
Ventiquattro anni dopo la sua uscita sugli schermi JSA – Joint Security Area di Park Chan-wook, da noi inedito fino ad oggi, è finalmente disponibile anche per il pubblico italiano. Il thriller firmato dal cineasta sudcoreano – autore successivamente di veri e propri oggetti di culto, come l’iconico Old Boy – è appena stato pubblicato in Blu-ray dalla CG Entertainment, in lingua originale sottotitolato e con una tiratura limitata a seicento copie numerate reperibili solo sul sito del distributore, in collaborazione con Tucker Film e col supporto del Far East Film Festival di Udine. Iniziativa che al di là dell’acquisto, limitato a pochi collezionisti, rende di fatto il titolo visibile anche su piattaforma e in ogni canale di fruizione digitale.
Dopo l’armistizio che nel 1953 ha posto fine alla guerra di Corea il Paese è rimasto diviso in due parti – con lo Stato Socialista del Nord legato all’influenza sovietica e quello del Sud, d’impronta più occidentale, che gravita nella sfera d’influenza degli Stati Uniti – separate all’altezza del trentottesimo parallelo dalla zona demilitarizzata comune, unico punto di contatto in cui coreani del Nord e del Sud si possono guardare in faccia a tutela del confine. In una notte di fine ottobre un’incidente poco chiaro ha lasciato sul terreno due soldati del Nord, mentre i due Sergenti Lee Soo-hyeok del Sud e Oh Kyeong-pil del Nord sono rimasti feriti. La giovane Maggiore dell’esercito svizzero Sophie Jean, nata a Ginevra da padre coreano, è inviata a rappresentare le forze neutrali di sorveglianza per indagare l’accaduto, davanti alle dichiarazioni discordanti dei due sopravvissuti. Il momento storico è delicato per il salire della tensione tra le parti, col sospetto di un programma nucleare al Nord e l’avvicinarsi alla costa della Marina Militale USA a supporto del Sud; in questo clima i vertici da entrambe le parti in verità non cercano risultati concreti dalle indagini, in fondo hanno già un reo confesso… ma tutto si rivelerà più complicato di quanto appare.

Grande successo di pubblico in patria – parliamo della Corea del Sud – al punto di aver avuto una riedizione cinematografica nelle sale per il quindicesimo anniversario, Joint Security Area è ormai diventato un classico per il sempre attuale messaggio di pace di cui si fa promotore; invocazione alla fratellanza e invito alla riconciliazione per l’unico popolo ancora diviso dell’intero pianeta, con una stessa cultura e medesima lingua, ma diviso e avvelenato dalla propaganda politica.

Nel 2000, quando il film arrivò sugli schermi, fu coraggioso portare il tema di una riunificazione delle due Coree alla pubblica attenzione. Sul piano cinematografico Joint Security Area rimane il punto di svolta per i suoi protagonisti, oggi di fama mondiale, che quasi agli esordi iniziarono a essere riconosciuti dal pubblico: Song Kang-ho, noto per Parasite, è il Sergente del Nord Oh Kyeong-pil e Lee Byung-hun, indimenticabile nel doppio ruolo di Masquerade, è il Sergente del Sud Lee Soo-hyeok.

Con il contributo di Kim Tae-woo nei panni del fragile soldato sudista Nam Sung-shik e di Shin Ha-kyun in quelli dell’altro soldato nordista Jeong Woo-jin, il film disegna un ritratto commovente e sincero della gioventù, di quella stagione della vita in cui gli ideali sono ancora intatti ed è più semplice sentirsi fratelli, prima che l’assurdità del mondo militare prenda il sopravvento distruggendo ogni illusione. Lee Yeong-ae, poi protagonista in Lady vendetta, è il Maggiore dell’esercito svizzero Sophie Jean.

Ancora oggi di sconcertante attualità, Joint Security Area di Park Chan-wook è una visione utile in tempi cupi come quelli che stiamo vivendo, in cui lo scontro – solitamente sotterraneo – tra centri di potere contrapposti esplode in conflitti bellici; è il tramonto di un’epoca, in cui le forze finora egemoni sono disposte a sacrificare popoli interi pur di non perdere supremazia. Il presidente della Corea del Sud nel 2007 donò il dvd del film al leader del Nord, predecessore di quello attuale, senza reazioni sostanziali.

Ai Blue Dragon Film Awards, il premio cinematografico più importante della Corea del Sud il film conquistò quattro statuette – miglior film, regista, fotografia e attore non protagonista Shin Ha-kyun, nel ruolo del soldato nordista disegnatore – mentre al Festival di Busan, probabilmente il più importante di tutto l’Oriente, il riconoscimento alla miglior interpretazione maschile fu assegnato ex aequo a entrambi Song Kang-ho e Lee Byung-hun.
