Sette minuti dopo la mezzanotte 1Il dodicenne Conor O’Malley è ossessionato ogni notte da un incubo ricorrente: sulla collina di fronte a casa assiste al crollo della chiesa nella luce abbagliante del sole.
Mentre intorno si apre un’immensa voragine che inghiotte il vecchio cimitero, lui sull’orlo dell’abisso tiene sua madre Lizzie sospesa nel vuoto, lottando per trattenerla mentre pericolosamente sta scivolando giù. Infine, quando nonostante i suoi giovani sforzi il peso si fa insostenibile, quelle mani aggrovigliate mollano la presa e invariabilmente a quel punto il ragazzo si sveglia in un lago di sudore.
Le gravi condizioni di salute della mamma, sottoposta a cure sempre nuove, pesanti e invasive, inducono l’arrivo della nonna materna che impone la sua presenza con pragmatica freddezza, mentre a scuola alcuni compagni di classe lo perseguitano con violenti atti di bullismo.
Troppo grande per essere ancora un bambino, ma troppo piccolo per essere già un uomo, Conor cerca soccorso nel potere creativo del disegno, è bravissimo a trasferire su carta i suoi mondi fantastici, finché una notte non riceve una magica visita inaspettata.
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Appena sull’orologio scatta il settimo minuto dopo la mezzanotte strani fenomeni iniziano a muoversi nell’aria, un’invisibile forza magnetica attrae gli oggetti in direzione della collina di fronte – temuto teatro del suo incubo – dalla quale il secolare albero di tasso del cimitero, assunto un imponente aspetto antropomorfo, muove verso Conor e la sua stanza. Il nodoso gigante di legno, occhi fiammeggianti e un aspetto tutt’altro che tranquillizzante, annuncia al ragazzo visite successive in cui gli racconterà tre storie, dopo di che sarà lui a dover ricambiare con una quarta; ma il mostro non si accontenterà di un racconto qualsiasi, esige la verità. La sua più nascosta e inconfessabile Verità.
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Lo spagnolo Juan Antonio Bayona al suo terzo lungometraggio porta sullo schermo l’adattamento del romanzo A monster calls del britannico Patrick Ness – da un’idea della scrittrice per l’infanzia Siobhan Dowd prematuramente scomparsa – curato dallo stesso autore, che in Italia è stato pubblicato col titolo Sette minuti dopo la mezzanotte poi ripreso anche dal film.
Una storia drammatica che utilizza i canoni del racconto fantastico per parlare ai ragazzi di temi difficili da affrontare come la malattia, il dolore e gli inevitabili sensi di colpa davanti a una perdita, la necessaria accettazione degli eventi indispensabile alla sopravvivenza.
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Adottando figure archetipiche della fiaba il film costruisce una rappresentazione del mondo piuttosto incline al vero, che utilizzando gli stereotipi più classici invita a guardare oltre l’ingannevole apparenza delle cose per accettare la contraddittoria complessità del reale; ecco allora che un assassino può essere un re giusto e amato dal suo popolo, l’avidità di potere non impedisce a una strega di essere moglie devota, un reverendo impegnato in accorate predicazioni può rivelarsi uomo senza fede.
Sul piano visivo poi, le storie che il mostro racconta a Conor sono splendide occasioni per creare visioni animate, raffinate e coloratissime come acquarelli in movimento.
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Sette minuti dopo la mezzanotte ha un debito strutturale verso il Canto di Natale di Charles Dickens, ma pur ricollegandosi a quella tradizione di racconti fantastici per ragazzi predilige un impatto più impietoso nella rappresentazione del dramma, propedeutico a una crescita emotiva e antidoto alla stucchevolezza di opere come il recente GGG – il Grande Gigante Gentile diretto da Steven Spielberg.
Al suo primo ruolo da protagonista lo scozzese Lewis Mac Dougall è bravissimo, nonostante la giovane età, a reggere tutto il crescendo di pathos del film, tra Felicity Jones nei panni della mamma ammalata e un’inedita Sigourney Weaver in quelli di una nonna solo apparentemente distante.
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Il film di Juan Antonio Bayona è un racconto sul passaggio dall’infanzia all’età adulta, sulla perdita di quella visione rassicurante del mondo dove tutto è nettamente o bianco o nero, fino all’accettazione del fatto che le cose sono sempre un po’ più complesse, ricche di sfumature contraddittorie; gli eventi che si susseguono incuranti della nostra volontà, il bene che non sempre trionfa e l’amore che troppo spesso non basta come soluzione. Una visione fantastica per introdurre alla comprensione del reale.

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: A monster calls
  • Regia: Juan Antonio Bayona
  • Con: Lewis Mac Dougall, Sigourney Weaver, Felicity Jones, Toby Kebbell, Liam Neeson, Ben Moor, James Melville, Oliver Steer, Dominic Boyle, Jennifer Lim, Max Gabbay, Morgan Symes, Max Golds, Frida Palsson, Wanda Opalinska, Patrick Taggart, Lily Rose Aslandogdu, Geraldine Chaplin
  • Soggetto: Patrick Ness dal suo romanzo su un’idea originale di Siobhan Dowd
  • Sceneggiatura: Patrick Ness
  • Fotografia: Óscar Faura
  • Musica: Fernando Velázquez
  • Montaggio: Bernat Vilaplana, Jaume Martí
  • Scenografia: Eugenio Caballero
  • Costumi: Steven Noble
  • Produzione: Belén Atienza in coproduzione con Sandra Hermida per Apaches Entertainment, Telecinco Cinema e La Trini con il sostegno dell’Istituto della Cinematografía y de las Artes Audiovisuales, Gobierno de España, e la collaborazione del Departamento de Cultura de la Generalitad de Catalunya con la partecipazione di Movistar+
  • Genere: Fantastico
  • Origine: USA / Spagna, 2016
  • Durata: 108' minuti
(© 2016 Apaches Entertainment / Telecinco Cinema / La Trini) (© 2016 Apaches Entertainment / Telecinco Cinema / La Trini)