Il 16 agosto 1819 era un lunedì, a Manchester in Inghilterra sessantamila persone lasciarono il lavoro nelle fabbriche per riunirsi al St. Peter’s Field dove si sarebbe tenuto un comizio di riformisti, convenuti da tutto il  Lancashire per chiedere l’estensione del diritto di voto, riservato allora ad appena il due per cento della popolazione, e condizioni salariali più eque per la classe operaia che sempre più si dibatteva nella povertà.
La folla inerme e disarmata, composta anche di donne e bambini, venne dispersa con la forza dalla cavalleria, un massacro che lasciò sul campo morti e centinaia di feriti, una pagina vergognosa della Storia inglese, una ferita ancora aperta nella coscienza collettiva. I giornali di allora denunciarono la strage coniando la parola ‘Peterloo’ dall’unione di Peter, dal nome del teatro in cui si consumò questo evento sanguinoso, con Waterloo, la battaglia che consegnò definitivamente alla polvere l’arroganza napoleonica, a cui molti dei manifestanti caduti sotto i colpi dell’esercito reale avevano personalmente partecipato, dando il proprio contributo alla vittoria inglese.
Un riferimento quanto mai preciso e storicamente accurato, da cui prende le mosse anche il bellissimo affresco storico realizzato da Mike Leigh – quattro anni dopo il ritratto indimenticabile del pittore William Turner – che dopo la presentazione in concorso alla 75ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è adesso nei cinema italiani distribuito da Academy 2.

Nella straordinaria sequenza di apertura il giovane Joseph – l’esordiente su grande schermo David Moorst – si muove smarrito tra grida, fumo e colpi di cannone nella storica battaglia di Waterloo, diventata poi nell’uso comune sinonimo di sconfitta assoluta; segue il ritorno a casa, a piedi insieme ai compagni dal Belgio all’Inghilterra, e la sua vicenda individuale è il primo dei fili narrativi che tessono la trama collettiva di Peterloo, introducendo un accurato ritratto sociale dell’epoca.

Il montaggio che alterna l’assegnazione di settecentocinquantamila sterline al Duca di Wellington vittorioso su Napoleone, in contrasto con i giovani abbandonati sul campo, tornati traumatizzati dalla guerra, segna subito il netto divario tra classi sociali, evidenziando come Parlamento e Magistratura fossero espressione esclusiva degli interessi della nobiltà. Le vessazioni a cui era esposta la popolazione sono ben esemplificate da casi giudiziari come quello di un uomo deportato in Australia per il presunto furto di un orologio.

La crisi economica seguita a vent’anni di guerre contro la Francia, leggi inique che per tutelare i guadagni di una minoranza condannavano la popolazione alla fame, l’intolleranza del potere verso l’emancipazione degli strati più deboli della società e in particolare delle donne, sono tutti elementi che in un modo o nell’altro si riverberano nella contemporaneità, rendendo Peterloo un film attuale e molto politico; persino il crescente assenteismo alle urne dei nostri tempi, riproduce la situazione di un voto riservato a pochi.

La sceneggiatura firmata dallo stesso Mike Leigh contrappone la preoccupazione dei giudici, nobili che nel perseguire gli interessi del loro ceto temono i fantasmi della Rivoluzione Francese ancora così recente nella memoria storica dell’epoca, e le richieste di riforme da parte di un popolo sempre più povero, con tutta una varietà di posizioni dalle più moderate a quelle più estreme; avidità e paura si confermano motore degli eventi nella storia dell’umanità, tra spie infiltrate dal governo nelle assemblee popolari e brutalità.

Punteggiato da momenti di fervente passione civile, Peterloo raggiunge vette imponenti nell’uso del linguaggio cinematografico nelle sequenze finali del massacro, magistrale la perizia con cui Mike Leigh filma le scene di massa evitando ogni spersonalizzazione della folla, per cui non viene mai meno la percezione delle vicende individuali; inoltre, la necessaria rappresentazione della violenza è eloquente, ma senza mai indulgere nella sua spettacolarizzazione, mostrando un pudore raro e encomiabile.

