Bela e Jota sono una coppia di coniugi portoghesi trasferitisi nel Regno Unito, come tutti i migranti hanno lasciato la loro terra d’origine in cerca di un’esistenza migliore, con migliori condizioni di vita, ma come troppo spesso accade in questi casi hanno finito per andare a far parte della moltitudine di lavoratori senza diritti, sfruttati nell’ombra dal paese ospitante; Bela fa pulizie a nero in case private, mentre suo marito Jota lavora in una falegnameria con un contratto praticamente inesistente.
Le difficoltà economiche rendono difficile la sopravvivenza anche ai loro tre figli, Diego di dodici anni e la piccola Jessy di soli dieci mesi, ma soprattutto a Lúcia, non udente dalla nascita e ostacolata per questo nella comunicazione con gli altri, a cui l’apparecchio acustico si è appena guastato.
Nel suo disperato bisogno di aiuto questa famiglia straniera attira disgraziatamente l’attenzione dei servizi sociali britannici, pronti a dare ‘soccorso’ e soluzione ai problemi secondo parametri astratti e sconosciuti incuranti dei legami affettivi, senza ascoltare bisogni e desideri delle persone coinvolte – genitori e figli – scaraventate in un’incomprensibile spirale giudiziaria inevitabilmente crudele e persecutoria ai loro occhi.

Presentato in concorso nella sezione Orizzonti alla 77ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha vinto il Premio Speciale della Giuria e il Leone del Futuro alla Miglior Opera Prima, Listen di Ana Rocha de Sousa è un vero e proprio film dell’orrore, preciso nel denunciare una realtà che colpevolmente le istituzioni inglesi tentano di tenere nascosta, dimostrando che non c’è stata alcuna evoluzione in materia dai tempi dello straziante Ladybird Ladybird (1994) di Ken Loach.

Scaturita da una ricerca portata avanti per diversi anni dalla regista Ana Rocha de Sousa e scritta insieme ai suoi produttori Paula Vaccaro e Aaron Brookner, la sceneggiatura originale racconta una vicenda fittizia mettendo in scena però protocolli applicati ai danni di vere famiglie nella realtà. Le udienze segrete per dare in adozione permanente i figli all’insaputa dei genitori e l’ottusa durezza di restrizioni insensate, danno la misura di un meccanismo crudele che stritola vite senza pietà.

Situazioni rese legali dalla presunzione convinta di operatori che pensano di agire per il meglio in base a valutazioni che non ascoltano le parti in causa, rifiutando così anche solo di tentare di avvicinarsi alla complessità delle situazioni reali. Già nel titolo Listen [ascolta] il film fa riferimento al rifiuto caparbio delle istituzioni di dare voce a genitori posti sotto accusa, quindi di fatto già colpevoli senza appello, nell’applicare procedure a cui è difficile non rispondere con rabbia o violenza.

La carica prorompente del dramma e la frustrazione che induce nell’assistere a plateali ingiustizie rendono la visione di Listen quasi insostenibile, ma la denuncia nella speranza di aprire un dibattito che possa portare al cambiamento è quanto mai necessaria. Un gruppo di attori straordinari danno completa verità alla vicenda rendendo invisibile il confine tra finzione e realtà, Lucia Moniz e Ruben Garcia sono Bela e Jota, mentre Maisie Sly già protagonista del corto The silent child è la piccola Lu.

Da oggi Listen di Ana Rocha de Sousa è visibile in esclusiva sulla piattaforma mioCinema.com, ora finalmente disponibile per il pubblico italiano grazie a Lucky Red.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. I servizi sociali come una lama affilata dilaniano la famiglia protagonista
  3. L’ottusità delle istituzioni che bollano come ‘aggressivi’ i genitori che non subiscono in silenzio
  4. Associazioni volontarie danno aiuto costrette a muoversi nell’illegalità
  5. James Felner è Diego / La piccola non udente Lu / Accorato appello davanti al giudice
  6. Lucia Moniz è Bela / Ruben Garcia è Jota / Maisie Sly è Lu

© 2020 Ouveme Ltd

IN COPERTINA
Lucia Moniz nel ruolo di Bela è il vero motore dell’intera vicenda
© 2020 Ouveme Ltd

Scheda film

  • Titolo originale: Listen
  • Regia: Ana Rocha de Sousa
  • Con: Lucia Moniz, Sophia Myles, Ruben Garcia, Maisie Sly, James Felner, Kiran Sonia Sawar, Lola & Kiki Weeks, Danay Bouzala, Sam Bird, Victoria Cordoba, Geoffrey Kirkness, Susanna Capellaro, John Rumney, Ângela Pinto, António Capelo, Brian Bovell, Sian Abrahams, Peter Corrigan, David Alexander, Simon Bass, Jay Licurgo, Holly Horne, Kem Croft, Agustina Figueras, Bernard Pellegrinetti, Paula Vaccaro, Frances Campbell, Richard Anthony, Emma Watson, Aaron Brookner, Tom Watson, Anna Bryant, Dylan Brookner
  • Sceneggiatura: Ana Rocha de Sousa, Paula Vaccaro, Aaron Brookner
  • Fotografia: Hatti Beanland
  • Musica: Nessi Gomes
  • Montaggio: Tomás Baltazar
  • Scenografia: Belle Mundi
  • Costumi: Filipa Fabrica, Belle Mundi
  • Produzione: Rodrigo Areias, Aaron Brookner e Paula Vaccaro in associazione con Agustina Fegueras per Bando à Parte e Pinball London
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Portogallo, 2020
  • Durata: 74′ minuti