
L’ottantenne regista russo Andrej Chržanovskij con Il naso o la cospirazione degli anticonformisti orchestra una raffinata sarabanda animata ‘in tre sogni’ che, partendo da un classico della letteratura, si spinge a rievocare la repressione staliniana di cui lui stesso in prima persona ha respirato il clima durante l’infanzia; aveva quattordici anni alla morte del dittatore.
L’incipit ci porta a bordo di un aereo che non a caso ha il nome di Nikolaj Vasil’evič Gogol’, a bordo esponenti eterogenei della cultura – è presente anche il nostro Tonino Guerra – si apprestano alla partenza, felici di andare tutti ‘nella stessa direzione’ mentre dai piccoli schermi a bordo immagini iconiche entrate ormai nella Storia – come quelle del capolavoro La corazzata Potëmkin di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn – illuminano la calma tranquillità di quel volo notturno.
Uno dei passeggeri riflette sul fatto di come il viaggio ad alta quota rappresenti un’occasione di essere temporaneamente irraggiungibile, un momento per cogliere la possibilità di trascorrere del tempo in esclusivo contatto con sé stesso; qualcun’altro riflette sull’esistenza di un elenco, stilato da un qualche comitato inglese, con i cento libri che devono categoricamente essere letti da ogni individuo che si voglia definire civilizzato; altri rievocano le note biografiche di Gogol’ e le sue grandi difficoltà, affrontate al momento di lasciare il villaggio natale in Ucraina per approdare – appena diciannovenne – in una gelida San Pietroburgo in cerca di fama letteraria e felicità.
Considerazioni queste ultime che introducono Il naso, uno dei racconti più famosi dello scrittore ucraino, soggetto scelto dal grande Dmitrij Šostakovič come base per il libretto della sua prima opera lirica, con l’intento di dare forma musicale all’essenza stessa dello spirito russo.

Inizia così la rappresentazione a cartoni animati della storia, metaforica e irriverente, in cui il modesto barbiere Ivàn Jakovlèviè rinviene accidentalmente il naso dell’assessore di collegio Kovalèv, che staccatosi dal viso del suo proprietario inizia a vivere di vita propria, onorato come un’autorità. È questo il tema centrale del primo sogno, dei tre che compongono il film, realizzato con una tecnica d’animazione che fonde e alterna disegni ritagliati a colori e inchiostro nero su carta.

In una splendida bolgia visiva si sommano senza soluzione di continuità sequenze animate frutto del lavoro artigianale di artisti diversi, espressioni d’arte preziose e anacronistiche, cui rendono omaggio frammenti fugaci di ‘dietro le quinte’ che ne rivelano perizia e raffinata maestria; un lavoro rigorosamente manuale sempre più raro e in via d’estinzione. È questa l’essenza più pura di un gioiello come Il naso o la cospirazione degli anticonformisti, figlio di una cultura che è nostra.

Perché a dispetto di ogni intento censorio indotto dall’ondata di retorica antisovietica attuale, è innegabile che letteratura, musica e filosofia scaturite a cavallo tra XIX e XX secolo dalla grande madre Russia appartengano indissolubilmente al patrimonio collettivo comune; una realtà tangibile, vera a tal punto che oggi sorprendentemente è proprio in Russia che resiste l’ultimo baluardo di cultura europea contro l’omologazione liberista che soffia prepotente dall’Atlantico.

Considerazione che trova legittima conferma nella candidatura de Il naso o la cospirazione degli anticonformisti tra i cinque titoli in competizione come Miglior Film d’Animazione Europeo per il 33° European Film Award 2020, e che stride con l’insensato annuncio dell’Accademia del Cinema Europeo che ha deciso di escludere ogni prodotto della cinematografia sovietica da future candidature; un’oscena presa di posizione che penalizza arte e cultura per indegni motivi politici.

In attesa che la ragione torni a prevalere sulle armi, restituendo la libertà d’amare l’arte russa alla luce del sole, Il naso o la cospirazione degli anticonformisti di Andrej Chržanovskij sarà nelle sale italiane dal prossimo 5 maggio distribuito da Double Line in collaborazione con Lo Scrittoio – Cinema d’Autore.