancella nel silenzio persone già svantaggiate. Sorprendente considerando la sua tenera età, la piccola Maisie Sly nel ruolo della piccola Libby, fulcro centrale della storia, bravissima a esprimere la profonda tristezza di una bimba abbandonata nell’indifferenza, ma anche l’allegra esuberanza nella rinascita quando grazie a Joanna riesce finalmente a comunicare.

Vincitore di premi ovunque nel mondo, di cui l’Oscar è solo l’ultimo in ordine di tempo, adesso The silent child è visibile in Italia sul canale Studio Universal che lo ha inserito nel suo palinsesto, ma ovunque doveste imbattervi nella possibilità di una visione non lasciatevelo sfuggire; è un piccolo gioiello prezioso che sa rapire il cuore.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina originale
  2. Libby: dall’apatia dell’isolamento alla gioia di un nuovo mezzo di comunicazione
  3. Joanna, il suo lavoro è una missione
  4. L’inconsapevole indifferenza dei membri della famiglia
  5. Rachel Shenton attrice e sceneggiatrice con il regista Chris Overton: premio Oscar 2017
  6. Dall’esuberante allegria alla più cupa tristezza, la bravura di Maisie Sly

© 2017 Slick Films

IN COPERTINA
La piccola Maisie Sly è la straordinaria protagonista
© 2017 Slick Films

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: The silent child
  • Regia: Chris Overton
  • Con: Rachel Fielding, Philip York, Rachel Shenton, Maisie Sly, Anna Barry, Sam Rees, Annie Cusselle, Marilyn Willrich, Zeranna Bueno Del Carpio
  • Sceneggiatura: Rachel Shenton
  • Fotografia: Ali Farahani
  • Musica: Amir Konjani
  • Montaggio: Emily Walder
  • Produzione: Rebecca Harris e Danny Ormerod in associazione con Julie Foy per Slick Films
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Regno Unito, 2017
  • Durata: 20' minuti