Il cineasta ungherese Lajos Koltai più volte autore della fotografia – tra gli altri – per il connazionale István Szabó e per il nostro Giuseppe Tornatore, ma attivo anche a Hollywood, al terzo lungometraggio da regista, con La battaglia del dottor Semmelweis ha scelto di raccontare sullo schermo una figura dimenticata dalla Storia, quella di un medico del Diciannovesimo secolo la cui vicenda fu anche oggetto della tesi di laurea in medicina del futuro scrittore Céline nel 1924.
Vienna, 1847. Ignác Semmelweis è un brillante ostetrico dell’Allgemeines Krankenhaus der Stadt Wien, l’ospedale generale della città; pragmatico e diretto nell’esporre sempre il suo pensiero, irruento e poco incline al rispetto di regole e protocolli, il giovane si è guadagnato una certa fama e il titolo di ‘salvatore delle madri’ tra la popolazione femminile, perciò un numero sempre maggiore di donne in attesa chiede la sua assistenza per il parto. Questa popolarità attira l’invidia di molti, tra ess il collega Ferdinand Kollár assistente e naturale successore del direttore Klein, direttore dell’istituto, ma anche ostruzionismo e discriminazione come straniero ungherese in Austria. Al centro della vicenda s’inserisce la figura della signorina Emma Hoffman, infermiera diplomata che sarà al suo fianco come vero e proprio braccio destro, quando inizierà a indagare le cause del dilagare di quella che al tempo era definita febbre puerperale, origine di un innalzamento piuttosto rilevante del tasso di mortalità tra mamme e neonati del complesso sanitario. Un’indagine caparbiamente osteggiata dalla classe medica direttiva della struttura, che la viveva come un’accusa di negligenza, un’attestazione di colpa, attenta solo a conservare il proprio prestigio – tutto da dimostrare, visto che le statistiche negative e conseguentemente le voci tra la gente definivano la clinica ‘fabbrica di morte’ – piuttosto che trovare il modo di arginare l’alta percentuale di decessi. FOTO2

Un po’ didascalico, forse minato dall’esigenza di erudire su una vicenda a noi sconosciuta strappandola dall’oblio della Storia, romanzato nel raccontare il periodo di attività viennese del protagonista corredato da un’inclusa storia d’amore, il film può contare su una solida ricostruzione storica e su prove d’attore efficaci dei principali protagonisti: Miklós H. Vecsei è Ignác Semmelweis, Katica Nagy è Emma, László Gálffi è il direttore dell’ospedale e Tamás Kovács è l’infido rivale, il dottor Ferdinand Kollár. FOTO3

La battaglia del dottor Semmelweis di Lajos Koltai celebra il valore della maternità e non è cosa da poco, di questi tempi in cui il disprezzo per la vita umana sembra avere la meglio, facendo al contempo un ritratto della società occidentale in un momento storico di fortissima diseguaglianza tra i sessi;. Sarà nelle sale italiane dal prossimo 14 agosto distribuito da Unicorn.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Vienna 1847 e la sana anarchia del dottor Semmelweis, mal tollerata dal ‘sistema’
  3. Miklós H. Vecsei è Ignác Semmelweis / László Gálffi e Tamás Kovács sono i dottori Klein e Kollár / Katica Nagy è Emma Hoffman
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    © 2023 Szupermodern Film Stúdió – Budapest / 2025 Unicorn Srl

IN COPERTINA

Miklós H. Vecsei e Katica Nagy sono il dottor Semmelweis e la signorina Emma Hoffman
© 2023 Szupermodern Film Stúdió – Budapest / 2025 Unicorn Srl

courtesy Ufficio stampa Unicorn Srl

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Semmelweis
  • Regia: Lajos Koltai
  • Con: Miklós H. Vecsei, Katica Nagy, László Gálffi, Tamás Kovács, Timea Virga, Blanka Mészáros, Lilla Kizlinger, Ferenc Elek, Attila Csapó, Tulián Aczél, Károly Hajduk, Dávid Nádas Gábor, Kornél Simon, Ádám Lábodi, Lajos Kovács, Anna Györgyi, Ferenc Lengyel, Nelli Szücs, Júlia Virginia Mentes, Péter Vári Kovács, Andrea Waskovics, Krisztián Kolovratnik, Márton Patkós, Tamás Varga, Niké Kurta, István Znamenák, Mariann Hermányi, Kristóf Solymos, Laurent Winkler, Nándor Varjú, Toma Hrisztov, József Jámbor, Antal Cserna, Balázs Bölkény, Emöke Zsigmond, Csenge Orosz, Péter Andorai, Kincsö Kozma Mézám, Ákos Orosz, Ágnes Orosz, Vanda Kovács, Lili Bajor, Nikolett Tóth, Mária Dér, Veronika Vas, Alíz Szatmári, Krisztina Vadász, Ágoston Kenéz, István Szacsvai, Hanna Lacsek, Lilla Kazinczy, Veronika Barta, Zengö Markó, Kata Bakos, Dóra Tordai, Luca Varga, Nadin Szakács, Anna Göncz
  • Soggetto: Krisztina Goda
  • Sceneggiatura: Balázs Maruszki
  • Fotografia: András Nagy
  • Musica: Attila Pacsay
  • Montaggio: Zoltán Kovács
  • Scenografia: Pater Sparrow
  • Costumi: Györgyi Szakács
  • Produzione: Tamás Lajos e Joe Vida per Szupermodern Film Stúdió – Budapest con il supporto di Nemzeti Filmintézet e il contributo di Budapest Color Club.com, Front VFX, Infaze Studio, Insider Post Production, Ionart, Lampion Pictures, Pannonia Studio, SGH, Video Assist Hungary e Visionteam
  • Genere: Storico
  • Origine: Ungheria, 2023
  • Durata: 127′ minuti