…il bene crescente del mondo in parte dipende da azioni non storiche e il fatto che per me e per voi le cose non vadano così male, come sarebbe potuto accadere, per metà è merito di coloro che condussero fedelmente un’esistenza nascosta e riposano in tombe dimenticate“.
                                                                                                                                           George Eliot

Il giovane Franz Jägerstätter vive insieme all’amatissima moglie Fani e alla sorella di lei, rimasta sola dopo l’abbandono del marito, con le loro tre bambine nel villaggio di Sankt Radegund, sulle montagne dell’alta Austria, in un luogo idilliaco che pare a un passo dal paradiso.
Una vita dura fatta di cose semplici: la semina e il raccolto, la macina del grano al mulino e il pane quotidiano fatto in casa, la cura del bestiame e il lavoro nei campi scandito dallo scorrere lento delle stagioni. Armonia, amicizia e collaborazione tra gli abitanti del villaggio, insieme all’amore profondo per gli affetti più cari, producono un’atmosfera che ha il sapore della felicità; ma siamo nel 1939, l’anno precedente l’Austria è stata annessa al Terzo Reich e con l’invasione della Polonia la guerra è appena cominciata.
Fervente cattolico Franz vede salire il delirio collettivo di una malsana idolatria per il fuhrer, sa che presto potrebbe arrivare anche a lui la chiamata alle armi e non può cedere a compromessi con il rigore dei suoi principi morali, ma soprattutto non può giurare fedeltà a una figura malvagia che a lui appare incarnazione dell’anticristo. Nel timore del postino – ogni volta che in bicicletta sfreccia a fianco della loro casa – si consumano i giorni e dopo i primi colloqui col parroco e con il vescovo trapela in paese il rifiuto di Franz per la guerra, così mentre iniziano le prime ostilità dei compaesani, fedele alla sua idea del bene a lui non resta che predisporsi al martirio.

Con immagini storiche irriproducibili dalla finzione cinematografica si apre La vita nascosta – hidden life di Terrence Malick, a mostrare il fanatismo dilagante di folle oceaniche che accoglievano Adolf Hitler come una divinità, per ricostruire il clima in cui Franz Jägerstätter pronunciò il suo ‘No‘ all’idea di essere chiamato a uccidere sul campo di battaglia. Un rigore morale il suo, che nel rifiutare in toto il regime nazista rinunciò – unico al suo villaggio – anche ai sussidi statali concessi agli agricoltori.

I tempi dilatati propri dello stile di Malick qui danno la misura della fermezza e della tenacia del protagonista, nel non cedere alla tentazione di tradire sé stesso e la sua fede per la sua famiglia, uniformandosi alla barbarie e facendosi complice del massacro. Le immagini di bellezze naturali ricorrenti nel film sembrano costante evidenza della presenza di Dio in tutte le cose, perciò per contrasto ancora più urgente appare il conflitto sul libero arbitrio che solo Franz sembra avvertire.

Brani inseriti in colonna sonora – classici di Händel, Bach e Beethoven, ma anche Antonín Dvořák e contemporanei come Henryk Górecki, fino allo splendido Agnus Dei di Wojciech Kilar – contribuiscono alla messa in scena dell’interiorità dei personaggi, con abbondante uso di voci fuori campo per esprimere la lucidità del pensiero, come già in maniera straordinaria Terrence Malick aveva fatto in La sottile linea rossa, a mio avviso ancora il punto più alto del suo Cinema.

Quasi tre ore di macchina da presa a mano letteralmente inchiodata addosso ai personaggi, con ampio impiego di lenti grandangolari ad ampliare gli spazi, La vita nascosta – hidden life dà perpetua memoria all’esempio di libertà interiore di Franz Jägerstätter, davanti alle conseguenze della Storia. Il magnifico Bruno Ganz nella parte di un giudice e lo svedese Michael Nyqvist, famoso nel mondo per la trilogia di Millennium, appaiono qui sullo schermo nell’ultimo ruolo della loro vita.

Nelle riflessioni del pittore sull’esigenza clericale di dipingere un ‘Cristo confortevole‘ assolvendo al compito di creare ammiratori e seguaci, uno dei passaggi più eloquenti di un’opera che ci ricorda come ‘la vita di Cristo è un appello‘ una chiamata a testimoniare una precisa visione del mondo; spesso tradita dalle convenienze di un clero che ha ritenuto più utile schierarsi a fianco di un regime sanguinario, confessando il suo mea culpa con l’ingresso di Franz Jägerstätter tra i beati della Chiesa.

Dopo l’esordio in concorso l’anno scorso al 72° Festival di Cannes, adesso finalmente La vita nascosta – hidden life di Terrence Malick è in circolazione nelle sale italiane, distribuito da Twentieth Century Fox.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. August Diehl è Franz Jägerstätter per Terrence Malick
  3. Immagini vere del delirio popolare nazista / Franz prigioniero nel corpo, libero nello spirito
  4. La presenza di Dio nella bellezza di ogni cosa
  5. Ritratto intimo dei personaggi
  6. Un rigore ineludibile / La prigionia / Ultima apparizione di Bruno Ganz sullo schermo
  7. Il pittore che invoca coraggio / Cerimonia liturgica / Una vita fatta di cose semplici

© 2019 Twentieth Century Fox Film Corporation / TSG Entertainment Finance LLC

IN COPERTINA
August Diehl e Valerie Pachner sono Franz Jägerstätter e sua moglie Fani
© 2019 Twentieth Century Fox Film Corporation / TSG Entertainment Finance LLC

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: A hidden life
  • Regia: Terrence Malick
  • Con: August Diehl, Valerie Pachner, Maria Simon, Tobias Moretti, Bruno Ganz, Matthias Schoenaerts, Karin Neuhäuser, Ulrich Matthes, Franz Rogowski, Karl Marcovics, Michael Nyqvist, Wolfgang Michael, Johannes Krisch, Johan Leysen, Martin Wuttke, Waldemar Kobus, Sophie Rois, Alexander Fehling, Dimo Alexiev, Ida Mutschlechner, Maria Weger, Aennie Lade, Mark Washke, Felix Römer, Andro Sarishvili, Levan Khurtsia, Max Malatesta, Ermin Sijamija, Markus Schwärzer, Ulrich Brandhoff, Michael Steinocher, Leo Baumgartner, Maria Stadler, Oliver Pezzi, Alexander Radszun, Thomas Mraz, Dieter Kosslick, Bernd Hölscher, Christian Sengewald, Johannes Nussbaum, Leo Kunz, Moritz Katzmair, Amber Shave, Barbara Stampel, Johannes Gabl, Katja Lechthaler, Max Mauff, Monika Lennartz, Horst Saller
  • Sceneggiatura: Terrence Malick
  • Fotografia: Joerg Widmer
  • Musica: James Newton Howard
  • Montaggio: Rehman Nizar Ali, Joe Gleason, Sebastian Jones
  • Scenografia: Sebastian Krawinkel
  • Costumi: Lisy Christl
  • Produzione: Grant Hill, Dario Bergesio con Josh Jeser e Elisabeth Bentley in coproduzione con Jini Durrin associazione con Matt Bilski e Colton Williamson per Fox Searchlight Pictures con TSG Entertainment in associazione con Elizabeth Bay Productions, Aceway Productions, Mister Smith Entertainment e Studio Babelsberg
  • Genere: Drammatico
  • Origine: USA, 2019
  • Durata: 174′ minuti