La sedicenne afroamericana Starr Carter è nata e vive da sempre a Garden Heights, sobborgo di una grande città degli Stati Uniti come ce ne sono tanti; ogni giorno però sua madre Lisa la porta lontano miglia e miglia, con i fratelli Seven e Sekani, in un collegio esclusivo a Williamson.
Il padre Maverick dopo una gioventù turbolenta consona all’ambiente in cui è cresciuto, è riuscito ad acquistare un piccolo emporio e con enormi sacrifici manda i suoi figli a studiare fuori dal ghetto, con l’obiettivo di dare prospettive migliori al loro futuro. La ragazza vive così a metà tra due mondi estranei e sconosciuti l’uno all’altro, la felpa che si toglie ogni volta varcando l’ingresso del college equivale a un’intera identità dismessa, quella originale fatta di slang e retaggio culturale, messa ogni giorno da parte per interagire col mondo dei bianchi.
Di ritorno da una festa del sabato sera però Starr assiste impotente alla morte di Khalil, l’amico d’infanzia a cui ha dato il primo bacio, ucciso da un agente di polizia in una rapida successione di eventi improvvisa e incomprensibile.
Sotto shock, unica testimone in grado di raccontare l’insensata dinamica dei fatti, la giovane dovrà scegliere se dire pubblicamente la verità, abbattendo la separazione tra i suoi mondi mostrando palese l’appartenenza alla comunità nera ed esponendosi alle intimidazioni criminali di chi vuole tenere il proprio coinvolgimento nell’ombra, o scegliere la protettiva sicurezza del silenzio.

Il coraggio della verità è il titolo – già usato e usurato – scelto per distribuire in Italia il film di George Tillman Jr. trasposizione cinematografica di un vero e proprio caso letterario negli Stati Uniti: The hate U give romanzo d’esordio di Angie Thomas; che cita parzialmente nel nome l’acronimo ‘Thuglife‘ coniato dal cantante Tupac Shakur che significa ‘The hate U give little infants fucks everyone‘ [l’odio che diamo ai bambini avvelena tutti quanti] e si riferisce alla situazione sociale di degrado e violenza in cui sono costretti a crescere fin da piccoli i neri nei ghetti delle grandi metropoli americane.

La star in ascesa Amandla Stenberg, padre danese e madre afroamericana, interpreta la protagonista Starr con sincera partecipazione, perché il film è materia dolente non ispirata a una storia vera, ma a decine, centinaia di storie vere accumulate nel tempo. Le stesse che hanno portato alla costituzione del movimento internazionale Black Lives Matter [le vite nere contano] che denuncia e protesta contro le uccisioni di adolescenti afroamericani da parte della polizia, una piaga che negli Stati Uniti non accenna a esaurirsi continuando a essere fenomeno reiterato.

La potenza del film sta già nell’eloquente sequenza iniziale in cui il padre Maverick Carter insegna a Starr e ai suoi fratelli, ancora bambini piccoli, come comportarsi davanti alla polizia – mani a palmo aperto ben in vista, movimenti lenti e parlare solo se interrogati – con a corredo un decalogo scritto delle Pantere Nere per conoscere i propri diritti e nutrire l’orgoglio di avere la pelle nera nonostante negli USA possa costituire caratteristica pericolosa. L’immaginario quartiere di Garden Heights rappresenta in modo efficace una situazione comune ai ghetti urbani afroamericani.

Film e romanzo dipingono un’ambiente sociale con il pregio di mostrarne tutta la complessità, in un ritratto verosimile che si nutre di sfumature e conflitti difficili da sanare: la trappola dello spaccio di droga che brucia vite di giovani emarginati, in molti casi unica fonte di sopravvivenza possibile, ma arricchisce gente impegnata a vivere altrove nel lusso; l’omertà della comunità nera, alimentata dal sospetto verso forze dell’ordine e autorità, che offre rassegnata protezione al crimine; la paura, movente inconfessabile, nelle azioni della polizia.

Il coraggio della verità si inserisce in un clima di attenzione alla questione razziale sempre maggiore, un’opera che adottando i canoni del film per adolescenti speriamo possa contribuire a emancipare le nuove generazioni da stupidità e pregiudizi vecchi di secoli.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Amandla Stenberg è la giovane Starr Carter divisa tra due mondi
  3. Lotta per la giustizia / Il piccolo Sekani / La polizia pronta a soffocare la protesta
  4. Starr assiste impotente alla morte di Khalil
  5. Il padre di Starr / In negozio della famiglia Carter / King capo dello spaccio
  6. Starr e il fratello Seven / Con Khalil / Insieme al fidanzato Chris

© 2018 Twentieth Century Fox Film Corporation / TSG Entertainment Finance LLC

IN COPERTINA
Starr dà voce alla protesta
© 2018 Twentieth Century Fox Film Corporation / TSG Entertainment Finance LLC

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: The hate U give
  • Regia: George Tillman Jr.
  • Con: Amandla Stenberg, Regina Hall, Russell Hornsby, Anthony Mackie, Issa Rae, Common, Algee Smith, Sabrina Carpenter, K.J. Apa, Dominique Fishback, Lamar Johnson, TJ Wright, Megan Lawless, Rhonda Johnson Dents, Tony Vaughn, Marcia Wright, Al Mitchell, Karan Kendrick, Javon Johnson, Mike Stoudt, Tye Claybrook Jr., Andrene Ward-Hammond, Drew Starkey, Monique Yvette Grant, Kurt Yue, Marc Fajardo, DJames Jones, Abby Glover, William J. Harrison, Susan Santiago, Brittany Inge, Chantel Bryant, Brian Lafontaine, Parker Sack, Kaleigh Rivera, Chris Cavalier, Ansley Davis, Gino La Mont, Joe Hardy Jr, Jeff Cole, Nick J. McNeil, Josh Henry, Brett Gentile, Kelvin Witherspoon, Iyana Halley, Dustin Lewis, Tanya Christiansen, Myles Evans, Shay Mack, James Healy Jr, Brian Brightman, Shane Callahan, Rayven Symone Ferrell, Taj-Naranja Jenkines, Devon Libran, Moses Jones, Diallo Thompson, Sara Sanchez, Elijah Everett, Kai N. Ture, Hassan Welch, Zsane Jhe, Jimmy R. Swanigan Jr, Tristan Sanchez Nash, Jules Haven, Myra Walker, Charles Craig IV, Natalie Ragins, Marcus E. Williams, Gwen Henderson, Colette L. Coward, Karen Bryant, Alfreda Gerald, Michelle Huey, Simone J. Webster, Tiffany Graves-Davis, Eric Jackson, Ryan J. Garrett, Delrick O. White
  • Soggetto: Angie Thomas dal suo romanzo
  • Sceneggiatura: Audrey Wells
  • Fotografia: Mihai Malaimare Jr.
  • Musica: Dustin O’Halloran
  • Montaggio: Craig Hayes, Alex Blatt
  • Scenografia: William Arnold
  • Costumi: Frank L. Fleming
  • Produzione: Marty Bowen, Wyck Godfrey, Robert Teitel e George Tillman Jr. con H.H. Cooper, John Fischer e Jay Marcus in associazione con Heath Howard per State Street Pictures / Temple Hill e Fox 2000 Pictures con TSG Entertainment
  • Genere: Drammatico
  • Origine: USA, 2018
  • Durata: 133′ minuti