Presentato in concorso all’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia, dove ha conquistato il massimo riconoscimento vincendo il Leone d’Oro al miglior film, La stanza accanto di Pedro Almodóvar sarà sugli schermi italiani dal prossimo 5 dicembre.
In una libreria di New York la scrittrice Ingrid, impegnata a firmare le copie del suo ultimo libro, incontra una vecchia conoscenza che le porta notizie di una comune amica, Martha Hunt, compagna di studi ai tempi dell’università con cui a lungo, in passato, ha avuto un rapporto molto stretto, prima che le loro vite si allontanassero perdendosi di vista.
Dopo la laurea le due avevano lavorato insieme nella redazione della stessa rivista, poi Ingrid ha iniziato a scrivere opere letterarie che hanno riscosso grande successo, mentre Martha è diventata corrispondente di guerra spostandosi nelle zone più incandescenti del pianeta, sempre in viaggio da un conflitto all’altro per anni. Adesso, dopo essere stata testimone delle situazioni più estreme prodotte dalla brutalità della guerra, Martha deve affrontare gravi problemi di salute e per questo è stata ricoverata in ospedale; è qui che l’amica dei tempi lontani la va a trovare, del tutto inattesa, una sorpresa che è fonte di gioia sincera per entrambe. Nonostante la situazione, le due donne ritrovano subito il calore del loro stare insieme, perché il tempo congela le relazioni umane quando non le consuma col vivere, mantenendole inalterate al passare degli anni e ricreando immediatamente la stessa condivisa intimità dell’ultimo incontro; perché i sentimenti ognuno li porta sempre con sé, ovunque, inalterati. A fianco dell’amica di una vita, Ingrid sarà pronta a esserci, solo e semplicemente con il dono della sua presenza, comunque e ad ogni costo, nella stanza accanto.

Ventiquattresimo lungometraggio diretto da Pedro Almodóvar e primo girato in inglese dal cineasta spagnolo, La stanza accanto – liberamente tratto dal romanzo Attraverso la vita di Sigrid Nunez – verrebbe naturale accostarlo al melodramma, per la sua materia narrativa, ma questa volta l’autore di Matador sceglie deliberatamente di sublimare i sentimenti, portando spesso in alto la tensione emotiva, ma senza mai farla esplodere, con un occhio più ad Alfred Hitchcock che a Douglas Sirk.

Con straordinarie prove d’attrice, di Tilda Swinton nel ruolo di Martha e di una splendida Julianne Moore – per cui sarebbe auspicabile un secondo Oscar – in quello di Ingrid, il film rende omaggio visivo a Edward Hopper, evoca Parla con lei e cita Gente di Dublino di James Joyce, ma anche la magnifica trasposizione cinematografica che ne fece John Huston firmando l’ultima regia della sua carriera; il tutto in un’opera che rivendica il diritto dell’individuo a poter disporre di un fine vita dignitoso, libero da posizioni dogmatiche manipolatorie.

Perché se è noto che oggi certe élite lavorano per promuovere l’eutanasia come strumento ulteriore di riduzione della popolazione mondiale, devote a idee malsane di Thomas Malthus e incuranti di lotte per il libero arbitrio, è altrettanto vero che ad Almodóvar va riconosciuta la coerenza del film rispetto al suo Cinema, sempre scevro da turpi strumentalizzazioni, che anzi coglie l’occasione anche questa volta per fare caustica ironia, su politicamente corretto e altre derive ideologiche dei nostri tempi.

A incarnare una precisa posizione dottrinale Alessandro Nivola è l’agente Flannery della polizia, che indaga secondo le leggi degli uomini, ben lontane da quelle naturali dell’universo. John Turturro è Damian Cunningham, in passato oggetto conteso del desiderio tra le due amiche, che adesso segue con disillusione le sorti del mondo. Nel personaggio di Michelle, presente all’epilogo, si esplicita una citazione [dichiarazione d’amore] del capolavoro La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock.

La stanza accanto di Pedro Almodóvar è un dramma rarefatto, intenso e trattenuto, affronta temi importanti che nessuno potrà mai eludere, nonostante gli attuali deliri transumanisti che anelano l’immortalità; perciò vale ogni secondo speso per la sua visione. Splendido Leone d’Oro, che premia il merito e non l’ideologia.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. L’incipit quando il destino riporta le due amiche, ognuna, nella vita dell’altra
  3. Una grande Tilda Swinton è l’ex reporter di guerra Martha Hunt
  4. Julianne Moore, meravigliosa nel ruolo di Ingrid
  5. Quando il vivere quotidiano non consuma i rapporti, rimane intatta l’intimità immune al tempo
  6. John Turturro è l’amico ed ex amante di entrambe, Damian Cunningham
    © 2024 El Deseo

IN COPERTINA

Tilda Swinton e Julianne Moore sono le amiche Martha e Ingrid
© 2024 El Deseo

courtesy Warner Bros. Pictures Publicity

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: The room next door
  • Regia: Pedro Almodóvar
  • Con: Tilda Swinton, Julianne Moore, John Turturro, Alessandro Nivola, Juan Diego Botto, Raúl Arévalo, Victoria Luengo, Alex Høgh Andersen, Esther Mcgregor, Alvise Rigo, Melina Matthews, Sarah Demeestere, Anh Duong, Bobbi Salvör Menuez, Annika Walhsten, Shane Woodward, Paolo Luka Noé, Cristina Kovani, Nya Bowman, Dora Rowdon, Viktor Longo, Anton Antoniadis, Celia Rocha, Kyla Thomas, Toon de Melker
  • Soggetto: Sigrid Nunez dal suo romanzo Attraverso la vita
  • Sceneggiatura: Pedro Almodóvar
  • Fotografia: Eduard Grau
  • Musica: Alberto Iglesias
  • Montaggio: Teresa Font
  • Scenografia: Inbal Weinberg
  • Costumi: Bina Daigeler
  • Produzione: Agustín Almodóvar e Esther García in associazione con Bárbara Peiró, Diego Pajuelo e David Kajganich per El Deseo con Movistar+, Pathé, Sony Pictures Classics e Washington Square Films
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Spagna, 2024
  • Durata: 107′ minuti