Diretto a quattro mani dall’israeliano Guy Nattiv – Oscar 2019 per il cortometraggio Skin – e dall’attrice iraniana Zar Amir che fa così il suo esordio alla regia, Tatami – una donna in lotta per la libertà è un dramma teso e pieno di suspense, ma anche un’opera di genere sportivo con un cuore politico pulsante.
La giovane Leila Hosseini, capitano della nazionale di judo della Repubblica Islamica dell’Iran, giunge a Tbilisi, capitale della Georgia, insieme ad altre quattro compagne della squadra femminile per partecipare ai campionati mondiali 2019, si è allenata a lungo con grandi sacrifici ed è ben intenzionata a puntare al massimo: la conquista della medaglia d’oro e relativo titolo mondiale della specialità. Ritrovandosi sempre, in occasione delle varie competizioni internazionali, le atlete di Paesi diversi si salutano scambiando cordialità e, nonostante le differenze culturali, si riconoscono appartenenti ad uno stesso gruppo ristretto che condivide impegno, passione e un comune stile di vita, scandito da duri allenamenti quotidiani. Particolare stima si è da tempo instaurata tra Leila e la rappresentante di Israele, Shani Lavi, una delle favorite nei pronostici della vigilia. Incoraggiata dall’allenatrice Maryam Ghanbari, orgoglio nazionale del judo iraniano che ha interrotto la carriera a causa di un infortunio alle Olimpiadi di Seoul, e dal supporto partecipe del marito Nader e del piccolo Amir, suo figlio, che la seguono in diretta televisiva con gli amici da casa, Leila è determinata a raggiungere l’obbiettivo, in una competizione a eliminazione diretta in cui chi va al tappeto è fuori, senza appello. Due incontri in rapida successione, contro Ungheria e Canada, due brillanti prestazioni di alto livello da cui la ragazza dell’Iran esce vittoriosa, conquistandosi l’ammirazione generale, ma anche provocando qualche nervosismo imprevisto ai vertici del potere. In attesa del terzo match sul tatami, contro la brasiliana detentrice del titolo mondiale, Maryam riceve una telefonata da parte della federazione iraniana che, su pressione diretta dall’ufficio della Guida Suprema del Paese, intima a Leila di simulare un infortunio ritirandosi dalla competizione.

Minacce e intimidazioni da parte di un Potere che esige solo obbedienza, senza alcuna possibilità di dialogo, fanno crescere la tensione per la sorte dei familiari a casa, ostaggi di un’intera nazione islamica, nel caso Leila scelga la dignità, in luogo di una frustrante sottomissione. Negli ultimi anni le autorità iraniane si sono spese in ogni modo per impedire ai propri atleti di competere sul tatami con i rappresentanti di Israele, perciò anche se la storia del film è frutto di invenzione i fatti narrati traggono spunto da reiterati eventi reali.

Girato in un elegante bianco e nero Tatami – una donna in lotta per la libertà è ambientato in Georgia non soltanto perché è davvero una capitale mondiale del judo – sport molto popolare sia in Iran che in Israele – ma anche perché meta delle vacanze per entrambi i cittadini di questi due Stati nemici, che là hanno modo di incontrarsi e interagire pacificamente. Zar Amir, già protagonista di Holy spider di Ali Abbasi, abbandona nei crediti il cognome Ebrahimi e veste i panni di Maryam; firmando la regia con l’israeliano Guy Nattiv palesa lo spirito pacifista dell’intero progetto.

L’attrice losangelina Arienne Mandi – padre iraniano e madre messicana – brilla straordinaria nel ruolo di Leila, la sua attività pugilistica l’ha agevolata nell’acquisire in poco tempo i movimenti utili a simulare gli incontri di judo in modo tanto credibile. La scelta di questa antica disciplina giapponese, come mezzo narrativo al centro del racconto, è motivata anche dal suo essere figlia di un preciso codice d’onore, un complesso di norme in cui il profondo rispetto dell’avversario è incastonato al centro della sua stessa essenza.

Incalzante come un thriller, dopo l’esordio all’80ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia, nella sezione Orizzonti, adesso Tatami – una donna in lotta per la libertà di Guy Nattiv e Zar Amir sarà nelle sale italiane – primo Paese al mondo in cui è reso disponibile al pubblico – dal prossimo 4 aprile grazie a Bim Distribuzione.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. La squadra femminile di judo dell’Iran / Saluto a fine incontro tra Leila e un’avversaria francese
  3. Intimidazioni di Stato, con i familiari usati come oggetti del ricatto
  4. Zar Amir per la prima volta anche co-regista è l’allenatrice Maryam Ghanbari
  5. Bravissima, Arienne Mandi è la protagonista Leila Hosseini
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    © 2023 Keshet Studios

IN COPERTINA

Arienne Mandi nel ruolo della protagonista Leila Hosseini fotografata da Juda Khatia Psuturi
© 2023 Keshet Studios

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Tatami
  • Regia: Guy Nattiv, Zar Amir
  • Con: Arienne Mandi, Zar Amir, Jaime Ray Newman, Nadine Marshall, Lir Katz, Ash Goldeh, Valeriu Andriuta, Mehdi Bajestani, Farima Habashizadehasl, Sina Parvaneh
  • Sceneggiatura: Guy Nattiv, Elham Erfani
  • Fotografia: Todd Martin
  • Musica: Dascha Dauenhauer
  • Montaggio: Yuval Orr
  • Scenografia: Sofia Kharebashvili
  • Costumi: Sofia Iosebidze
    Produzione: Mandy Tagger e Adi Ezroni con Jaime Ray Newman e Guy Nattiv per Keshet Studios in associazione con New Native Pictures, White Lodge Productions, Maven Pictures e Sarke Studio
  • Genere: Thriller
  • Origine: Georgia / USA, 2023
  • Durata: 105′ minuti