Amici miei, ricordate questo, non ci sono erbe né uomini cattivi. Ci sono solo cattivi coltivatori.
                                                                                                                             Victor Hugo – Les Misérables
Un ragazzino nero esce di casa indossando il tricolore francese come un mantello, s’incontra con i compagni del quartiere – ragazzi e ragazze – per raggiungere in treno il centro di Parigi. Place du Trocadéro, gli Champs-Élysées, strade e piazze gremite di folla in festa, intenta a seguire sugli schermi dei café e nei bistrò la finale dei campionati mondiali di calcio.
L’esultanza incontenibile esplode al fischio finale che sancisce la vittoria, scene di gioia collettiva, felicità che accoglie e accomuna tutti senza distinzioni di etnia o di pelle, religione o condizione sociale, orientamento politico o genere, a qualsiasi minoranza ognuno appartenga sono tutti uniti, insieme, francesi solidali e vincenti.
Le immagini travolgenti che aprono I miserabili di Ladj Ly accompagnando la breve durata dei titoli di testa, mostra la natura effimera del sentimento di unità e di quella coesione che solo il tifo calcistico sembra in grado di far scaturire, perché dopo i momenti di euforia vissuti in comunione uno a fianco all’altro tutti sono pronti a riprendere il proprio posto nel tessuto sociale, a tornare alla propria realtà piena di difficoltà e tensioni pronte a deflagrare, là dove convivono origini culturali diverse e la vita quotidiana procede, sempre precaria, in bilico su un fragile equilibrio.

Figlio di una famiglia originaria del Mali, Il cineasta francese Ladj Ly con I miserabili fa il suo esordio nel lungometraggio di finzione, portando sullo schermo la realtà in cui vive e realizzando un affresco potente che va oltre ogni luogo comune sulle banlieue generato dalle cronache. Il titolo del film si richiama al capolavoro di Victor Hugo perché ne condivide l’ambientazione a Montfermeil, Seine Saint-Denis, in cui ancora oggi coabita una varietà multietnica di povera gente.

Le contrapposizioni tra comunità diverse, ognuna con proprie regole e leader di riferimento, ma soprattutto tra gente comune e forze dell’ordine sono raccontate in tutta la loro complessità, senza clichè che dividano gli antagonisti tra buoni e cattivi. Anche gli agenti di polizia appartengono alla massa di miserabili che si dibatte impotente e perfino Chris, il poliziotto più razzista e sgradevole interpretato da Alexis Manenti, anche sceneggiatore, è un uomo irrisolto e in fondo fragile.

I miserabili lancia un segnale d’allarme su situazioni sociali che hanno bisogno prima di tutto di una reale conoscenza dei problemi da parte delle autorità, che dovrebbero trovare soluzioni. Il brigadiere Stéphane Ruiz, interpretato da uno spaesato Damien Bonnard, è catapultato nel quartiere e deve fare molta fatica per comprendere prima di tutto gli altri agenti in servizio di pattuglia con lui, come il collega Gwada, che vivono lì dalla nascita.

Scaturita in gran parte da episodi vissuti la sceneggiatura originale per la prima metà del racconto introduce a un mondo invisibile ai più, senza pregiudizi, delineando luci e ombre dei personaggi senza la pretesa di esprimere giudizi, nemmeno nell’emblematica sequenza finale che in chiusura sembra interrogare le nostre coscienze. Una potenza narrativa che ha conquistato il Gran Premio della Giuria al 72° Festival di Cannes e la candidatura all’Oscar come film internazionale.

Adesso dopo aver conquistato tre premi César – miglior film, promessa maschile Alexis Manenti e montaggio – I miserabili di Ladj Ly doveva finalmente approdare nelle sale italiane lo scorso 12 marzo distribuito da Lucky Red, ma le norme di contenimento del virus Covid 19 che hanno costretto gli esercenti alla chiusura, ne hanno bloccato l’uscita. Speriamo di poterlo vedere presto sugli schermi.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. L’esultanza collettiva dello sport / La folla negli Champs-Élysées / Le banlieue
  3. Eterogenea umanità in precaria convivenza
  4. Alexis Manenti, anche co-sceneggiatore del film, è il poliziotto razzista Chris
  5. Damien Bonnard è il brigadiere Stéphane Ruiz / Djebril Zonga il poliziotto Gwada
  6. Testimone della verità / Cameratismo / Il regista Ladj Ly (fonte)

© 2019 Sarab Films / Rectangle Productions / Lily Films

IN COPERTINA
Il brigadiere Stéphane Ruiz con i colleghi Chris e Gwada
© 2019 Sarab Films / Rectangle Productions / Lily Films

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Les Misérables
  • Regia: Ladj Ly
  • Con: Damien Bonnard, Alexis Manenti, Djebril Zonga, Issa Perica, Al-Hassan Ly, Steve Tientcheu, Almamy Kanoute, Nizar Ben Fatma, Raymond Lopez, Luciano Lopez, Jaihson Lopez, Jeanne Balibar, Omar Soumare, Sana Joachaim, Lucas Omiri, Zordon Cauret, Steve Cauret, Diego Lopez, Omar Soumare, Abdelkader Hoggui, Djeneba Diallo, Abiatou Château, Fodjé Sissoko, Mousba Harb, Améline Fanta Gandega, Sofia Lesaffre, Marine Sainsily, Nabil Akrouti, Kija King, Abbou Sadio, Stéphane Aubert, Sébastien Buron, Dominique Cache, Sylvain Ribot, Hugo Richet, Laurent Persin, Sébastien Adenis, Emma Angamand, Xavier Rabineau, Marie Morice, Edwyne Pidery, Farès Sebhi, Mehdi Sebhi, Redouane Sebhi, Anass Aïssa, Mohammed Belgherri, Karim Benkaba, Bilel Chikri, Mamadou Coulibaly, Issa Coulibaly, Bandjougou Coulibaly, Oudjani Coulibaly, Mamadou Diaby, Fodie Diallo, Malamine Diarra, Adama Dramé, Nsola Guerschon, Sidy Koita, Amara Ly, Djibril Ly, Seydie Ly, Sambaké Madoualy, Boubakari Niakaté, Issa Siby, Ilyes Souilah, Siyakha Traoré, Ritchie Zange, Jawad Mahdioub, Zakaria Mechmache, Rachid Boujemaaoui, Saibou Diakité, Idriss Cherief, Aristide Messi-Ntsama
  • Sceneggiatura: Ladj Ly, Giordano Gederlini, Alexis Manenti
  • Fotografia: Julien Poupard
  • Musica: Pink Noise
  • Montaggio: Flora Volpelière
  • Scenografia: Karim Lagati
  • Costumi: Marine Galliano
  • Produzione: Toufik Ayadi e Christophe Barral per Srab Films, Rectangle Productions e Lily Films con la partecipazione di Canal+, Ciné+, Le Pacte e Wild Bunch con il sostegno de La Région Ile-de-France in associazione con Cinéventure 4, Cinefeel 5 e Arte / Cofinova 15
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Francia, 2019
  • Durata: 102′ minuti