Nel 1983 la Repubblica Socialista della Georgia era parte integrante dell’Unione Sovietica, mancavano ancora sei anni al crollo del Muro di Berlino, ma oltre la Cortina di Ferro il regime repressivo iniziava già a scricchiolare, scivolando inesorabilmente verso quella disgregazione inarrestabile ormai prossima.
Ostaggi di uno Stato che imponeva l’osservanza di regole assurde – era proibito fare il bagno in spiaggia dopo una certa ora o ascoltare la musica dei Beatles, strumento di ‘lavaggio del cervello’ secondo le autorità – un gruppo di giovani, figli dell’élite georgiana e perciò destinati a ruoli di rilievo nella società, iniziano a meditare la fuga.
Tra loro Nika e Ana sono una coppia prossima al matrimonio, lo sposo che di professione fa l’attore è stato scritturato per andare a girare un film nella città di Batumi, sul Mar Nero, vicino al confine con la Turchia; la confusione che tradizionalmente segue i banchetti di nozze in stile georgiano fornirà l’occasione propizia per entrare in azione, pianificando il dirottamento di un aereo di linea oltre confine.

Al quinto lungometraggio per il cinema il regista Rezo Gigineishvili con Hostages ricostruisce il tentato dirottamento dell’Aeroflot 6833 del 18 novembre 1983, un fatto di cronaca rimasto come una ferita aperta nella memoria collettiva dell’intera Nazione. Nato un anno prima degli eventi narrati, il cineasta ha passato l’infanzia ascoltando discorsi sommessi in famiglia su quei fatti ancora in gran parte avvolti dal mistero, impiegando sette anni a documentarsi da ogni fonte possibile.

Diviso in tre parti ben definite il film racconta la costruzione del complotto, svincolato da ogni valenza ideologica e dettato solo dall’esuberanza della gioventù ribelle alle regole, l’azione armata a bordo dell’aereo con il ruolo mai chiarito delle forze speciali – torna alla memoria la tragedia del teatro Dubrovka a Mosca, dove terroristi ceceni e ostaggi furono uccisi insieme col gas – e il processo successivo, seguito da condanne oltre ogni sproporzione giuridica, dettate dall’esigenza di dimostrare fermezza e fedeltà al Cremlino.

Hostages racconta in maniera efficace il clima di diffidenza e sospetto in cui erano costretti a vivere quei giovani, rivolti all’Occidente grazie a tutte le cose che per vie illecite penetravano la censura, senza la rassegnazione allo stato delle cose delle generazioni più anziane; la sequenza con l’ubriaco al tavolo nel salone dopo il ricevimento nuziale è quanto mai eloquente.
Il quadro finale è quello di una tragedia ineluttabile, la bellissima colonna sonora originale di Gia Kancheli amplifica il senso di un destino che incombe, in cui tutti finiscono per essere vittime.

Presentato nella sezione Panorama del Festival di Berlino e in cartellone alla Festa del Cinema di Roma, Hostages di Rezo Gigineishvili sarà nelle sale italiane grazie a Merlino Distribuzione dal prossimo 15 febbraio.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Sorveglianza / Le nozze di Ana e Nika / L’Aeroflot 6833 fermo sulla pista
  3. Irakli Kvirikadze è Nika
  4. Tina Dalakishvili è Ana / Costruzione di un complotto / L’ultimo momento per rinunciare
  5. Confronto / Ricerca della verità / Il dolore di una madre

© 2017 Nebo Film Company / 20 Steps Productions / Extreme Emotions

IN COPERTINA
Il gruppo dei protagonisti
[particolare della locandina]
© 2017 Nebo Film Company / 20 Steps Productions / Extreme Emotions

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Заложники
  • Regia: Rezo Gigineishvili
  • Con: Tina Dalakishvili, Irakli Kvirikadze, Giga Datiashvili, Giorgi Grdzelidze, George Tabidze, Georgi Khurtsilava, Vakhtang Chachanidze, Ekaterine Kalatozishvili, Darejan Kharshiladze, Merab Ninidze, Avtandil Makharadze
  • Sceneggiatura: Lasha Bugadze, Rezo Gigineishvili
  • Fotografia: Vladislav Opelyants
  • Musica: Gia Kancheli
  • Montaggio: Jaroslav Kaminski, Andrey Gamov
  • Scenografia: Kote Japaridze
  • Costumi: Tinatin Kvinikadze
  • Produzione: Mikhail Finogenov, Tamara Tatishvili, Rezo Gigineishvili e Vladimer Katcharava in coproduzione con Ewa Puszczynska e Boris Frumin per Nebo Film Company, 20 Steps Productions e Extreme Emotions
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Russia / Georgia / Polonia, 2017
  • Durata: 103' minuti