L’indignazione sollevata dal massacro di gente indifesa cambiò in modo determinante la percezione collettiva e oggi la storiografia moderna ritiene i fatti di Peterloo una svolta fondamentale nell’affermazione dei principi democratici e nella nascita della democrazia inglese. Il film di Mike Leigh, vicino al capolavoro, è un monito per questi tempi in cui diritti che sembravano acquisiti risultano di nuovo sotto attacco.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. La folla a St’Peter’s Field / L’oratore Henry Hunt / Le truppe ubriache prima del massacro
  3. Il giovane trombettiere Joseph – David Moorst – torna da Waterloo, disoccupato e segnato nell’anima
  4. L’illegale intercettazione della posta / Il popolo alle riunioni riformiste / Condannato a quattordici anni di deportazione in Australia
  5. Assemblee popolari / I riformisti Johnston, Drummond e Bagguley / L’unione femminile
  6. Il segretario di Stato Lord Sidmouth e il suo vice / I magistrati riuniti a St’Peter’s Field / Spie governative
  7. La folla, somma di individualità anziché massa indistinta, incalzata dai soldati

© 2018 Amazon Content Services LLC / Film 4 / The British Film Institute

IN COPERTINA
Rory Kinnear è famoso oratore Henry Hunt che parlò al raduno di Peterloo
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SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Peterloo
  • Regia: Mike Leigh
  • Con: Rory Kinnear, Maxine Peake, Pearce Quigley, David Moorst, Rachel Finnegan, Tom Meredith, Simona Bitmate, Robert Wilfort, Karl Johnson, Sam Throughton, Roger Sloman, Kenneth Hadley, Tom Edward-Kane, Lizzy McInnerny, Alastair Mackenzie, Neil Bell, Lisa Millett, Philip Jackson, John Paul Hurley, Tom Gill, Lizzie Frain, Harry Hepple, Ian Mercer, Adam Long, Nico Mirallegro, Danny Kirrane, Johnny Byrom, Victoe Mc Guire, Stephen Wight, Ryan Pope, Dorothy Atkinson, Tim Mc Innerny, Marion Bailey, Vincent Franklin, Jeff Rawle, Eileen Davies, Philip Whitchurch, Martin Savage, Al Weaver, David Bamber, David Fielder, Fine Time Fontayne, Robert Gillespie, Jonathan Jaynes, Nicholas Lumley, Shaun Prendergast, Alan Williams, Dorothy Duffy, Victoria Moseley, Christine Bottomley, Samantha Edwards, Julie Hesmondhalgh, Kate Rutter, Katie West, Joseph Kloska, Leo Bill, Brian Fletcher, Gary Cargill, Patrick Kennedy, Guy Williams, Ben Crompton, Bryony Miller, Lee Boardman, Steve Garti, Alicia Turner, Leo Ashton, Eslie & Florence Kirk, Darren Scott, Michael Culkin, Laura Elphinstone, Rachel Davies, Julie Riley, Kieran O’Brien, Noreen Kershaw, Jim English, Adam Shaw, Bob Goody, Sam Graham, Tilly Vosburgh, David Hounslow, Steve Huison, Jeremy Todd, Paul Brown, Paul Popplewell, Moya Brady, Jane Hazlegrove, Hayley Jayne Standing, Kate O’Flynn, Gerard Kearns, John Branwell, Isla Nield, James Benson, Philip Martin Brown, Sidney Livingstone, Davis Walmsley, James Dryden, Bronwyn James, Polly Hemingway, Steve Cain, Sarah Crowden, Miles Richardson, Graham Seed, Tim Barker
  • Sceneggiatura: Mike Leigh
  • Fotografia: Dick Pope
  • Musica: Gary Yershon
  • Montaggio: Jon Gregory
  • Scenografia: Suzie Davies
  • Costumi: Jacqueline Durran
  • Produzione: Georgina Lowe con Danielle Brandon in associazione con Helen Grearson per Thin Man Films con Amazon Studios e BFI in associazione con Film 4 e LipSync
  • Genere: Storico
  • Origine: Regno Unito / Irlanda / USA, 2018
  • Durata: 154′ minuti