Fiamme illuminano la notte, un edificio eretto tra i rami di un enorme albero sta andando a fuoco e mentre nuove esplosioni alimentano l’incendio, una ragazza cerca di scappare senza farsi vedere dalle squadre impegnate nel tentativo inutile di dominare il rogo.
La giovane ha con sé una piccola sacca di semi preziosissimi e una volta scoperta dalle guardie fugge volando via nel cielo su una scopa, mentre i suoi inseguitori le lanciano dietro mostri alati e un potere informe che, trasformatosi in due lunghe braccia artigliate, tenta di afferrarla.
Un’immane deflagrazione riempie il cielo di un’accecante luce azzurra e un cerchio di fuoco si espande portando distruzione tutt’intorno come un epicentro che si allarga, bruciando ogni cosa al suo passaggio. La ragazza precipita incolume dietro una rupe di roccia e cade verso il basso, attraversa le nuvole e finisce nel profondo di una foresta, perdendo nella caduta i semi che si sparpagliano lontani senza possibilità di essere recuperati.
A contatto col terreno alcuni di questi magici bulbi irradiano luce e, penetrando la superficie, danno vita ad alberi nuovi dalla crescita istantanea, mentre una vegetazione sempre più fitta avvolge la scopa che ha portato giù la ragazza dal cielo, mimetizzandola tra le pieghe di una corteccia fino a nasconderla.

Questo l’incipit, i primi tre concitati minuti, del lungometraggio d’animazione Mary e il fiore della strega di Hiromasa Yonebayashi – distribuito da Lucky Red nelle sale italiane dal 14 al 20 giugno – che racconta le avventure della piccola Mary, una bambina dai capelli rossi finita per caso nella stessa foresta dove ritroverà la scopa dimenticata e i fiori lucenti, nati dai semi misteriosi, a causa dei quali finirà nei guai insieme all’amico Peter, nella dimensione lontana da cui le magiche piante provengono.

La straordinaria bellezza dell’animazione giapponese più raffinata risplende in questo primo film realizzato dal nuovo Studio Ponoc, fondato nel 2015 dal regista Hiromasa Yonebayashi con il produttore Yoshiaki Nishimura, entrambi usciti dallo Studio Ghibli di Hayao Miyazaki e Isao Takahata per cui il primo ha diretto Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento, il secondo ha prodotto La storia della principessa splendente e insieme hanno realizzato Quando c’era Marnie.

Lo Studio Ponoc prende il nome da una parola serbo-croata che indica la mezzanotte, il momento in cui si chiude il giorno trascorso e uno nuovo è pronto a iniziare, una precisa dichiarazione di intenti: quella di raccogliere l’eredità artistica dello Studio Ghibli – da cui molti disegnatori e animatori sono venuti via per approdare al Ponoc – e creare nuove avventure animate di alta qualità; a  supporto altri ex Ghibli hanno dato vita allo Studio Dehogallery, specializzato nella realizzazione dei fondali.

Mary e il fiore della strega è la trasposizione animata del romanzo per ragazzi The Little Broomstick [La piccola scopa] pubblicato nel 1971 dalla scrittrice inglese Mary Stewart, ma contiene uno dei temi portanti dell’intera opera del Maestro Miyazaki: l’avventura magica come metafora della crescita che, come accadeva anche a Chihiro in La città incantata, è fondamentalmente la consapevolezza che deriva dall’assunzione di responsabilità per le proprie azioni.

La piccola protagonista Mary in volo sulla scopa accompagnata da un gatto nero ricorda Kiki – consegne a domicilio, il collegio Endor sopra le nuvole Laputa – castello nel cielo e la direttrice della scuola di magia è parente stretta di tante magiche megere – dalla Yubaba in La città incantata alla Strega delle Lande di Il castello errante di Owl – che popolano i film del padre di Totoro; persino il design dei personaggi non si discosta affatto da quello riconoscibile dello Studio Ghibli.

Se da un lato questa è la naturale conseguenza di un’eredità legittimamente rivendicata dallo Studio Ponoc dall’altro rappresenta proprio il limite del film che, pur essendo un lungometraggio godibile e ben realizzato, piacerà ai più piccoli lasciando il cultore insoddisfatto per quel senso di già visto che sovente confina con la noia. Benvenuti agli Studi Ponoc e Dehogallery, lunga vita all’animazione tradizionale di qualità, con l’augurio che i progetti futuri sappiano osare di più in originalità.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. La sconosciuta in fuga nella bellissima sequenza di apertura
  3. Mary a spasso tra questa realtà e il mondo magico di Endor / I magici semi blu
  4. La magica scopa / La scuola di magia / Il dottor Dee e madame Mumblechook
  5. Le splendide atmosfere nelle scenografie dello Studio Dehogallery
  6. Mary e Peter compagni d’avventure
  7. Studio Ponoc erede della tradizione Ghibli

© 2017 Studio Ponoc

IN COPERTINA
La piccola Mary scopre i magici fiori blu
© 2017 Studio Ponoc

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Meari to majo no hana
  • Regia: Hiromasa Yonebayashi
  • Con le voci originali di: Hana Sugisaki, Ryunosuke Kamiki, Yuki Amami, Fumiyo Kohinata, Hikari Mitsushima, Jiro Sato, Kenichi Endo, Eri Watanabe, Shinobu Otake
  • Con le voci italiane di: Sara Labidi, Antonella Giannini, Mario Cordova, Luigi Ferraro, Roberta Paladini, Lorenzo D’Agata, Ludovica Modugno, Ludovica Bebi, Carlo Valli, Francesca Zavaglia
  • Soggetto: Mary Stewart dal suo romanzo The little broomstick
  • Sceneggiatura: Riko Sakaguchi, Hiromasa Yonebayashi
  • Musica: Takatsugu Muramatsu
  • Supervisore all’Animazione: Takeshi Inamura
  • Scenografie: Tomotaka Kubo
  • Produzione: Yoshiaki Nishimura per Studio Ponoc
  • Genere: Animazione
  • Origine: Giappone, 2017
  • Durata: 102′ minuti