Motore imperscrutabile che intreccia con lacci invisibili le sorti del mondo, il destino muove le azioni di individui anche distanti determinando conseguenze imprevedibili, perché tutti siamo scintille di un’unica energia universale. Questa in sintesi l’essenza di Only the animals – storie di spiriti amanti di Dominik Moll, tratto dal romanzo omonimo Seules les bêtes di Colin Niel.
Causse Méjan, un altopiano desertico e selvaggio nel sud della Francia, poche fattorie distanti tra loro in cui allevatori di bestiame vivono talmente isolati e lontani da tutto, che per molti è di fatto estremamente difficile incontrare qualcuno con cui costruire un rapporto sentimentale.
In una notte di tempesta, durante una tormenta, la misteriosa scomparsa di una donna mette in crisi gli agenti della gendarmerie per l’assenza del benché minimo indizio per avviare le indagini.
Cinque persone in qualche modo coinvolte nel caso, ognuna con un intimo segreto da occultare, sono depositarie di un frammento di verità, ma nessuno può davvero immaginare fino a che punto si estendano lontano le radici degli eventi in quella notte fatale.
L’amore, il desiderio e la necessità di amare e di essere amati, così forte da rendere preferibile anche un’improbabile finzione allo squallore della realtà; storie sfortunate, frustrate, costruite su illusioni e delusioni, fantasie e false speranze, per non affondare nel vuoto della solitudine.
L’errata convinzione di interpretare correttamente i fatti darà il via ad azioni, nobili a volte, ma anche brutali e sconsiderate, destinate a confluire in un mosaico narrativo pieno di imprevedibili colpi di scena; la progressiva acquisizione di nuovi elementi darà modo di decodificare e infine comprendere – soltanto per noi però, portatori di uno sguardo esterno all’intera vicenda – tutto l’evolvere di ciò che è davvero accaduto.

Only the animals è costruito mostrando più volte i fatti dal punto di vista dei vari personaggi in una struttura che ricorda Rashomon di Akira Kurosawa, ma mentre nel capolavoro del Maestro giapponese versioni contraddittorie evidenziano la natura inafferrabile della verità, nel film di Dominik Moll ogni sguardo è parziale e porta elementi inediti che gettano nuova luce sugli eventi, creando anche nuove zone d’ombra che rimettono inevitabilmente tutto in discussione.

Una storia di solitudine e ingenuità che contrappone i grandi spazi aperti dell’altopiano con gli ambienti scuri e angusti in cui spesso si muovono i personaggi, l’inverno innevato dei paesaggi francesi pressoché privi di presenza umana con l’affollata metropoli Abidjan, in Costa d’Avorio, dove lo sciamano Papa Sanou aggiunge al racconto l’affascinante dimensione degli Spiriti, espressione dell’irrazionale, insondabile e sconosciuto, reso tangibile dalla credenza popolare.

Only the animals è un ritratto del mondo contemporaneo, con l’abuso dei dispositivi elettronici i cui schermi diventano illusorie maschere di protezione dai danni di azioni concrete. Eterogeneo il gruppo di attori coinvolti, da Valeria Bruni Tedeschi in un ruolo molto distante dal suo terreno abituale all’esordiente Guy Roger “Bibisse” N’drin che riesce a dare una tale carica di simpatia al suo personaggio, nonostante azioni deprecabili, da rendere molto difficile detestarlo.

Notevole anche la prova di Denis Ménochet nei panni di Michel, capace di dare forma al ritratto complesso di un uomo minaccioso all’apparenza eppure emotivamente fragile. Laure Calamy premiata a Venezia 78 per Full Time – al cento per cento di Eric Gravel è Alice, punto di vista centrale al primo frammento narrativo, mentre un ottimo Damien Bonnard è chiamato a dare corpo al trauma nascosto del solitario, brusco e sociopatico, Joseph.

La raffinata ambiguità del titolo originale ‘Solo le bestie‘ non si presta a interpretazioni univoche: potrebbe far pensare a un giudizio morale negativo nei confronti degli atti compiuti dai personaggi coinvolti, ma una riflessione filosofica presente nelle pagine del romanzo porta a ipotizzare considerazioni più ampie, certo più affascinanti, per cui solo gli animali costretti a vivere col peggiore di tutti (l’uomo) sono testimoni, non sappiamo se consapevoli, della sua crudeltà.

Presentato in selezione ufficiale alle Giornate degli Autori della 76ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, adesso Only the animals – storie di spiriti amanti di Dominik Moll sarà finalmente nelle sale italiane dal prossimo 12 maggio a cura di Parthénos Distribuzione.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Le indagini difficili della gendarmerie tra i casolari isolati
  3. L’esordiente Nadia Terezskiewicz è Marion / L’autore del romanzo Colin Niel appare come commesso / Marie Victoire Amie è Monique
  4. Lo sciamano Papa Sanou e la contrapposizione tra l’affollata Abidjan e l’altipiano deserto
  5. Gli schermi digitali sono maschere / Valeria Bruni Tedeschi è Evelyne / Guy Roger “Bibisse” N’drin è Armand
  6. Denis Menochet è Michel / Laure Calamy è Alice / Damien Bonnard è Joseph
  7. Gli animali testimoni innocenti delle miserie umane
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    © 2019 Haut et Court / Razor Film Produktion / France 3 Cinéma

IN COPERTINA

Un particolare della locandina italiana
© 2019 Haut et Court / Razor Film Produktion / France 3 Cinéma

courtesy Ufficio stampa Boom PR

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Seules les bêtes
  • Regia: Dominik Moll
  • Con: Denis Menochet, Laure Calamy, Damien Bonnard, Nadia Terezskiewicz, Guy Roger “Bibisse” N’drin, Bastien Bouillon, Valeria Bruni Tedeschi, Jenny Bellay, Fred Ulysse, Roland Plantin, Colin Niel, Nathalie Lopez, David Faure, Bruno Canredon, Perline Eyombvan, Juliet Doucet, Marie Victoire Amie, Sondé Younoussa, Désiré Konan, Alain Jaurès Yao “Navarro” Kouakou, Samy Delor Dales, Arnaud Charles Shadrack Tre, Sandra Eunixe Djigre, Mahi Saran Yaëlle, Nignan, Christian Ezan, Serge Defalet, Cheick Diakite, Yakouba Sissoko, Henri Joël Debey, Khalil Koné, Isaac Coulibaly, Thibault Sommain, Jessica Kouassi, Layana Ange Sopoude
  • Soggetto: Colin Niel dal suo romanzo omonimo
  • Sceneggiatura: Dominik Moll, Gilles Marchand
  • Fotografia: Patrick Ghiringhelli
  • Musica: Benedikt Schiefer
  • Montaggio: Laurent Rouan
  • Scenografia: Emmanuelle Duplay
  • Costumi: Isabelle Pannetier
  • Produzione: Caroline Benjo, Carole Scotta, Barbara Letellier e Simon Arnal in coproduzione con Roman Paul e Gerhard Meixner per Haut et Court in coproduzione con Razor Film Produktion e France 3 Cinéma con la partecipazione di Canal+, Ciné+, France Télévisions, Haute et Court Distribution, The Match Factory e la Région Occitanie con il sostegno di Eurimages, Centre National du Cinéma et de l’Image Animée, Filmförderungsanstalt e Medienboard Berlin Brandenburg
  • Genere: Thriller
  • Origine: Francia / Germania, 2019
  • Durata: 117′ minuti