L’uomo che vendette la sua pelle della tunisina Kaouther Ben Hania è una commedia drammatica che pone provocatoriamente l’accento sulla condizione di vulnerabilità degli esuli costretti ad abbandonare le proprie radici – un problema mondiale sempre attualissimo che investe tutti i continenti – ma anche una riflessione sulla realtà in cui viviamo e sul suo cinismo.
Sam Ali è un giovane siriano costretto a fuggire dal suo Paese per aver espresso incautamente in pubblico un momento di entusiasmo, con parole etichettate come pericolose dai guardiani del regime. Dopo aver trovato riparo in Libano, per riuscire a raggiungere l’amore in Europa accetta la proposta di un affermato artista contemporaneo, Jeffrey Godefroi, che lo ha scelto per essere la ‘tela’ vivente della sua nuova controversa e provocatoria opera d’arte: un grande tatuaggio sulla schiena del Visto di Schengen, l’ambito documento necessario per entrare nel vecchio continente in maniera legale.
Sam viene trasformato così in un prezioso oggetto, valutato milioni di dollari sul mercato dell’arte, libero di muoversi in un mondo globalizzato in cui le merci viaggiano liberamente da un capo all’altro di ogni continente, senza le restrizioni politiche a cui sono sottoposte le persone.
Un nuovo status che sembra capace di introdurre l’esule siriano alla più completa libertà e indipendenza, ma la stipula di un patto mefistofelico come questo in cui la pelle è oggetto di transazione non potrà non intaccare l’anima, inscindibile dalla materialità del corpo, andando a confliggere con la dignità di uomo libero a cui il ragazzo non potrà mai rinunciare.

L’esule eccetta il patto cambiando la sua condizione, da essere umano a prezioso oggetto d’arte

L’attore siriano-canadese, ma residente in Francia, Yahya Mahayni offre tutto il suo talento naturale al ritratto del protagonista, ancor più straordinario se si pensa che dopo qualche corto amatoriale aveva abbandonato la recitazione per fare l’avvocato; convocato poi per un provino ha accettato di dare simpatia e carisma a Sam Ali, vincendo anche il premio al miglior attore sezione Orizzonti alla 77ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dove il film ha avuto il suo esordio.

Lo straordinario Yahya Mahayni è il protagonista Sam Ali

L’uomo che vendette la sua pelle nasce da una sceneggiatura originale scritta dalla stessa regista Kaouther Ben Hania, che vi ha lavorato a lungo partendo da una suggestione scaturita nel 2012 al museo del Louvre dove in una retrospettiva dell’artista belga Wim Delvoye era ‘esposta’ la tela umana tatuata Tim; scintilla creativa evoluta in una riflessione sulla nostra contemporaneità in cui tutto ha un prezzo – utero in affitto, madri surrogate – che sembra negare la sacralità del corpo.

L’artista belga Wim Delvoye appare nel ruolo di un assicuratore dell’opera che tira in ballo problemi legali vincolati a riflessioni etiche e morali

Una raffinata ricerca cromatica presente in ogni sequenza rende L’uomo che vendette la sua pelle un’opera di alto livello anche sul piano visivo, con passaggi destinati a restare a lungo nella memoria; come la proposta del patto in un locale scuro, o la scoperta del destino di una madre avvolto nei toni rossi dell’amore, ma anche del sangue. Il belga Koen De Bouw dà corpo all’ironia dell’artista sulfureo e Monica Bellucci dimostra, a chi non la credeva possibile, una maturità attoriale notevole nel ruolo di Soraya.

I ricercati cromatismi tra Koen De Bouw nel ruolo di Jeffrey Godefroi e Monica Bellucci in quello di Soraya

Molto bella anche la colonna sonora originale creata da Amine Bouhafa per un film che ha fatto molta strada, arrivando anche alla candidatura all’Oscar per il Film Internazionale in rappresentanza della Tunisia. Un’opera che riflette sul mondo in cui viviamo, in un crescendo narrativo che raggiunge l’apice con la scena indimenticabile a chiusura dell’asta, amara eppure ironica, in cui strappato il velo delle apparenze è smascherata tutta l’ipocrisia dell’Occidente e la sua paura dello straniero mediorientale.

Dea Liane è Abeer, l’asta e la sede espositiva per Sam

Adesso finalmente L’uomo che vendette la sua pelle di Kaouther Ben Hania arriverà nelle sale italiane dal prossimo 7 ottobre distribuito da Wanted Cinema. Da non perdere.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. L’esule eccetta il patto cambiando la sua condizione, da essere umano a prezioso oggetto d’arte
  3. Lo straordinario Yahya Mahayni è il protagonista Sam Ali
  4. L’artista belga Wim Delvoye appare nel ruolo di un assicuratore dell’opera che tira in ballo problemi legali vincolati a riflessioni etiche e morali
  5. I ricercati cromatismi tra Koen De Bouw nel ruolo di Jeffrey Godefroi e Monica Bellucci in quello di Soraya
  6. Dea Liane è Abeer, l’asta e la sede espositiva per Sam
    © 2020 Tanit Films / Cinetelefilms / Twenty Twenty Vision / Kwassa Film / Laika Film & Television / Metafora Productions / Film I Väst / Istiqlal Films / A.R.T. – Voo & Be Tv

IN COPERTINA

L’opera su pelle umana, anche per questo specchio dei tempi

© 2020 Tanit Films / Cinetelefilms / Twenty Twenty Vision / Kwassa Film / Laika Film & Television / Metafora Productions / Film I Väst / Istiqlal Films / A.R.T. – Voo & Be Tv

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: The man who sold his skin
  • Regia: Kaouther Ben Hania
  • Con: Yahya Mahayni, Dea Liane, Koen De Bouw, Monica Bellucci, Saad Lostan, Darina Al Joundi, Jan Dahdouh, Christian Vadim, Marc De Panda, Najoua Zouhair, Husam Chadat, Nadim Cheikhrouha, Rémi Sarmini, Mouldi Kriden, Rupert Wynne-James, Wim Delvoye
  • Sceneggiatura: Kaouther Ben Hania
  • Fotografia: Christopher Aoun
  • Musica: Amine Bouhafa
  • Montaggio: Marie-Hélène Dozo
  • Scenografia: Sophie Abdelkefi
  • Costumi: Randa Khedher
  • Produzione: Nadim Cheikhrouha, Habib Attia, Annabella Nezri, Thanassis Karathanos, Martin Hampel e Andreas Rocksen in associazione con Guillaume Rambourg, Lassaad & Rafik Kilani, Simon Ofenloch e Daniel Ziskind per Tanit Films, Cinetelefilms, Twenty Twenty Vision Filmproduktion, Kwassa Films e Laika Film & Television in coproduzione con Fayçal Hassaïri, Antoine Khalife, Anthony Muir, Philippe Logie e Philippe Faucon per Metafora, A.R.T, Film I Väst, Voo-Be Tv, Istiqlal Films
  • Genere: Commedia
  • Origine: Tunisia / Francia / Belgio / Svezia / Germania, 2020
  • Durata: 103′ minuti