Distribuito negli Stati Uniti lo scorso 4 luglio, Il canto della libertà di Alejandro Monteverde ha rappresentato la sorpresa della scorsa estate cinematografica americana con oltre centottanta milioni di dollari incassati in poche settimane; un thriller indipendente arrivato dal niente senza troppa attività promozionale – distribuzione e pubblicità sono stati finanziati con una raccolta fondi pubblica, in rete – che ha il pregio di portare sotto i riflettori un’aberrante realtà.
Scritto dallo stesso regista Alejandro Monteverde con Rod Barr, il film nasce per espresso volere del suo produttore messicano Eduardo Verástegui – che nel film interpreta il miliardario Pablo Delgado – rimasto colpito dall’incontro con l’ex agente dell’FBI Timothy Ballard, attivista e fondatore dell’organizzazione Operation Underground Railroad impegnata a contrastare il traffico di minori, finalizzato allo sfruttamento sessuale.
Presentata spesso dai media come una teoria della cospirazione senza riscontri con la realtà, questa forma di schiavitù contemporanea è raccontata nel film basandosi su eventi realmente accaduti, di cui le immagini sui titoli di coda danno concreta testimonianza, concentrandosi sul periodo in cui Tim Ballard ha operato sotto copertura in Colombia riuscendo a liberare più di centoventi vittime e consegnando alla giustizia almeno una dozzina di trafficanti. Partendo dal rapimento dei piccoli Rocio e Miguel Aguillar a Tegucigalpa, in Honduras, il film pone il loro caso in primo piano a rappresentare migliaia di anonime piccole vittime, mentre svela le dinamiche di un traffico che è aumentato nel tempo fino a superare qualsiasi altra attività illegale. Come dice il protagonista in una sequenza centrale, una dose di droga si può vendere una volta sola, ma un bambino può essere venduto più volte al giorno e la gente comune, inorridita da un argomento così scabroso, non ne vuole sentir parlare.

Rompere il silenzio è il grande pregio di un film che, senza morbosità ritrae la crudeltà, ma delega all’immaginazione del pubblico ogni crudezza, dopo lo scioccante minuto di immagini reali che sui titoli di testa documenta veri rapimenti di bambini per strada. Il canto della libertà è stato duramente attaccato negli USA, dalla sinistra parlamentare e dalla sua stampa che lo ha etichettato di destra. Ma la condanna della schiavitù sessuale non dovrebbe essere unanime?

Negli ultimi tempi pressioni politiche tentano di dare dignità alla pedofilia definendola ‘orientamento sessuale’ e togliendogli ogni stigma; in quest’ottica le difficoltà del film a raggiungere gli schermi appaiono sospette. Girato nel 2018 e acquistato dalla 20th Century Fox, quando la major è stata acquisita dalla Walt Disney Company Il canto della libertà è stato accantonato e ci sono voluti cinque anni perché i produttori riuscissero a riacquistarne i diritti e a distribuirlo nelle sale.

Anche il protagonista reale della vicenda, Tim ‘Timoteo’ Ballard, interpretato con partecipazione da Jim Caviziel, noto per essere stato Gesù in La passione di Cristo di Mel Gibson, è bersaglio di attacchi feroci; la pagina Wikipedia a lui dedicata ne è esempio eloquente. Anche fossero accuse fondate, nessuna traccia della sua meritoria attività. Bill Camp è Vampiro, ex narcotrafficante votato al salvataggio, Javier Godino è il poliziotto colombiano Jorge e Mira Sorvino è la moglie di Tim.

Realizzato con l’ampio respiro narrativo di una vicenda che si snoda tra diversi Stati dell’America Latina, scegliendo di raccontare l’impresa più ardua e pericolosa svolta da Ballard, il film si spinge fino alle zone più remote e inaccessibili della foresta colombiana dominata da violenti produttori di droga. “Questo lavoro ti fa a pezzi! …e questa è la sola possibilità che ho di rimetterli insieme!” è l’accorato appello che l’agente FBI rivolge al suo superiore per farsi autorizzare la missione.

Il canto della libertà di Alejandro Monteverde è un ottimo film che dà voce alla necessità di porre fine a certe aberrazioni, non così lontane come potremmo credere; nel 2022 le denunce di sparizione di minori in Italia sono state diciassettemila, quattromila di bambini italiani. Rendere noti i fatti di una vicenda che evoca anche il caso Epstein è utile a togliere la protezione del silenzio; dopo alcune anteprime il film sarà nelle sale italiane dal 19 al 21 febbraio, distribuito da Dominus Production, per un evento in seguito ripetibile solo su richiesta degli esercenti.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. I piccoli Rocio e Miguel Aguillar / L’adescamento / Il produttore Eduardo Verástegui è Pablo Delgado
  3. L’abuso e il traffico di minori, argomento rifiutato di cui non si vuol sentire parlare
  4. Jim Caviziel incarna con partecipazione l’agente federale Tim Ballard
  5. Bill Camp è l’ex narcotrafficante Vampiro / Javier Godino è il poliziotto colombiano Jorge / Mira Sorvino è la moglie del protagonista
  6. Squadra d’attacco / L’abbraccio del padre / Il suono della Libertà
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    © 2023 Santa Fe Films / Angel Studios

IN COPERTINA

Jim Caviziel è l’agente Tim Ballard, cacciatore di pedofili e trafficanti di esseri umani
© 2023 Santa Fe Films / Angel Studios

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Sound of freedom
  • Regia: Alejandro Monteverde
  • Con: Jim Caviezel, Eduardo Verástegui, Javier Godino, Gustavo Sánchez Parra, Kurt Fuller, José Zuniga, Kris Avedisian, Mira Sorvino, Bill Camp, Manny Perez, Scott Haze, Gary Basaraba, Cristal Aparicio, Lucás Ávila, Yessica Borroto, Samuel Livingston, Carlos Gutiérrez, Hector Lucumi, Mauricio Cujar, Gerardo Taracena, Valerie Domínguez, María Fernanda Marín, Estela Inés Monteverde, Jerónimo Barón, Ethan L’Hoeste, Ariel Sierra, Jaime Newball, Jairo Ordoñez, Joseph Fuzessy, Ali Landry, Camilo Colmenares, Alina Lozano, Matt Osborne, Gustavo Angarita, James Quattrochi, Alanis Escobar, Alison Soto, Karen Cardona, Sharon Pérez
  • Sceneggiatura: Rod Barr & Alejandro Monteverde
  • Fotografia: Gorka Gómez Andreu
  • Musica: Javier Navarrete
  • Montaggio: F. Brian Scofield
  • Scenografia: Carlos Lagunas
  • Costumi: Tulia Díaz, Juliana Poveda
  • Produzione: Eduardo Verástegui in associazione con James Burnett, John Couch, Tricia Hallinan, Ryon Bingham, Tom Paschall, Tomas Córdoba, Keith Mason, Michael Manhardt, Thomas Hall e Archie Drury per Santa Fe Films, Filmed Entertainment, Metanoia e Angel Studios con il sostegno del Gobierno de Colombia
  • Genere: Drammatico
  • Origine: USA, 2023
  • Durata: 130′ minuti