Boston, Massachusetts, 15 aprile 2013.
Due ordigni rudimentali, fabbricati con pentole a pressione riempite di esplosivo e piccoli oggetti metallici, esplodono vicino al traguardo della maratona lasciando a terra tre morti e oltre duecento feriti.
Tra loro il ventisettenne Jeff Bauman, sul posto per fare il tifo e tentare di riconquistare la ragazza da cui si era appena lasciato Erin Hurley, riporta ferite di una tale gravità da vedersi amputare entrambe le gambe sopra il ginocchio.
Diventato un simbolo suo malgrado, di un’America che non si arrende agli attacchi terroristici, Jeff ha raccontato in un libro il suo difficile percorso di rinascita personale dopo l’incidente, dall’inizio in ospedale quando non aveva il coraggio di volgere lo sguardo verso l’assenza dei suoi arti fino ai primi passi sulle protesi ipertecnologiche che lo hanno rimesso in piedi. Adesso Stronger – io sono più forte di David Gordon Green, nelle sale italiane grazie a 01 Distribution, racconta sullo schermo la sua vicenda umana.

Vero punto di forza del film è la prova straordinaria di Jake Gyllenhaal, un attore che ci ha abituato a grandi interpretazioni, spesso vincolate a una fisicità determinante e sempre differente (dal pugile di Southpaw di Antoine Fuqua al presentatore cialtrone di Okja di Bong Joon-ho, per citare due estremi delle sue capacità camaleontiche) ma che sa anche lavorare di sfumature sottili, come dimostrano titoli in cui si è trovato a rivestire un doppio ruolo: Enemy di Denis Villeneuve e il capolavoro di Tom Ford Animali notturni.

Nella parte iniziale del film, quella che racconta la vita comune di Jeff prima dell’attentato, è davvero sorprendente guardare i movimenti di un Donnie Darko già maturo e credere senza difficoltà che sia poco più di un ragazzino; è questa, forse più della difficoltà di interpretare un personaggio mutilato in tutto il resto del film, la conferma della bravura di Jake Gyllenhaal. Aver rinunciato ai suoi occhi azzurri, forse per verosimiglianza con il vero Jeff Bauman, contribuisce a dare percezione dell’abisso oscuro da cui è dovuto riemergere il protagonista di questo dramma.

Stronger – io sono più forte racconta il percorso di accettazione necessario anche alle persone che stanno accanto a Jeff – con una Miranda Richardson davvero eccezionale nell’incarnare il conflitto della madre Patty, tra legittima preoccupazione materna e soffocante possessività fuori controllo – e ha il pregio di fare a pezzi la retorica che in questi casi esige degli eroi. Il disturbo post-traumatico e il rifiuto di affrontare il trauma rimosso, che riemerge inevitabilmente, sono tra i temi centrali di un film in cui sul finale purtroppo un po’ di melassa fa capolino.

Centrale al racconto è la storia d’amore con Erin, interpretata da Tatiana Maslany, fulcro della crescita personale di Jeff che, contribuendo all’identificazione dei terroristi, deve sostenere il peso della parola ‘eroe’ imposta dalla propaganda. Stronger – io sono più forte si muove su binari già battuti da tanto cinema americano, ma è la grandezza del suo protagonista a renderne appetibile la visione.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Jeff vittima dell’attentato alla maratona di Boston
  3. Jake Gyllenhaal è Jeff Bauman
  4. Tatiana Maslany è Erin Hurley
  5. Miranda Richardson è Patty, la madre di Jeff

© 2017 Lionsgate / Bold Films

IN COPERTINA
Tatiana Maslany e Jake Gyllenhaal sono Erin e Jeff
© 2017 Lionsgate / Bold Films

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Stronger
  • Regia: David Gordon Green
  • Con: Jake Gyllenhaal, Tatiana Maslany, Miranda Richardson, Richard Lane jr, Nate Richman, Lenny Clarke, Patty O’Neil, Clancy Brown, Carlos Sanz, Frankie Shaw, Danny Mc Carthy
  • Soggetto: Jeff Bauman e Bret Witter dal loro libro omonimo
  • Sceneggiatura: John Pollono
  • Fotografia: Sean Bobbitt
  • Musica: Michael Brook
  • Montaggio: Dylan Tichenor
  • Scenografia: Stephen H. Carter
  • Costumi: Leah Katznelson e Kim Wilcox
  • Produzione: Todd Lieberman, David Hoberman, Jake Gyllenhaal, Michel Litvak e Scott Silver per Lionsgate e Bold Films in coproduzione con Jon Oakes, Bo Shen e Shixing Zhou per TIK Films (Hong Kong) Limited con Mandeville Films e Nine Stories Productions
  • Genere: Drammatico
  • Origine: USA / Hong Kong, 2017
  • Durata: 119′ minuti