
Una riflessione metaforica venata di magia, con sfumature oniriche, sulla nostra contemporaneità segnata dall’esodo di masse dolenti in fuga dalle zone più travagliate del mondo e dal riscaldamento globale climatico sempre più marcato, è l’essenza profonda di Non cadrà più la neve di Małgorzata Szumowska e Michał Englert.
Źhenia è un giovane massaggiatore ucraino originario della zona di Chernobyl, dove è nato esattamente sette anni prima di quel maledetto 26 aprile, giunto in Polonia per lavorare in un complesso residenziale di lusso ai margini della grande città.
Lo vediamo emergere dall’oscurità di una foresta magnifica, che somiglia così tanto ai territori più remoti dell’inconscio, attraversare strade deserte della metropoli mentre sorge e prende forza gradualmente la luce del mattino, fino a raggiungere gli uffici del dipartimento per i lavoratori stranieri e ottenere in modo del tutto originale un permesso di soggiorno permanente, indispensabile per svolgere la sua attività.
Presenza enigmatica, imperscrutabile, che emana mistero e ambiguità, chi è questo manipolatore di corpi che sembra in grado di penetrare anche le anime smarrite dei suoi ricchi annoiati clienti? Dolce angelo custode dai poteri miracolosi o infido demone pericoloso – angelo comunque, seppur caduto – Źhenia accoglie confidenze e paure da persone smarrite, prigioniere di un’ingombrante abbondanza, riattivando la loro energia vitale o accompagnandole alla quieta serenità che sorge dall’accettazione del proprio destino.
…perché in fondo è sempre la paura il nemico più temibile da abbattere.

Dopo il bellissimo The other lamb, purtroppo ancora inedito in Italia, la cineasta polacca Małgorzata Szumowska ha scritto, prodotto e diretto Non cadrà più la neve firmandolo in co-regia con l’abituale collaboratore di sempre, direttore della fotografia prediletto, Michał Englert, autore insieme a lei della sceneggiatura originale che adotta uno sguardo straniero, quindi distante quel tanto che basta ad una percezione distaccata della realtà, per ritrarre la classe borghese della società polacca.

Britannico di adozione, ma nato a Kiev, Alec Utgoff incarna il magnetico mistero del protagonista Źhenia, un estraneo sconosciuto a cui gli altri possono attribuire le più alte capacità; una figura carismatica che induce a entrare in contatto con la propria spiritualità, arduo compito nella frenesia moderna, atto ancor più necessario per sopravvivere al vuoto incombente di questa società, svuotata di senso nel tramonto di valori etici tristemente desueti e quasi del tutto dimenticati.

I personaggi emergono dagli oggetti stessi che ingombrano le loro case, rendendo palese il rifiuto della morte come tabù consolidato e il desiderio di un’eterna giovinezza, propri di una società dell’apparire come quella contemporanea, dove egocentrismo esasperato e paura dello straniero innestano la falsa percezione d’insicurezza che spinge gli individui, ma purtroppo anche gli Stati, a costruire barriere come il recinto intorno al centro residenziale teatro prevalente del racconto.

Alieno in questo ambiente, Źhenia porta con sé la calma di chi è in sintonia con il creato e l’adozione di cure naturali contro forze invisibili che l’uomo – inconsapevole e distruttivo – riesce a scatenare, ma che poi nella sua insensatezza non è in grado di controllare, come pandemie e radioattività. La neve tanto attesa diventa simbolo di cambiamento, emblema di una necessaria presa di coscienza, e una scritta sullo schermo alla fine informa che, stando alle previsioni, dal 2025 non nevicherà mai più.

Non cadrà più la neve s’interroga sul trascendente inserendosi nella sublime tradizione russa, che attraverso il Cinema di Andrej Tarkovskij – per la coppia di cineasti polacchi dichiarata fonte di ispirazione – ha prodotto capolavori immortali. La contrapposizione tra la volgarità di modelli sociali orientati a un materialismo esasperato e la primaria necessità di un’introspezione, evidenzia la fine di ogni valore morale, facendo emergere la figura ‘magica’ di Źhenia come un salvifico supereroe.

Presentato in concorso alla 77ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia, dal prossimo 9 novembre finalmente il bellissimo Non cadrà più la neve di Małgorzata Szumowska con Michał Englert, che avremmo preferito Leone d’Oro al posto di Nomadland, sarà nelle sale italiane e sulla piattaforma della distribuzione I Wonder Pictures.