Un film insieme poetico e devastante che pone ognuno di noi di fronte alla responsabilità delle proprie scelte.” Con queste parole Jeremy Irons, presidente della giuria alla 70ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino 2020, assegnava l’Orso d’Oro all’iraniano Il Male non esiste di Mohammad Rasoulof, arrivato finalmente nelle sale italiane grazie alla distribuzione di Satine Film e con il patrocinio di Amnesty International Italia.
Quattro storie separate e distinte, ma unite in qualche modo da un filo rosso sangue, lo stesso che scorre in un Paese come l’Iran, dove la violazione di ogni diritto umano e le esecuzioni capitali sono prassi quotidiana, che mette a morte anche chi era minorenne al momento dei fatti; un regime totalitario d’ispirazione religiosa che esige obbedienza anche davanti a ordini inaccettabili, che chiamano in causa la coscienza individuale più profonda.
Nel primo episodio Heshmat è un marito e padre premuroso, disponibile e lontano dallo stereotipo del maschio dominante, ma c’è un’ombra nascosta nel fondo dei suoi occhi e lo sguardo si perde spesso oltre l’orizzonte. Nel secondo il giovane Pouya ha appena iniziato il servizio di leva ed è in preda al panico, nell’intento di sottrarsi all’imposizione di un ordine che non lascia scampo. Javad, protagonista del terzo, è un soldato tornato in licenza per il compleanno dell’amata con l’idea di chiederla in matrimonio. Infine, nel quarto il medico Bharam vive in un villaggio isolato allevando api, mentre i tempi si fanno maturi per una confessione che ha atteso troppo a lungo.
Quattro racconti che ci interrogano, costringono all’immedesimazione che porta con sé una domanda inevitabile: come agiremmo in tali situazioni, di che fibra è fatta la nostra tempra morale e come possiamo essere certi della nostra integrità se non siamo mai, per nostra fortuna, stati esposti a dilemmi che impongono un tale rigore da non ammettere compromessi?

La scintilla creativa che ha indotto Mohammad Rasoulof a scrivere il film è scaturita da un episodio personale: un giorno in una strada di Teheran il cineasta ha riconosciuto l’agente che lo aveva sottoposto a interrogatorio, preso dal desiderio di affrontarlo per gridargli in faccia le sue domande ha iniziato a seguirlo, ma osservandolo più da vicino ha visto un uomo invecchiato che non aveva niente del mostro malvagio. Ne è scaturita una riflessione sulla natura stessa del regime dittatoriale.

Un sistema, debole nella sua brutale violenza, che ha come unico fine la conservazione del potere e perciò schiaccia le persone trasformandole in ingranaggi della macchina repressiva, innescando senso di colpa in chi ha corrotto il suo spirito cedendo a ordini criminali, creando un inevitabile senso di complicità con il Male pur senza esserne parte. Rimandi impliciti legano ogni storia alle altre costruendo un ritratto interiore dell’Iran contemporaneo da un punto di vista etico e morale.

In un sistema legale che lascia alle famiglie delle vittime l’ultima parola, con il potere di fermare il boia concedendo il perdono, il cineasta – i cui film sono banditi in patria e vive sottoposto a forti limitazioni, sempre col rischio di essere arrestato – ha portato sullo schermo storie che conosceva, coinvolgendo anche sua figlia Baran Rasoulof come attrice, nel ruolo della nipote tornata in patria dalla Germania dell’ultimo episodio, che aggiunge un elemento ancor più fortemente autobiografico.

Il Male non esiste è un’opera necessaria che ci interroga sulla responsabilità individuale davanti al Potere, tema più che mai attuale anche in Europa, dove la propaganda produce già conseguenze deliranti: l’accademia del cinema europeo che assegna gli EFA ha annunciato l’esclusione dei film russi da qualsiasi futura candidatura, mentre il direttore d’orchestra Valery Gergiev è stato licenziato dalla Filarmonica di Monaco e sospeso dal Teatro alla Scala di Milano per non essersi schierato.

Per non parlare dell’Università milanese della Bicocca, costretta a ritrattare per l’indignazione suscitata, che per timore di polemiche aveva deciso di annullare un corso sull’opera letteraria di Fëdor Dostoevskij. La cultura è patrimonio collettivo, non può e non deve essere equiparata a qualsiasi altro prodotto. L’espressione artistica non dovrebbe essere soggetta a boicottaggi o censure in base a un’arbitraria identificazione col regime politico del Paese a cui l’artista appartiene, mai!

Se applicassimo questo paradigma anche Il Male non esiste di Mohammad Rasoulof dovrebbe essere rifiutato per la sua provenienza da una nazione come l’Iran che viola ogni giorno i diritti umani, mentre la presenza di Milva in colonna sonora col brano Bella ciao dimostra che l’Arte non ha confini.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Heshmat e famiglia nel primo episodio Il Male non esiste
  3. Il giovane Pouya tra i suoi compagni nel secondo episodio Puoi farlo?
  4. Javad soldato in licenza dalla sua fidanzata Nana nel terzo episodio Compleanno
  5. Baran Rasoulof è Darya, nipote del dottor Bharam nel quarto episodio Baciami
  6. Un ritratto morale dell’Iran contemporaneo
  7. Il prezzo della scelta tra rimorsi e conflitti
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    © 2020 Cosmopol Film / Europa Media Nest / Filminiran

IN COPERTINA

Mohammad Valizadegan e Mahtab Servati sono Javad e Nana protagonisti del terzo episodio
© 2020 Cosmopol Film / Europa Media Nest / Filminiran

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Sheytan vojud nadarad
  • Regia: Mohammad Rasoulof
  • Con: Ehsan Mirhosseini, Shaghayegh Shourian, Kaveh Ahangar, Alireza Zareparast, Salar Khamseh, Darya Moghbeli, Mahtab Servati, Mohammad Valizadegan, Mohammad Seddighimehr, Jila Shani, Baran Rasoulof, Anahita Eghbalnejad, Hassan Tasiri, Maneli Rasouli, Parvin Molki, Mojtaba Katouzian, Mehrdad Bakhshi, Bardia Yadegari, Amin Mirhosseini, Pouya Mehri, Ali Bolverdi, Shayan Shoghi, Nazi Vakhshineh, Mohammad Vahedi, Vahid Damande, Saba Esmaeeli, Melika Niksafa, Mohammadreza Narenji, Ashkan Hassanzadeh, Ramin Moradi, Taghi Falah Mizoji, Mahsa Gharehkhani, HaniehTalebi, Vahid Falah Mizoji
  • Sceneggiatura: Mohammad Rasoulof
  • Fotografia: Askhan Ashknani
  • Musica: Amir Molookpour
  • Montaggio: Mohammadreza Muini, Meysam Muini
  • Scenografia: Saeed Asadi
  • Costumi: Afsaneh Sarfejo
  • Produzione: Mohammad Rasoulof, Kaveh Farnam e Farzad Pak per Filminiran – Teheran, Iran, Europa Media Nest – Praga, Repubblica Ceca e Cosmopol Film – Amburgo, Germania con il supporto di Filmförderung Hamburg Schleswig Holstein con ZDF / Arte
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Iran / Repubblica Ceca / Germania, 2020
  • Durata: 150′ minuti