Dall’oscurità di uno schermo nero la voce profonda di un’anziana signora inizia a narrare una storia, la leggenda cupa delle origini di un personaggio chiamato la bambina con il cappellino rosa.
La sua nascita aveva benedetto l’unione di una coppia oppressa da un periodo di sofferenza e forte carestia, ma ben presto la bimba si era gravemente ammalata, il padre era stato a consulto dai più importanti luminari, ma senza che nessuno fosse stato in grado nemmeno di emettere una diagnosi. La piccola era, a detta dell’intero villaggio, la più bella creatura che si fosse mai vista e questo rendeva ancora più acuta la pena per la sua triste sorte segnata dalla predizione che non avrebbe visto il secondo inverno della sua giovane vita, finché al genitore giunse notizia di una maga in cima a una montagna e vi portò la figlia.
Unico requisito richiesto al padre fu di mostrarsi determinato nell’essere coraggioso, affidando al potere dell’Oscurità il corpicino della piccola ancora in fasce da cui la maga estrasse la malattia, ma nel quale lasciò un dono potente; la capacità di una seconda vista per guardare il futuro, una dote che rese ostili gli abitanti del villaggio che dopo aver consultato la bambina avevano paura delle sue visioni e non volevano più conoscere il proprio destino.

Inizia così, con questo racconto magico il film Gretel e Hansel ispirato alla fiaba dei fratelli Grimm e innestato di tante suggestioni estranee al testo originale, terzo lungometraggio diretto dal cineasta newyorkese Osgood Perkins – figlio di Anthony, indimenticabile Norman Bates in Psyco di Alfred Hitchcock – dopo l’horror psicologico February – L’innocenza del male e la storia di fantasmi Sono la bella creatura che vive in questa casa, entrambi anche scritti da lui stesso.

Atmosfere sospese e ritmi rarefatti sono una vera e propria cifra stilistica dell’opera di Osgood ‘Oz’ Perkins, uniti a una raffinatezza visiva superlativa che in Gretel e Hansel raggiunge l’apice; i temi affrontati dal suo Cinema poi possono essere ricondotti a una poetica dell’invisibile, in cui l’orrore è interiore e raramente esposto – se si escludono un paio di momenti nel film d’esordio – cui si somma in questo caso una valenza metaforica aggiunta dalla sceneggiatura firmata Rob Hayes.

Nient’affatto casualmente il film inverte l’anagrafe dei personaggi rispetto alla tradizione facendo di Gretel la sorella maggiore che deve proteggere il fratellino Hansel, assumendo così un punto di vista femminile decisamente più contemporaneo. Gli incontri col mellifluo signorotto, il cacciatore e la strega diventano metaforico percorso, dalla perdita dell’innocenza alla consapevolezza di sé e del proprio valore; quella piena sicurezza cui dovrebbe pervenire ogni individuo alle soglie della maturità.

La diciottenne Sophia Lillis, già apprezzata nel ruolo di Beverly bambina del dittico tratto dal romanzo It di Stephen King e nella miniserie Sharp objects dove incarnava la protagonista nei ricordi dell’infanzia, ha la grinta necessaria e il carisma per dare corpo alla determinazione di Gretel; in questo senso eloquente è l’immagine del primo sguardo gettato all’interno della casa della strega dalla ragazzina, un parallelo iconografico che l’avvicina all’onnipotenza di Dio.

Elegante visione che costruisce la tensione su ataviche paure come quella del buio o dell’ignoto, Gretel e Hansel di Osgood Perkins sarà nelle sale italiane dal prossimo 19 agosto con l’etichetta Midnight Factory di Koch Media distribuzione.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. La leggenda della bambina col cappellino rosa raccontata in formato panoramico
  3. Mistero e magia
  4. Piccolo e affamato Hansel nella casa della strega
  5. Un mellifluo signorotto, la strega e il cacciatore come tappe di un percorso di formazione
  6. Sophia Lillis incarna la potenza (quasi divina) di Gretel

© 2020 Orion Pictures / Bron Creative / Automatik Entertainment

IN COPERTINA
Sophia Lillis e Samuel J. Leakey sono Gretel e Hansel
© 2020 Orion Pictures / Bron Creative / Automatik Entertainment

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Gretel & Hansel
  • Regia: Osgood Perkins
  • Con: Sophia Lillis, Alice Krige, Samuel J. Leakey, Charles Babalola, Jessica De Gouw, Fiona O’Shaughnessy, Donncha Crowley, Jonathan Gunning, Giulia Doherty, Jonathan Delaney Tynan, Darlene Garr, Melody Carrillo, Nessa Last, Harry O’Cualacháin, Giedrius “Gee” Nagys, Eimear O’Grady, Brendan Condren, David Flynn, Chris Dowling, Jessica Grant, Nora Nagys, James Lawlor, Michael Murphy, Martin Kenny, Lurye Lomuro
  • Sceneggiatura: Rob Hayes
  • Fotografia: Galo Olivares
  • Musica: Rob (Robin Coudert)
  • Montaggio: Josh Ethier, Julia Wong
  • Scenografia: Jeremy Reed
  • Costumi: Leonie Prendergast
  • Produzione: Brian Kavanaugh-Jones e Fred Berger per Automatik Entertainment con Orion Pictures e Bron Creative
  • Genere: Fantastico
  • Origine: USA / Canada, 2020
  • Durata: 87′ minuti