Il cineasta francese Xavier Giannoli portando sullo schermo uno dei tasselli più importanti della Comédie humaine di Honoré de Balzac ricostruisce il tempo della Restaurazione, dopo la caduta di Napoleone, per mostrarci come in uno specchio l’origine della nostra società contemporanea.
Negli anni intorno al 1820 il giovane Lucien Chardon sogna di raggiungere gloria e notorietà con le sue poesie, composizioni che trovano eco nella provincia in cui vive soprattutto grazie all’interesse di madame de Bargeton, moglie annoiata di un anziano marchese dedito solo alla caccia, impegnata nel tentativo di animare un suo salotto culturale.
Orfano del padre noto come farmacista sulla piazza principale della città di Angoulême, il ragazzo è guardato con superiore distacco dai nobili frequentatori delle serate a palazzo Bargeton, ricchi indifferenti a ogni forma d’arte, a causa della sua bassa estrazione. Abituato a fare affidamento sulla bellezza che gli ha dato la natura, Lucien vive in scarsità di mezzi con la sorella maggiore Ève e suo marito il tipografo David Séchard, sempre disponibili entrambi con estrema abnegazione a viziarlo, sacrificando ogni cosa alle aspirazioni del giovane poeta. Firmando i suoi versi Lucien de Rubempré, con il cognome della madre, l’autore rende manifeste le sue aspirazioni a un’elevazione nella scala sociale, viste le origini nobiliari del ramo materno della famiglia.
Ben presto però le invidie portano il rapporto tra la marchesa e il suo bellissimo protetto al centro dell’attenzione, finendo col farlo diventare argomento principe dei pettegolezzi e la natura di questa relazione, passando di bocca in bocca in quella piccola realtà di provincia, inizia ad assumere toni di una certa ambiguità. Così con improvvisa sventata imprudenza la nobile signora fugge a Parigi trascinando con sé Lucien, e i suoi sogni di successo, pronto a farsi inghiottire dall’abbagliante fulgore della capitale.

Edita tra il 1837 e il 1843 l’opera letteraria di Balzac Illusioni perdute si compone di tre volumi, ma la sceneggiatura del film omonimo firmato dal regista Xavier Giannoli, insieme a Jacques Fieschi e Yves Stavrides, sceglie di adattare soltanto la parte centrale della trilogia con vari cambiamenti strutturali, come quello di affidare il racconto alla voce narrante di Nathan d’Anastazio, personaggio secondario testimone delle vicende di Lucien, in cui sono sintetizzate almeno tre figure diverse del romanzo.

Nel trasportare sullo schermo le pagine letterarie il film aggiunge alcove del tutto estranee al romanzo che conferiscono ai personaggi disinvoltura contemporanea, perché l’intento dichiarato non è quello della ricostruzione storica didascalica quanto il voler mettere in risalto come in quegli anni, col ritorno al potere della nobiltà dopo il bagno di sangue della Rivoluzione, furono piantati i semi della società liberista, dominata dal denaro e votata alla disuguaglianza, nella quale viviamo.

In primo piano l’ambiente dell’editoria in cui Lucien – interpretato con sfrontata aderenza dall’ottimo Benjamin Voisin – finisce col dissipare il suo talento, nel momento storico in cui l’aumento della tiratura iniziava ad amplificare il potere della stampa. Da qui ebbe origine il mercato delle falsità così ben rappresentato nel film, dove plauso o rovina potevano essere comprati, a dimostrazione che le ‘bufale’ non sono prerogativa della comunicazione moderna, ma manipolazioni nate nel XIX secolo.

Illusioni perdute può vantare un parterre di grandi attori: Cécile de France incarna l’algida bellezza di madame de Bargeton e tutto il suo impaccio provinciale all’esordio sul faubourg Saint-Germain, Vincent Lacoste è il giornalista Etienne Lousteau che introduce Lucien nel mondo della carta stampata, il cineasta Xavier Dolan si offre qui solo come interprete nel ruolo di Nathan d’Anastazio, voce narrante e figura comunque solidale col protagonista nel mare di ipocrisie in cui si muovono.

