Schermo nero, le note del Sabat Mater D383 di Franz Schubert rompono il silenzio. Sull’immagine improvvisa di un cuore pulsante il coro intona il ‘Jesus Christus schwebt am Kreuzel‘ e quel petto aperto per un intervento chirurgico diventa metaforico vaso di Pandora, da cui uscirono tutti i mali del mondo, gli spiriti maligni di vecchiaia, gelosia, malattia, pazzia e vizio.
Steven Murphy è un cardiochirurgo dalla vita perfetta, professionalmente affermato, con una casa lussuosa nei sobborghi più eleganti della città dove vive con la moglie Anna, la figlia adolescente Kim e il figlio più piccolo Bob.
Il dottore incontra sempre più frequentemente, e a insaputa dei familiari, un sedicenne di nome Martin che sembra avere grande stima di lui; sono incontri in locali pubblici o in giardini alla luce del sole, fatti di scambi su argomenti comuni senza importanza, che tuttavia emanano un’ambigua aria di clandestinità, soprattutto quando il medico chiede al ragazzo di non andare mai a cercarlo in ospedale senza averlo avvertito con una telefonata preventiva.
Un giorno Steven invita Martin a pranzo in casa sua per presentarlo a tutta la sua famiglia, sarà un errore fatale di cui non finirà mai di pentirsi tutta la vita.

Originale, disturbante ed enigmatico Il sacrificio del cervo sacro è il nuovo film del cineasta ateniese Yorgos Lanthimos – scritto insieme al sodale Efthymis Filippou con cui ha già firmato le sceneggiature originali dei precedenti Kynodontas, Alps e The lobster – un racconto dai risvolti inquietanti, in cui irrompe l’irrazionale senza possibili spiegazioni logiche, ma perfettamente plausibile nella rete di suggestioni che il film costruisce sapientemente rivelando solo a metà percorso quello che sta succedendo.

Opera di difficile classificazione, se nella durezza dello sguardo spietato con cui osserva l’umanità il film può essere avvicinato al Cinema di Michael Haneke e Lars von Trier, nella sua forma Il sacrificio del cervo sacro evoca senza citarli espressamente capolavori di Stanley Kubrick, soprattutto Shining e 2001 odissea nello spazio. L’uso reiterato del grandangolo, i lentissimi zoom e i continui movimenti di macchina a seguire (o precedere) i personaggi, stabiliscono un rapporto di percezione dello spazio che ridimensiona la pochezza dell’uomo davanti alla vastità dell’universo.

Yorgos Lanthimos ha dichiarato di non aver deliberatamente inserito in sceneggiatura i riferimenti a Medea o Ifigenia in Aulide di Euripide, che fanno inevitabilmente parte del patrimonio culturale del regista greco, i cui inizi sono avvenuti in ambito teatrale.
Il fato che domina gli eventi. L’ira degli Dei che esige inappellabile un prezzo da pagare. L’impotenza dell’uomo, palese quando vorrebbe tirare a sorte una soluzione inevitabilmente cruenta, ma non gli è concesso e deve assumersi la responsabilità di una scelta.

Con una colonna sonora classica – altro legame con i film di Stanley Kubrick – di brani firmati Johann Sebastian Bach, György Ligeti e il già citato Franz Schubert, l’atmosfera plumbea che scorre sotterranea in Il sacrificio del cervo sacro deve molto anche al lavoro straordinario sul suono di Johnnie Burn, che insinua nell’inconscio l’inquietudine esistenziale per l’umana precarietà. Colin Farrell, al secondo film con Lanthimos dopo The lobster, insieme a Nicole Kidman e al bravissimo Barry Keoghan nel ruolo di Martin, sono perfetti nel restituire ansia e lucido rancore dei loro personaggi.

Nell’impietosa lotta per la sopravvivenza, tra imbarazzante compiacenza e calcolata adulazione, anche i giovani Raffey Cassidy e Sunny Suljic, rispettivamente Kim e Bob Murphy, sono praticamente perfetti. Premiato al Festival di Cannes 2017 per la miglior sceneggiatura, finalmente Il sacrificio del cervo sacro è nelle sale italiane distribuito da Lucky Red.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Colin Farrell è Steven Murphy diviso tra famiglia e incontri clandestini
  3. Barry Keoghan è Martin con il suo potere oscuro
  4. Il rapporto tra spazio e personaggi
  5. Nicole Kidman è la determinazione di Anna Murphy
  6. Raffey Cassidy e Sunny Suljic sono Kim e Bob Murphy

© 2017 EP Sacred Deer Limited / Channel Four Television Corporation / New Sparta Films Limited

IN COPERTINA
Colin Farrell sul manifesto originale del film
© 2017 EP Sacred Deer Limited / Channel Four Television Corporation / New Sparta Films Limited

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: The killing of a sacred deer
  • Regia: Yorgos Lanthimos
  • Con: Colin Farrell, Nicole Kidman, Barry Keoghan, Raffey Cassidy, Sunny Suljic, Alicia Silverstone, Bill Camp, Barry G. Bernson, Herb Caillouet, Denise Dal Vera, Drew Logan, Michael Trester, Ming Wang
  • Sceneggiatura: Yorgos Lanthimos, Efthimis Filippou
  • Fotografia: Thimios Bakatakis
  • Montaggio: Yorgos Mavropsaridis
  • Scenografia: Jade Healy
  • Costumi: Nancy Steiner
  • Produzione: Ed Guiney e Yorgos Lanthimos in coproduzione con Will Greenfield, Paula Heffernan, Atilla Salih YüCer per Film4 e New Sparta Films  con Element Pictures in associazione con Limp e Hanway Films con la partecipazione di Bord Scannán Na Héireann e The Irish Film Board
  • Genere: Enigmatico
  • Origine: Irlanda / Gran Bretagna, 2017
  • Durata: 121′ minuti