Appena uscito nelle sale, Sex è il capitolo conclusivo della trilogia sulle relazioni umane scritta e diretta dal norvegese Dag Johan Haugerud, giunto per ultimo sugli schermi italiani con una successione inversa alla presentazione in ambito internazionale, a testimonianza della completa indipendenza di ognuna delle parti. Ogni film infatti mette in scena storie e figure indipendenti in zone diverse di Oslo – la capitale norvegese diventa vero e proprio personaggio, ogni volta immersa in atmosfere differenti – con l’unica presenza dello psicologo Bjørn che appare, anche fuggevole pochi attimi, a creare un tenue legame nel flusso di una molteplice e variegata umanità.
Straordinario, per la capacità di entrarci dentro costringendo riflessioni inedite e profonde che lasciano echi interiori anche a lunga distanza, è l’intento a cercare nuove forme di relazione che accomuna tutti i titoli del trittico, che ha nei Tre colori di Krzysztof Kieslowski il suo ideale modello di riferimento; Sex presentato alla 74ª Berlinale ha vinto tre premi diversi, Love ha esordito all’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia e Dreams, presentato alla 75ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, si è portato a casa quest’anno l’Orso d’Oro al miglior film.
Sex inizia col dialogo tra due amici, due spazzacamini che in una pausa dal lavoro si lasciano andare a confidenze intime destinate a lasciare il segno in entrambi e nelle loro rispettive mogli, portando alterazioni nei rapporti, non sempre e non necessariamente negative. Mentre il primo confida un sogno bellissimo, ma portatore di disagio al risveglio, il secondo confessa un’imprevista quanto inedita e repentina esperienza sessuale, nonostante la sua eterosessualità, con una persona del suo stesso sesso.

È l’innesco per una serie di confronti, per lo più a due, su temi importanti come l’identità: che cos’è e cosa la definisce, quanto diverge l’immagine esterna da quella interiore, quella che pensiamo di dare di noi da quella percepita dal resto del mondo? Domande complesse a cui spesso non siamo in grado di dare risposta, ma che hanno un loro valore, di per sé, già nel fatto di porsele. Dialoghi molto intensi e illuminanti, capaci di restituire realtà che decostruiscono ogni diffuso luogo comune e consolidata convenzione.

Solidi rapporti su cui si è fondata un’intera esistenza rivelano la propria fragilità, davanti a ferite inferte con l’ingenua illusione che anche l’incomprensibile sia sostenibile per una relazione consolidata; lo smarrimento e la paura di sentirsi estranei, davanti a eventi alieni al vissuto fin lì che mettono in crisi l’immagine dell’altro costruita nel tempo. La trilogia di Dag Johan Haugerud mette a nudo movimenti interiori che, senza profonda analitica introspezione, scorrono via nascosti, sotterranei e invisibili al flusso dell’esistenza quotidiana, ignoti e sconosciuti ai più.

Il ritmo tranquillo del racconto, in aperta contrapposizione con le turbolenze emotive dei personaggi, è un inno alla gioia di vivere, l’invito a perseguire il bene coltivando rapporti con persone che “rendono il mondo più grande”, ad avvicinarsi all’altro senza prevenzioni o aspettative, con la consapevolezza che ogni incontro è un’opportunità di dare, rendendo al contempo più ricca l’esperienza di questo transito esistenziale. Una brillantezza etica che trasuda dal film, anche grazie alla splendida musica originale di Peder Kjellsby.

Sex – come tutta l’intera trilogia – è un’opera di fine scrittura, estremamente intelligente, che ha nei dialoghi e nella prestazione degli attori i suoi punti di forza; generalmente tendo a prediligere film che relegano le parole in secondo piano, raccontando col linguaggio più puro del Cinema fatto di immagini e montaggio, ma Love soprattutto lo porto ancora dentro mesi dopo la visione in concorso a Venezia 81. Tre film che entrano nel cuore, perle di rara bellezza, distribuiti da Wanted Cinema – cinema ricercato.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. La città di Oslo protagonista insieme ai due spazzacamino
  3. Jan Gunnar Røise è Feier / Piccolo errore di valutazione / Thorbjørn Harr è Avdelingsleder
  4. I nuclei familiari messi alla prova da quotidiani movimenti di assestamento
  5. La musica come supporto fondamentale di questo inno alla vita
  6. Locandine italiane di tutte e tre le parti della trilogia
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    © 2024 Motlys / Wanted Cinema

IN COPERTINA

Jan Gunnar Røise e Thorbjørn Harr sono rispettivamente Feier e Avdelingsleder
© 2024 Motlys / Wanted Cinema

courtesy Ufficio stampa Wanted Cinema

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Sex Kjærlighet Drømmer
  • Regia: Dag Johan Haugerud
  • Con: Thorbjørn Harr, Jan Gunnar Røise, Siri Forberg, Birgitte Larsen, Theo Dahl, Nasrin Khusrawi, Anne Marie Ottersen, Vetle Bergan, Iver Innset, Siri Jøntvedt, Marvin Sereba, Arturo Scotti, Darin Hagi, Hadrian Jenum Skaaland, August Jenum Skaaland, Heidi Berget, Sara Oskarsen, Lars Jacob Holm, Helle Vaagland, Thea Myhre, Jarle Sveistrup, Camilla Gullbrekken, Magnus Jøstad, Boudewijn Rolff, Ellen Sekulic, Clara Steenfatt Gjelsvik, Shawn Baluyot, Cecilie Lindeman Steen, Anne-Kirsti Krogvig Karlsen, Johanne Holmen, Brynjar Åbel Bandlien, Peder Capjon Kjellsby, Aslak Hartberg, Lyder Øvreås Røed, Andreas Stensland Løwe, Even Hermansen, Iver Capjon Kjellsby, Sindre Capjon Kjellsby, Vegar Sandholt, Peik Otterbeck, Maria Jose Walseng, Daniel Utengen, Tobias Grøan, Mehmet Kalak
  • Sceneggiatura: Dag Johan Haugerud
  • Fotografia: Cecilie Semec
  • Musica: Peder Kjellsby
  • Montaggio: Jens Christian Fodstad
  • Scenografia: Tuva Hølmebakk
  • Costumi: Ida Toft
  • Produzione: Yngve Sæther e Hege Hauff Hvattum per Motlys e Arthaus in associazione con Viaplay Group e in coproduzione con Oslo Filmfond e con il sostegno di Norsk Filminstitutt e Nordisk Film & TV-Fond
  • Genere: Agrodolce
  • Origine: Norvegia, 2024
  • Durata: 118′ minuti