Un tempo indefinito in un luogo imprecisato, una comunità chiusa isolata in mezzo alla foresta, protetta dalla contaminazione e dalla corruzione morale di un mondo esterno lontano e invisibile.
Il pastore, unico uomo della comunità, capo religioso e suprema autorità indiscussa, vive con tutte le sue mogli che ha accolto una ad una, donne segnate e respinte giunte a pezzi tra le sue braccia, scelte per essere così rese degne di ricevere la sua ‘grazia’ e generare figlie.
Le regole del gruppo sono chiare e codificate persino negli aspetti esteriori, le mogli vestono il rosso e le figlie il blu perché i ruoli siano ben definiti senza margine di dubbio, ma soprattutto è la fede nel pastore e l’osservanza assoluta dei suoi comandamenti – proibito raccontare storie ad esempio, soltanto l’uomo può farlo – il requisito essenziale per fare parte della famiglia.
La giovane figlia Selah ha un temperamento forte e deciso, tutti le dicono quanto somigli a sua madre morta nel darla alla luce, e la sua devozione al padre è forte e senza limiti.
Ad ogni sermone l’adesione della ragazza è totale come richiedono i precetti, con l’aspirazione a essere prediletta tra tutte che nasconde in sé il desiderio di un’inconsapevole pulsione quasi carnale. Giovane e innocente, pura, senza esser stata ancora macchiata dal flusso del sangue, Selah non potrà in alcun modo sottrarsi al sorgere in lei di una consapevolezza estranea a compromessi.

The other lamb [l’altro agnello] è il nuovo film della cineasta polacca Małgorzata Szumowska, nato da una sceneggiatura originale dell’australiana Catherine S. McMullen, che omette deliberatamente di dare collocazione temporale o geografica al racconto per abitare la dimensione del mito, in cui ogni evento non è mai avvenuto, ma è sempre! Un’opera ipnotica, onirica e a tratti disturbante che, forse per non inquietare smussandone l’intransigenza, è per convenzione collocata tra gli horror.

Etichetta inadeguata per un film che utilizza violente metafore per dare un quadro universale quindi contemporaneo della condizione femminile, imposta dalla biologia per il ruolo riproduttivo primario della donna e di conseguenza posta sotto la sorveglianza del maschio, fin dalla notte dei tempi, dall’atavica necessità di assicurare il propagarsi della specie. Ruolo che la letteratura patriarcale ha caricato del senso di colpa, definendo il mestruo castigo di Dio per il peccato originale della donna.

Quando poi la comunità affronta l’esodo, sottintesa è una contrapposizione tra Sacre Scritture delle religioni monoteiste, redatte con mano virile rispondente a un diffuso senso del possesso, e culti pagani d’impronta femminile, devoti alle fasi lunari o alla Madre Terra. The other lamb è eloquente anche nel mettere in scena meccanismi di sottomissione, vincolati a paura e scarsa stima di sé, che rendono comprensibile il rimanere di tante donne al fianco di uomini violenti, a rischio della vita.

La giovane attrice inglese Raffey Cassidy, che già si era fatta notare in Tomorrowland di Brad Bird a fianco di George Clooney e ne Il sacrifico del cervo sacro di Yorgos Lanthimos nel ruolo della figlia di Nicole Kidman, incarna l’evoluzione della protagonista Selah, il passaggio dal bisogno di compiacere ricercando attenzioni alla determinata consapevolezza di affermare la propria indipendenza, anche in sequenze forti e metaforiche come quella in cui dita prepotenti costringono labbra a schiudersi.

The other lamb di Małgorzata Szumowska è un’opera militante, punto di vista femminile intransigente su disparità e discriminazioni di genere ancora lontane dall’estinzione, una visione potente certo non adatta a tutti, che dopo esser stata accolta nel programma da vari festival non è al momento ancora disponibile per il pubblico italiano, ma speriamo lo sia presto.

Didascalie immagini

  1. Locandina originale
  2. La comunità del pastore isolata tra i boschi
  3. Il ciclo naturale grava il carico maggiore sulla donna
  4. Michiel Huisman è il pastore / Vocazione pastorale / I racconti sono proibiti
  5. Riti, esodo e sottomissione
  6. Raffey Cassidy è Selah

© 2019 Subotica (TOL) / Designated Activity Company / Rumble Films Production LLC / Zentropa Belgium

IN COPERTINA
La giovane Raffey Cassidy è Selah
© 2019 Subotica (TOL) / Designated Activity Company / Rumble Films Production LLC / Zentropa Belgium

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: The other lamb
  • Regia: Małgorzata Szumowska
  • Con: Raffey Cassidy, Michiel Huisman, Denise Gough, Ailbhe Cowley, Eve Connolly, Isabelle Connolly, Jane Herbert, Aislín McGuckin, Kelly Campbell, Eva Mullen, Esosa Ighodaro, Maria Oxley Boardman, Mallory Adams, Irene Kelleher, Gráinne Good, Juliette Crosbie, Zara Devlin, Aisling Doyle, Phoebe Sheppard, Ian Toner, Garry Mountaine, David Fawaz
  • Sceneggiatura: Catherine S. McMullen
  • Fotografia: Michał Englert
  • Musica: Paweł Mykietyn
  • Montaggio: Jarosław Kamiński
  • Scenografia: Ferdia Murphy
  • Costumi: Katarzyna Lewińska
  • Produzione: David Lancaster e Stephanie Wilcox con Aoife O’Sullivan, Tristan Orpen Lynch e Marie Gade Denessen per Subotica e Rumble Films Production in associazione con Zentropa Belgium e coproduzione con Umedia con la partecipazione di Fís Éireann / Screen Ireland
  • Genere: Metaforico
  • Origine: Irlanda / Belgio / USA, 2019
  • Durata: 96′ minuti