Dopo l’anteprima italiana dello scorso ottobre alla Festa del Cinema di Roma, finalmente dal prossimo 16 dicembre One second di Zhang Yimou sarà nelle sale italiane distribuito da Fenix Entertainment insieme a Europictures.
Suggestivo e spettacolare, l’incipit del film mostra un uomo vagare solitario nella maestosità sconfinata di un deserto, esposto al violento soffiare dei venti e all’oscurità della notte, mentre caparbio e inarrestabile continua comunque ad avanzare senza sosta, fino a raggiungere la piazza centrale di un centro abitato proprio quando una folla esce dalla sala cinematografica locale in cui si è appena conclusa la proiezione serale. Nel silenzio che segue il disperdersi della gente, il giovane Yang He – addetto al trasporto della pellicola – ripone le scatole che contengono il film, con l’immancabile cinegiornale, nelle tasche laterali della sua motocicletta e si ferma con un compagno a concedersi una bevuta prima della partenza per il prossimo villaggio.
È in quel momento che lo sconosciuto giunto dal deserto vede una ragazzina estrarre una bobina dalla moto pronta alla partenza e, dopo averla messa nella sua borsa si dà alla fuga. Non sappiamo chi è né da dove viene il misterioso viandante, i poveri stracci che indossa e la fame che non può nascondere rendono evidenti le privazioni che deve aver sopportato, ma nonostante ciò istintivamente l’uomo si lancia a rincorrere la piccola ladra dando inizio a un rocambolesco susseguirsi d’inseguimenti e scontri per il possesso della bobina di pellicola.
Toni da commedia aprono all’inizio di One second lasciando poi spazio a riflessioni più profonde, quando nel corso del racconto diventano manifesti i motivi che muovono le azioni dei personaggi e le situazioni che si trovano a vivere, nel ritratto d’epoca di una Repubblica Popolare Cinese già sotto la presidenza di Mao Zedong, negli ultimi anni che precedettero l’inizio della Rivoluzione Culturale.

Lontano dalla forte critica espressa in altre fasi della sua carriera, ad esempio con Vivere! che nel 1994 vincendo il Gran Premio della Giuria a Cannes creò qualche imbarazzo al governo cinese che aveva tentato di ostacolarlo, in One second la denuncia dei campi di lavoro nella Cina maoista resta soltanto un elemento sullo sfondo, ma il ritiro del film dalla selezione ufficiale del Festival di Berlino 2019 per ‘motivi tecnici’ alimenta sospetti di pressioni politiche che possono aver influenzato il film.

Ritiro avvenuto, lo ricordiamo, insieme alla cancellazione dal programma per analoghi ‘motivi tecnici’ anche del Better days di Derek Tsang che l’anno successivo è arrivato a un passo dall’Oscar. Ambientato attorno al 1964, come si può dedurre dal titolo in proiezione cui appartiene la bobina rubata – Figli e Figlie eroici (Ying Xiong Er Nü) di Zhaodi Wu – One second è anche il racconto di un mondo rurale che non c’è più, quello stesso in cui Zhang Yimou ha trascorso la sua giovinezza.

Un mondo che esigeva guadagni di merito, per liberarsi della nefasta influenza politica che il partito attribuiva anche ai parenti di coloro che venivano deportati ai campi di lavoro, seppur estranei alle azioni causa di condanna. Considerando importanza e cura riservate alle bobine di pellicola il film è anche una dichiarazione d’amore per il Cinema, omaggio a un’arte e alla sua capacità di perpetuare il ricordo di momenti fuggevoli, preziosa quando “Un secondo è troppo breve, non è abbastanza!”.

La crudeltà d’infierire anche contro chi rotola già nella polvere, la delazione come pratica naturale e atteggiamento utile a perseguire il mantenimento della propria posizione sociale, sono temi raccontati da Zhang Yimou anche in questo film, senza alcuna enfasi, come comportamenti abituali da assumere in relazione alle autorità; gli stessi principi base del sistema di credito sociale, amplificato da strumenti tecnologici di controllo già reali nella Cina contemporanea, che qualcuno vorrebbe implementare anche da noi.

Senza raggiungere l’ispirazione di Lettere da uno sconosciuto, certo l’opera migliore degli anni duemila firmata Zhang Yimou, One second merita una visione perché appartiene al filone più sentito e partecipe dell’autore di Lanterne rosse, a mio avviso preferibile alla fredda bellezza di opere wuxia come Ying / Shadow, rimasto inedito in Italia dopo la presentazione a Venezia 75.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Il viandante giunge in nel villaggio dal deserto
  3. I campi di lavoro forzato nella Cina maoista sono tema che resta sullo sfondo
  4. Dedizione per la pellicola Figli e Figlie eroici (Ying Xiong Er Nü) di Zhaodi Wu del 1964
  5. Il cinema come arma di propaganda e strumento per cristallizzare un momento fuggito
  6. Zhang Yi e la giovane Liu Haocun sono il protagonista Zhang Jiusheng e la piccola ladra Liu
    .
    © 2020 Changxing Sanyi Shengshui Culture Media Co. LTD

IN COPERTINA

Lo sconosciuto e il proiezionista
© 2020 Changxing Sanyi Shengshui Culture Media Co. LTD

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Yi miao zhong
  • Regia: Zhang Yimou
  • Con: Zhang Yi, Liu Haocun, Fan Wei, Ailei Yu, Zhang Shaobo, Li Xiaochuan, Li Yan, Yunlong Liu, Tang Ziyue, Yu Yang, Yang Tiecheng, Wang Bing, Cao Rui, Chen Xu, Su Zhiguo, Wang Zhengguo, Qin Boyang, Cen Jiawei, Chen Qishan, Wang Minxuan, Yu Ailei, Yu Bin, Song Jiateng, Liu Yunlong, Li Jinjiang, Sheng Yehui, Lin Feng, Zhang Hongcheng
  • Sceneggiatura: Zhang Yimou e Zou Jingzhi con la collaborazione di Zhou Xiaofeng da un romanzo di Yan Geling
  • Fotografia: Zhao Xiaoding
  • Musica: Lao Zai
  • Montaggio: Du Yuan
  • Scenografia: Lin Chaoxiang
  • Costumi: Wang Qiuping
  • Produzione: Hu Hui, Dong Ping, Steven Xiang, Peter Zheng, Bill Kong e Zhao Chao con Pang Liwei e Zhao Yijun per Changxing Sanyi Shengshui Culture Media Co. LTD
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Cina, 2020
  • Durata: 104′ minuti