Inno alla libertà in merito a scelte che devono appartenere esclusivamente alla sfera privata di ogni individuo, Great freedom di Sebastian Maise potrebbe apparire anacronistico in questi tempi di grande libertà dei costumi, ma la rievocazione di un periodo storico segnato dalla persecuzione di Stato diventa, soprattutto alla luce dell’emblematico finale in cui finalmente il senso del titolo trova precisa collocazione, preziosa presa di posizione politica in questa nostra contemporaneità avvelenata dall’ideologia.
Scritta dal regista austriaco con la consueta collaborazione del collega e sodale Thomas Reider, la sceneggiatura originale del film segue la vicenda umana di Hans Hoffmann abbracciando un lasso temporale di storia tedesca che va dal 1945 al 1969, anno in cui l’abrogazione della legge che istituiva il reato n°175 è stata abrogata restituendo a una fascia di popolazione la dignità di esistere.
Noto tecnicamente come §175 StGB, il relativo paragrafo del codice penale tedesco identificava i rapporti omosessuali come reati punibili con la reclusione. In vigore dalla fine dell’Ottocento fino al 1994 quando è stata definitivamente cancellata, la codifica di questo reato ha avuto nel tempo vari emendamenti e il film ne racconta gli effetti sulla vita del protagonista e di altre figure a lui vicine, nel periodo in cui la Germania Ovest – dopo la divisione seguita alla sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale – ha mantenuto nel suo ordinamento la norma così come modificata dal regime nazista. In una narrazione organizzata per blocchi temporali diversi, alternati senza seguire un filo cronologico, Great freedom mostra il crudele accanimento dell’istituzione carceraria nel punire ogni minima azione, anche la più pura e innocente, con isolamento forzato e disposizioni inumane molto vicine alla tortura.

In un inferno alimentato dalla prevaricazione dell’uomo sui suoi simili indifesi, tra tanta miseria umana, brillano nobili sentimenti di solidarietà che andando oltre ogni differenza si esprimono in vibranti momenti di sublime bellezza, come quello di un abbraccio, indispensabile, irrinunciabile, quanto del tutto insperato; cuore pulsante di un’opera estremamente toccante, rappresenta un vero e proprio riscatto, l’elevazione dalla bestialità che troppo spesso l’essere umano esprime.

Un’interpretazione di straordinaria intensità, probabilmente la migliore offerta fin qui, quella di Franz Rogowski nel ruolo del protagonista, sopravvissuto all’Olocausto e trasferito direttamente dal campo di concentramento nazista alle carceri della Germania Ovest occupata dalle forze degli Stati Uniti; l’attore tedesco, che negli ultimi anni ha iniziato a lavorare anche con cineasti italiani in film come Freaks Out e Disco boy, per questo ruolo avrebbe meritato l’EFA a cui era candidato.

Senza essere il ritratto biografico di una persona precisa, il personaggio di Hans è costruito però su testimonianze vere di uomini che a lungo hanno vissuto la carcerazione come pena inflitta a un’essenza congenita. Sono intrise di verità anche le storie degli altri compagni di prigionia, come Viktor interpretato magistralmente da Georg Friedrich, l’insegnante Leo Giese interpretato da Anton von Lucke o l’amato Oskar a cui dà forza e fragilità l’interpretazione di Thomas Prenn.

Great freedom è un’opera di altissima qualità per la sua capacità di accantonare la questione sessuale, pur determinante per il ‘reato’ al §175, lasciando fuori ogni morbosa rappresentazione dei corpi, mettendo così in primo piano il bisogno d’amore e la ricerca di un’intimità con un altro essere diverso da sé, aspirazioni comuni a tutti gli esseri umani indipendentemente dal proprio orientamento. Un’integrità di fondo splendidamente amplificata da un finale dal sapore politico.

L’altruismo e la generosità di un uomo fiero, che a dispetto di tutto attraversa la vita a testa alta, è cardine di un film davvero splendido, ma che non ha avuto purtroppo in Italia troppa fortuna; nonostante i riconoscimenti ottenuti – Premio della Giuria al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard, premio al miglior attore assegnato a Franz Rogowski al Torino Film Festival, due EFA per fotografia e colonna sonora – non ha trovato distribuzione nelle sale cinematografiche.

Adesso Great freedom di Sebastian Maise è disponibile al pubblico italiano solo e unicamente all’interno dell’offerta di abbonamento della piattaforma Mubi.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina internazionale
  2. Il passaggio dalla prigionia nei lager alla reclusione nelle carceri in continuità con terzo reich
  3. Solidarietà e sentimenti puri nella desolazione morale di un luogo di prevaricazione e bestialità
  4. La grande, sofferta, magistrale interpretazione di un grande Franz Rogowski
  5. Georg Friedrich  è Viktor / Anton von Lucke è Leo Giese / Thomas Prenn è Oskar
  6. Il bisogno di intimità con un altro essere umano
  7. Un’opera rigorosa di straordinaria, etica, bellezza
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    © 2021 Freibeuterfilm / Rohfilm Productions

IN COPERTINA

Un intenso e straordinario Franz Rogowski è il protagonista Hans Hoffmann
© 2021 Freibeuterfilm / Rohfilm Productions

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Große freiheit
  • Regia: Sebastian Maise
  • Con: Franz Rogowski, Georg Friedrich, Anton von Lucke, Thomas Prenn, Thomas Stecher, Alfred Hartung, Thomas Wehling, Mex Schlüpfer, David Burnell IV, Fabian Stumm, Joachim Schönfeld, Dirk Nocker, Andreas Patton, Daniel Wagner, Lutz Bolle, Ulrich Faßnacht, Peer Maurer, Martin Walanker, Johannes Scheutz, Bernd Eischeid, Florian Anrather, Antoine Effroy, Norbert T. Fiedler, C. Michael Gangemi, Willy Mutzenpachner, Wolfgang Fischer, Stefan Soder, Tim Breyvogel, Joshua Bader, David Carey, Ljubisa Grujcic, Daniel Jesch, Roman Just, Moshe Kvitelashvili, Robert D. Marx, Michael Masula, Austin Settle, Alkis Vlassakakis
  • Sceneggiatura: Thomas Reider, Sebastian Meise
  • Fotografia: Crystel Fournier
  • Musica: Nils Petter Molvaer, Peter Brötzmann
  • Montaggio: Joana Scrinzi
  • Scenografia: Michael Randel
  • Costumi: Tanja Hausner, Andrea Hölzl
  • Produzione: Sabine Moser, Oliver Neumann e Benny Drechsel per Freibeuterfilm & Rohfilm Productions in collaborazione con ORF Film / Fernseh-Abkommen, ZDF e Piffl Medien con il supporto di Österreichisches Filminstitut, Mitteldeutsche Medienförderung e Die Beauftragte der Bundesregierung für Kultur und Medien con Deutscher Filmförderfonds, FISA – Filmstandort Austria, Filmfonds Wien e Medienboard Berlin-Brandenburg
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Austria / Germania, 2021
  • Durata: 116′ minuti