Presentato fuori concorso all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia, La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli è un horror metafisico ricco di sorprese, coproduzione tra Italia e Slovenia che riflette sulla percezione della realtà, così permeabile a condizionamenti e quindi labile da farci attribuire colpa e innocenza – ammesso che esistano categorie così nette – a figure fuorvianti, che spesso non sono quello che appaiono.
Sergio Rossetti, professore di educazione fisica con un passato agonistico da campione di judo che lo ha esposto a una certa notorietà, è inviato per un trimestre nel villaggio alpino di Remis come supplente e si trova inevitabilmente al centro dell’attenzione popolare; in una tranquilla realtà montana come quella, dove pare non succedere mai niente, tutti sono sempre avidi di novità.
In contrasto con l’immagine che lo precede, quella dello sportivo di fama, il nuovo arrivato rivela la realtà intima di una vita spezzata, il pesante fardello di un dolore sempre vivo; lo vediamo scosso dai singhiozzi mentre, solo in auto, sale i tornanti che conducono in quota, al piccolo centro urbano di Remis. Accolto come un eroe dagli alunni che hanno realizzato anche uno striscione di benvenuto, l’insegnante non è disposto a ricambiare i ragazzi con pari entusiasmo e fin dalla prima lezione li apostrofa con scontrosa arroganza, imponendo di partecipare alla sua lezione anche al giovane Matteo Corbin, allievo timido e taciturno, che i suoi predecessori – di concerto con la scuola – hanno sempre esonerato da ogni attività.
Reso aggressivo dall’abuso di alcolici, Sergio non viene allontanato solo grazie all’intercessione di Michela, la ragazza della locanda in paese, che non solo lo salva dal licenziamento, ma gli procura anche un incontro che può mettere fine alla sua sofferenza. Remis, segnata il 21 marzo 2009 da un incidente ferroviario che ha distrutto la stazione uccidendo quarantasei persone, nasconde il potere taumaturgico di un ragazzo in grado di assorbire ogni sofferenza degli altri con un semplice abbraccio, un segreto gelosamente custodito da tutta la comunità.

Il produttore Stefano Sardo, da giurato del Premio Solinas nel 2019, si è imbattuto nel soggetto scritto dallo stesso regista con i sodali Jacopo Del Giudice e Milo Tissone, allora intitolato L’angelo infelice e oltre a convincere il resto della giuria a premiarlo ne ha acquisito i diritti; la strada è stata lunga e sono stati necessari sette anni perché il progetto raggiungesse lo schermo. Nonostante una florida tradizione passata, con i vari Lucio Fulci e Mario Bava che hanno ancora oggi influenza sul genere a livello mondiale, adesso in Italia il cinema dell’orrore di fatto non esiste.

Ben venga quindi un’opera interessante come questa, che sfrutta i dispositivi di genere per riflettere sui meccanismi di rimozione del dolore, così diffusi nella società contemporanea, e raccontare la crescita dei personaggi verso una propria evoluzione; nello specifico come figura paterna per l’insegnante, un sempre bravo Michele Riondino, ma anche per il capo riconosciuto della comunità, interpretato da Paolo Pierobon, e come giovane adulto che aspira a una sua autonomia, il ragazzo ‘dotato’ Matteo Corbin a cui dà vita con incredibile adesione l’esordiente assoluto Giulio Feltri.

Rifiutando la rigida dicotomia bene/male i personaggi passano di volta in volta dall’essere protagonisti al diventare antagonisti, figure positive per cui trepidare o pericolose incarnazioni oscure in un continuo ribaltamento narrativo che, pur partendo subito in modo accelerato con atmosfere cupe in cui il suono la fa da padrone, riesce ad arrivare in fondo senza cadute di ritmo. Girato in Friuli-Venezia Giulia fra le montagne di Tarvisio e Sappada, il film utilizza la maestosità della montagna per rendere anche sul piano visivo l’abbraccio delle rocce che incombono sulla cittadina di Remis.

La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli s’inserisce in un ambito oggi poco frequentato dal cinema italiano e solo la sinergia tra diverse realtà produttive, Nightswim e Fandango con Vision alla distribuzione, ne ha reso possibile la realizzazione; sarebbe bello se fosse l’inizio di una rinascita per questo genere in Italia, per un’offerta cinematografica più varia e articolata.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. La montagna e l’abbraccio che sana il dolore
  3. Michele Riondino, con Romana Maggiora Vergano nel ruolo di Michela, è il protagonista professor Rossetti
  4. L’ottimo esordiente Giulio Feltri è Matteo Corbin / Paolo Pierobon è di fatto il riconosciuto capo della comunità montana
  5. Anna Bellato è la preside dell’istituto di Remis, luogo dove tutti sorridono di felicità
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    © 2025 Vision Distribution / Fandango SpA / Nightswim Srl

IN COPERTINA

Michele Riondino è il professor Sergio Rossetti
© 2025 Vision Distribution / Fandango SpA / Nightswim Srl

courtesy Ufficio stampa Arianna Monteverdi per Vision Distribuzione

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: La valle dei sorrisi
  • Regia: Paolo Strippoli
  • Con: Michele Riondino, Giulio Feltri, Paolo Pierobon, Romana Maggiora Vergano, Sergio Romano, Anna Bellato, Sandra Toffolatti, Gabriele Benedetti, Diego Nardini, Roberto Citran, Vincenzo Tosetto
  • Soggetto e sceneggiatura: Jacopo Del Giudice, Paolo Strippoli, Milo Tissone
  • Fotografia: Cristiano Di Nicola
  • Musica: Federico Bisozzi, Davide Tomat
  • Montaggio: Federico Palmerini
  • Scenografia: Marcello Di Carlo
  • Costumi: Susanna Mastroianni
  • Produzione: Domenico Procacci e Laura Paolucci con Ines Vasilevic e Stefano Sardo in coproduzione con Jožko Rutar e Miha Černec per Fandango, Vision Distribution e Nightswim con Spok in collaborazione con Sky
  • Genere: Orrore
  • Origine: Italia / Slovenia, 2025
  • Durata: 123′ minuti