Teheran, il dottor Kaveh Nariman lavora al centro di medicina legale, è un uomo retto, scrupoloso e sempre attento a curare anche il minimo dettaglio, nella vita privata come nella professione; ogni giorno è chiamato a porre la sua firma sui referti di accertamento che accompagnano le autopsie per definire, caso per caso, contesto e causa del decesso.
Tornando verso casa a tarda sera il medico subisce il sorpasso repentino di un pirata della strada che gli distrugge lo specchietto sinistro, provocando una sua istintiva sterzata a destra che getta a terra un motorino con un intera famiglia a bordo.
Mentre il padre Moosa cerca di rimettere in piedi il ciclomotore valutando i danni e sua moglie Leila si occupa della neonata Raheleh, il piccolo Amir Alì di otto anni si lascia visitare dal dottore e dialoga con lui rispondendo a qualche domanda di circostanza. Il dottor Nariman paga alla famiglia Khanroodi un risarcimento per i danni al mezzo di trasporto e insiste perché vadano comunque a farsi visitare al vicino pronto soccorso, ma una volta ripartiti ognuno per la sua strada non può far altro che guardare impotente il motorino allontanarsi nel buio di una via trasversale, oltre l’ingresso dell’ospedale. Inizia così una spirale di eventi drammatici a catena dagli sviluppi imprevedibili, destinata a sconvolgere la vita del medico legale posto davanti ai suoi principi e all’impossibilità di venire a patti con essi, ma anche dell’intera famiglia di Moosa Khanroodi.

Distribuito in Italia con un titolo troppo esplicito rispetto al bellissimo originale Bedoone tarikh, bedoone emza [Nessuna data, nessuna firma] il film di Vahid Jalilvand appartiene alla nuova onda del cinema iraniano, che negli ultimi anni ci ha regalato opere intense come quelle di Ashgar Farhadi.
Drammi immersi nella realtà contemporanea dell’Iran moderno, che mettendo in scena situazioni quotidiane molto comuni spingono a riflettere su grandi dilemmi morali, enormi nella portata delle loro implicazioni, ma fatti di questioni spicciole universali che appartengono a tutti.

Il dottor Nariman interpretato da Amir Agha ‘ee è un uomo dilaniato dal dubbio di essere responsabile degli eventi, perseguitato dalla sua coscienza per quelle piccole insignificanti omissioni cui nel momento del timore, anche l’uomo più virtuoso può cedere il passo. La debolezza umana incapace di affermare a priori la verità sopra ogni cosa, pronta a disastrosi compromessi con sé stessa in nome di un’ipotetica saggia convenienza, è la vera protagonista di questo dramma sull’inevitabilità di conseguenze comunque crudeli, seppur involontarie.

Presentato alla 74ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Orizzonti, dove ha vinto il premio alla regia e quello al miglior attore assegnato a Navid Mohammadzadeh – davvero straordinario nel ruolo di Moosa, il padre della famiglia coinvolta nell’incidente, nel dare corpo all’ira e al dolore del personaggio – il film è l’opera seconda di Vahid Jalilvand dopo l’esordio con Un mercoledì di maggio, presentato al Lido nel 2015 e vincitore del premio Fipresci nella sezione Orizzonti, assegnato dalla Federazione Internazionale della stampa Cinematografica.

Facendo riferimento ai temi centrali del racconto morale portato sullo schermo, il regista – che firma la sceneggiatura a quattro mani con Ali Zarnegar – riflettendo sull’idea di coraggio e vigliaccheria che solitamente coltiviamo, ha detto: ‘Questo film potrebbe essere un’elegia sulla tomba dell’uomo che una volta ho sognato di essere.‘ Un’opera emozionante sull’impossibilità di revocare le nostre azioni, un’emozione visiva indimenticabile finalmente distribuita in Italia: cercatela, visione da non perdere.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Amir Agha ‘ee è il dottor Kaveh Nariman / Visita al piccolo Amir Alì
  3. Uno splendido Navid Mohammadzadeh è Moosa Khanroodi
  4. Zakiyeh Behbahani è Leila, la moglie di Moosa / Hediyeh Tehrani è la dottoressa Sayeh
  5. Vahid Jalilvand sul set / Navid Mohammadzadeh e Vahid Jalilvand a Venezia con i premi al miglior attore e al miglior regista sezione Orizzonti

© 2017 Noori Pictures

IN COPERTINA
Navid Mohammadzadeh incarna dramma e furore di Moosa Khanroodi
© 2017 Noori Pictures

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Bedoone tarikh, bedoone emza
  • Regia: Vahid Jalilvand
  • Con: Navid Mohammadzadeh, Amir Agha ‘ee, Hediyeh Tehrani, Zakiyeh Behbahani, Sa’eed Dakh, Alireza Ostadi
  • Sceneggiatura: Ali Zarnegar, Vahid Jalilvand
  • Fotografia: Peyman Shadmanfar
  • Musica: Peyman Yazdanian
  • Montaggio: Vahid Jalilvand, Sepehr Vakili
  • Scenografia: Mohsen Nassrollahi
  • Costumi: Dalileh Soufiani
  • Produzione: Ali Jalivand e Ehsan Alikhani per Noori Pictures
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Iran, 2017
  • Durata: 104′ minuti