“Chi combatte rischia di perdere,
chi non combatte ha già perso.
”
                                               Bertold Brecht
Nello stabilimento industriale Perrin si producono parti meccaniche per automobili, i bilanci sono in attivo e l’azienda genera profitti per gli azionisti anche grazie a un accordo siglato due anni prima con i dipendenti, che hanno rinunciato a ogni bonus previsto dal contratto e prolungato l’orario lavorativo di cinque ore settimanali senza percepire alcun aumento salariale.
Improvvisamente il gruppo tedesco Dimke, proprietario dell’azienda, ne annuncia la chiusura dando inizio alle procedure per il licenziamento collettivo di mille e cento unità, gettando nello sconforto un’intera regione e trascinando i lavoratori in una vera e propria guerra per la sopravvivenza.
Le rappresentanze sindacali – tra cui spicca la figura del delegato Laurent Amédéo, interpretato con potente coinvolgimento da un grande Vincent Lindon – mobilitano la forza lavoro bloccando la produzione nel disperato tentativo di opporsi allo smantellamento degli impianti e alla delocalizzazione del lavoro, in attesa di aprire una trattativa con i vertici dell’azienda che attuano ogni stratagemma possibile per sottrarsi alla contrattazione.

Il regista Stéphane Brizé dopo la parentesi del bellissimo Una vita tratto da Guy de Maupassant, continua l’indagine sui meccanismi perversi, dominanti nel mondo del lavoro contemporaneo, iniziata col precedente La legge del mercato, mettendo in scena con precisione e lucidità le tappe che accomunano, più o meno, tutti i casi di licenziamento collettivo cui assistiamo quotidianamente attraverso i telegiornali; non a caso utilizzati nel film come mezzo narrativo per scandire le varie fasi della lotta.

Scritto dallo stesso Stéphane Brizé con Olivier Gorce, dopo aver raccolto numerose testimonianze di persone coinvolte sul campo da entrambe le parti, In guerra promuove una riflessione sull’uso delle immagini che attraverso la tv spesso non offrono elementi per comprendere i fatti. Per loro natura i servizi televisivi sacrificano alla sintesi l’essenza stessa degli eventi che devono raccontare, finendo col criminalizzare, per il cedimento di pochi a un singolo atto violento, la legittima lotta di uomini esasperati.

Con In guerra il Cinema d’impegno rivendica il suo ruolo fondamentale nel denunciare le tattiche messe in atto deliberatamente dalla proprietà delle aziende per esasperare gli animi, l’assenza di un ruolo forte e determinante della politica troppo spesso complice silenziosa del Capitale, l’aberrazione che consente l’impiego delle forze dell’ordine – a esclusiva tutela di interessi privati – per bastonare lavoratori sfiancati da mesi di lotta, traditi dalle promesse vane di una classe dirigenziale senza un briciolo di credibilità, bugiarda e orientata solo al profitto.

La vittoria del capitalismo ha imposto l’affermazione di un’ideale distorto, che a una presunta sacralità della proprietà privata sacrifica ogni altro valore, compreso quello più alto della dignità umana. Lo stile scabro ed essenziale di Brizé, fatto di un’invisibile meticolosa costruzione atta a ricreare la forza di una stringente attualità che avviene sotto i nostri occhi, è estremamente efficace nel mettere in scena tutte le battaglie di una guerra impari tra le parti contrapposte, dove la forza lavoro è penalizzata in partenza e sotto ricatto.

Fondamentale nella costruzione della drammaturgia narrativa è il ruolo affidato alla musica originale di Bertrand Blessing, esordiente nella composizione di colonne sonore per il cinema, che contribuisce a restituire il caos, la tenacia e l’orgoglio degli operai in un’alternarsi di speranza e disillusione che non può lasciare indifferenti. Un’opera essenziale per capire la distruzione in corso della società occidentale ad opera di una casta liberista senza scrupoli etici, che detiene un potere transnazionale al momento inattaccabile.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Vincent Lindon è l’irriducibile Laurent
  3. I mass media necessari alla visibilità possono contribuire alla distorsione della realtà
  4. Il regista Stéphane Brizé
  5. Le forze dell’ordine al servizio della collettività impiegate per la difesa di interessi privati
  6. Lo stile apparentemente casuale delle immagini

© 2018 Nord-Ouest Films / France 3 Cinéma

IN COPERTINA
Vincent Lindon è il delegato sindacale pronto a tutto Laurent Amédéo
© 2018 Nord-Ouest Films / France 3 Cinéma

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: En guerre
  • Regia: Stéphane Brizé
  • Con: Vincent Lindon, Mélanie Rover, Jacques Borderie, David Rey, Olivier Lemaire, Isabelle Rufin, Bruno Bourthol, Sébastien Vamelle, Jean-Noël Tronc, Valérie Lamond, Guillaume Daret, Jean Grosset, Frédéric Lacomare, Anthony Pitalier, Séverine Charrié, Romain de Boissieu, Marie Nadaud, Rachid Mamlous, Grégoire Ruhland, Daphné Latour, Guillaume Draux, Letizia Storti, Carole Bluteau, Cédric Personeni, Laurent Boukhari, Gilles Dorbes, Cédric Dayraud, Stéphanie Pietrois, Rachid Haryouli, Jean-Claude Laugeois, Pieter-Jan Peeters, Martin Hauser, Marie-Hélène Fournier, Laurent Bruneau, Teddy Perrot, Michel Freyne, Emma Monnoyeur, Aaron Baudson, Mathis Ramage, Laurent Desbonnets, Mélanie Bontems, Alexis Cuvillier, Nicolas De Labareyre, Caroline Thebaud
  • Sceneggiatura: Stéphane Brizé e Olivier Gorce con la collaborazione di Xavier Mathieu, Ralph Blindauer e Olivier Lemaire
  • Fotografia: Éric Dumont
  • Musica: Bertrand Blessing
  • Montaggio: Anne Klotz
  • Scenografia: Valérie Saradjian
  • Costumi: Anne Dunsford
  • Produzione: Christophe Rossignon e Philip Boëffard in associazione con Vincent Lindon e Stéphane Brizé per Nord-Ouest Films e France 3 Cinéma con la partecipazione di France Télévisions, OCS, Ciné+ in associazione con La Banque Postale Image 11, Cofinova 14 e con la partecipazione del Centre National du Cinéma et de l’Image Animée con il supporto de La Région Nouvelle-Aquitaine e Département du Lot-et‑Garonne in collaborazione con il CNC
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Francia, 2018
  • Durata: 113′ minuti