Vincitore del Gran Premio della Giuria all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia, La voce di Hind Rajab della tunisina Kaouther Ben Hania è la ricostruzione di un drammatico evento reale, una violenta emozione visiva, quanto mai urgente e necessaria.
Il 29 gennaio 2024 al centro della Mezzaluna Rossa di Ramallah, poco più di ottanta chilometri da Gaza, che coordina per quanto possibile il lavoro di soccorso delle ambulanze nella zona sotto attacco della Striscia, arriva la telefonata di un esule palestinese dalla Germania. È lo zio di una bimba di cinque anni e mezzo, il suo nome è Hind Rajab, che ha assoluto e immediato bisogno di soccorso.
Omar, il volontario al telefono chiama il numero fornito per contattare direttamente la piccola, chiusa, unica superstite incredibilmente incolume, in un’auto crivellata di colpi dall’esercito israeliano ad un distributore di benzina nella zona di Tel Al-hawa nel nord di Gaza. La bambina è sola, nascosta tra i corpi ormai senza vita, degli zii e dei suoi cuginetti, invoca aiuto, sta arrivando la sera e lei ha paura del buio, ma è anche la presenza di un carro armato nemico nelle vicinanze a incuterle terrore.
Una didascalia sullo schermo, all’inizio del film, avverte il pubblico che la voce della bimba è quella vera delle conversazioni originali, registrate dai centralini in diretta al momento dei fatti, poi diffuse e ascoltate in tutto il mondo arabo. L’utilizzo di un elemento reale tanto scabroso al centro di una ricostruzione degli eventi che utilizza la finzione pone un dilemma etico e morale, ma l’urgenza di perseguire ogni via possibile per fermare il massacro in corso da quasi tre anni, in un momento in cui – finalmente – il genocidio in atto sembra aver conquistato l’attenzione mediatica, senza tuttavia scalfire le ostilità in corso, ne giustifica l’utilizzo pienamente e senza alcun dubbio.

La cineasta tunisina lavorava a un altro progetto quando ha udito il frammento di una telefonata in cui Hind Rajab chiedeva aiuto, ha sentito il dovere di dare voce a questa bimba – che rappresenta un intero popolo – cercando empatia attraverso il mezzo cinematografico. Contattati il produttore e la mamma della piccola, ha lavorato velocemente per condividere col mondo questa storia, pressante era l’urgenza dopo il lungo periodo in cui si negava l’evidenza della pulizia etnica sionista in corso a Gaza.

A dare impulso alla realizzazione di questo progetto è stato un forte sentimento di impotenza, ma nonostante l’inevitabile frustrazione accumulata La voce di Hind Rajab è un film molto equilibrato, nient’affatto militante, in cui ogni accusa è nel racconto di meccanismi complessi per avere via libera nell’invio dei soccorsi, da un esercito che deliberatamente spara alle ambulanze, uccide i giornalisti e bombarda gli ospedali senza il minimo principio di umanità che in passato era patrimonio comune di tutte le parti in campo.

Per gli attori non si è trattato di un lavoro comune, non c’è stata la consueta costruzione dei personaggi, ma di reagire come esseri umani a eventi reali, che la verità delle registrazioni rendeva vivi al momento come se tutto stesse accadendo di nuovo. Il palestinese Motaz Malhees nel ruolo di Omar a esempio, si è sentito riportare indietro al senso di pericolo costante vissuto nell’infanzia. Saja Kilani, Clara Khoury e Amer Hlehel – rispettivamente la volontaria Rana, la psicologa Nisreen e il capoufficio Mahdi – rendono tangibili i conflitti interiori di chi vorrebbe intervenire, ma non può rischiare di mettere a rischio inutilmente altre vite.

La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania è un’opera che deve essere vista, un racconto tesissimo che inchioda allo schermo facendo trepidare per le sorti della piccola, dando un volto umano al popolo palestinese trucidato dal sionismo israeliano che, esattamente come fecero i nazisti con gli ebrei, hanno messo in atto una vera e propria disumanizzazione delle persone per renderne accettabile al mondo il loro annientamento. Questo film è un necessario, valido tentativo che va in direzione contraria.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Il volto vero della piccola Hind Rajab
  3. Saja Kilani è Rana, una volontaria della Mezzaluna Rossa
  4. Motaz Malhees nel ruolo di Omar / Amer Hlehel è Mahdi
  5. La regista Kaouther Ben Hania, al centro, tra i suoi attori sul tappeto rosso di Venezia 82 (foto © Luigi De Pompeis)
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    © 2025 Mime Films / Tanit Films / I Wonder Pictures

IN COPERTINA

La tensione palpabile nello slancio di voler dare soccorso alla piccola Hind Rajab
© 2025 Mime Films / Tanit Films / I Wonder Pictures

courtesy Ufficio stampa Echo Group Entertainment Agency

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Sawt Hind Rajab
  • Regia: Kaouther ben Hania
  • Con: Saja Kilani, Motaz Malhees, Clara Khoury, Amer Hlehel
  • Sceneggiatura: Kaouther ben Hania
  • Fotografia: Juan Sarmiento G.
  • Musica: Amine Bouhafa
  • Montaggio: Qutaiba Barhamji, Maxime Mathis, Kaouther Ben Hania
  • Scenografia: Bassem Marzouk
  • Costumi: Khadija Zeggai
  • Produzione: Nadim Cheikhrouha con James Wilson e Odessa Rae per Mime Films & Tanit Films con JW Films e RaeFilm Studios
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Tunisia / Francia, 2025
  • Durata: 89′ minuti