Nel ruolo minore di Dauriat, uno degli editori per cui si trova a lavorare Lucien, va segnalata anche la presenza di un sempre carismatico Gérard Depardieu, capace di ritrarre con pochi cenni la scaltrezza di un bottegaio analfabeta che di mestiere pubblica libri. La dimostrazione di quanto al mercato non interessi, in libreria come a teatro, il valore di un’opera, ma soltanto l’entità economica di guadagno che le polemiche – spesso artificiali, costruite a bella posta – sono in grado di assicurare al prodotto.

Dopo l’esordio in concorso alla 78ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia, Illusioni perdute di Xavier Giannoli sarà nelle sale italiane dal 30 dicembre – con anteprime tra il 21 e il 23 dicembre – distribuito da I Wonder Pictures.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Il poeta di provincia catapultato nella capitale
  3. Le seduzioni parigine, con Salomé Dewaels nel ruolo di Coralie
  4. Diseguaglianze e dissoluzione
  5. Benjamin Voisin è il protagonista Lucien
  6. Cécile de France è madame de Bargeton / Vincent Lacoste è Etienne Lousteau / Xavier Dolan è Nathan d’Anastazio
  7. Gérard Depardieu è l’analfabeta Dauriat che sa leggere solo il denaro
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    © 2021 Curiosa Films / Gaumont / France 3 Cinéma / Pictanovo / Gabriel Inc. / Umedia

IN COPERTINA

Il battesimo del giornalista per Lucien
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© 2021 Curiosa Films / Gaumont / France 3 Cinéma / Pictanovo / Gabriel Inc. / Umedia

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Illusions perdues
  • Regia: Xavier Giannoli
  • Con: Benjamin Voisin, Cécile de France, Vincent Lacoste, Xavier Dolan, Salomé Dewaels, Jeanne Balibar, André Marcon, Louis-Do de Lencquesaing, Gérard Depardieu, Jean-François Stévenin, Candice Bouchet, Jean-Marie Frin, Saïd Amadis, Isabelle de Hertogh, Laurence Ferraro, Jérémie Bedrune, Sandrine Molaro, Benoît Tachoires, Patrick Pessis, Maryne Bertieaux, Jean-Paul Muel, Pierre Poirot, Gaëlle Lebert, Caroline Gaget, Armand Eloi, Jean-Paul Bordes, Emilien Gobard, Julien Sibre, Raphaël Magnabosco, Éric Guého, Capucine Daumas, Sébastien Driant, Audrey Becker, Emma Brest, Aliénor Decaris, Anna Guillermin, Aurélie Mignon, Laurine Ristroph, Paul Serri, Corentin Apparailly, Rafaël Cumont Vioque, Bertrand Raynaud, Dimitri Puyalte, Hervé Manzumbu, Pierre Seguin
  • Soggetto: Honoré de Balzac
  • Sceneggiatura: Xavier Giannoli e Jacques Fieschi con la collaborazione di Yves Stavrides
  • Fotografia: Christophe Beaucarne
  • Montaggio: Cyril Nakache
  • Scenografia: Riton Dupire-Clément
  • Costumi: Pierre-Jean Larroque
  • Produzione: Olivier Delbosc e Sidonie Dumas con Sylvain Goldberg e Cédric Iland in associazione con Emilien Bignon per Curiosa Films e Gaumont in coproduzione con France 3 Cinéma, Pictanovo, Gabriel Inc. e Umedia con la partecipazione di Canal+, Ciné+ e France Télévisions con il supporto di Centre national du cinéma et de l’image animée (CNC), La Région Île-de-France, Région Hauts-de-France, Tax Shelter du Gouvernement Fédéral Belge e Investisseurs Tax Shelter in associazione con uFund e Orange Studio
  • Genere: Attuale
  • Origine: Francia, 2021
  • Durata: 144′ minuti