Originale, divertente, imprevedibile El jockey del cineasta argentino Luis Ortega emana dallo schermo tutta la straordinaria libertà creativa che lo ha generato, ricco di personaggi immuni perfino alle regole della fisica che governano questo universo, è un’opera che sfugge ogni incasellamento convenzionale, perché non esiste alcuna categoria così grande da poter contenere una tale quantità di libera espressività artistica.
Già dai primi fotogrammi vediamo sfilare figure di un’umanità sofferta, persone che nel sentire comune sono definite ‘infelici’ solitamente, ma che emanano un’incredibile forza vitale, indomabile. Eloquente a questo proposito, in un frammento davvero commovente, la serenità della ragazza con sindrome di down che spinge una madre a riconsiderare i suoi parametri, dimostrando una gran gioia per la vita. È forse questo il punto focale di un film che invita a vivere intensamente senza sovrastrutture; lasciando andare ogni pretesa di controllo sull’esistenza, aperti a qualsiasi possibilità, non solo per quanto riguarda ciò che può accadere, di per sé quasi sempre incontrollabile, ma anche rispetto alla propria identità interiore, complessa e fatta di tante personalità coesistenti, non sempre in armonia, che dovrebbe rivendicarsi libera da ogni ruolo imposto dall’esterno. Cresciamo attraversando la gioventù con l’idea che un giorno tutto ci sarà chiaro e comprenderemo ogni aspetto dell’esistenza, ma prendere atto che dopo secoli di Storia umana su questo pianeta ancora non sappiamo realmente niente, è quanto mai utile e profondamente liberatorio.
Remo Manfredini è una celebrità nel mondo delle corse, un fantino spesso vittorioso sulla pista, ma con forti spinte autodistruttive che ne mettono a rischio vita e carriera; mentre la fidanzata Abril, sua compagna di scuderia, nutre una carica intensa di competitività, gli scagnozzi dell’imprenditore Rubén Sirena, losco faccendiere proprietario dei cavalli con cui corre la coppia, si mettono sulle sue tracce per impedire che possa fuggire prima di aver fatto fronte agli impegni già presi.

Uno straordinario Nahuel Pérez Biscayart dona la sua fisicità al protagonista, il famoso fantino – questo significa El jockey – Remo Manfredini, sfaccettato e mutante, ma anche dinamico e divertente come un personaggio dei cartoni animati. La spagnola Úrsula Corberó incarna la determinazione di Abril e il camaleontico Daniel Giménez Cacho dà corpo al ritratto contraddittorio dell’ambiguo Sirena, sempre ostinatamente con “il futuro” tra le braccia; certe soluzioni scenografiche attorno a lui, evocano deliberatamente Il padrino di Francis Ford Coppola.

Surreale e pieno di ritmo, con una bella colonna sonora che insieme alla musica originale del danese Jens Bjørnkjær include brani di provenienza eterogenea – dalla musica leggera latina al Lacrimosa dal Requiem di Mozart, passando per Una furtiva lacrima da L’elisir d’amore di Donizetti per la voce di Enrico Caruso – El jockey sembra rivendicare la necessità di morire molte volte in questa vita per rinascere a un’esistenza più vera, stella polare nella ricerca della propria Libertà interiore e non solo.

Pervaso dal soprannaturale, o solo intento a smascherare la natura effimera di questa realtà che forse è solo illusione, il film celebra l’impossibilità di segregare uno spirito indomito anche se recluso tra quattro mura, tenta di definire la natura dell’amicizia – “uno non ha niente da guadagnare e l’altro nulla da perdere” – e invita a lasciarsi andare senza voler pianificare ostinatamente l’esistenza. L’incontro del cineasta con un vagabondo russo vestito da donna per le vie di Buenos Aires, che affermava di non aver peso sulla bilancia, è la scintilla che ha dato vita a questa storia, che include a suggestioni da Il vagabondo delle stelle di Jack London.

Dopo l’esordio in concorso all’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove avrei tanto voluto premiata la prova attoriale di Nahuel Pérez Biscayart, adesso finalmente El jockey di Luis Ortega sarà disponibile nelle sale italiane e nelle arene estive dal prossimo 17 luglio distribuito da Lucky Red.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Il grande Remo Manfredini / La gioia di vivere della ragazza ‘sfortunata’
  3. Úrsula Corberó e Nahuel Pérez Biscayart sono Abril e Remo / Daniel Giménez Cacho è il ‘padrino’ Rubén Sirena
  4. Il coraggio di essere mutante nel flusso dell’esistenza
  5. Piccoli niños di strada / Il mondo delle corse
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    © 2024 Rei Cine Srl / El Despecho Srl / Infinity Hill Ltd / Piano / PDC

IN COPERTINA

Nahuel Pérez Biscayart e Úrsula Corberó sono Remo e Abril
© 2024 Rei Cine Srl / El Despecho Srl / Infinity Hill Ltd / Piano / PDC

courtesy Ufficio stampa Lucky Red

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: El jockey
  • Regia: Luis Ortega
  • Con: Nahuel Pérez Biscayart, Úrsula Corberó, Daniel Giménez Cacho, Daniel Fanego, Osmar Núñez, Roberto Carnaghi, Luis Ziembrowski, Jorge Prado, Adriana Aguirre, Roly Serrano, Mariana Di Girólamo, Valentina Ávila, Alberto Manuel Miyares Del Valle, Diego Notario, Luis Canduci, Sebastián Torres, Jonathan Kuhn, Daniel Giménez Cacho, Jorge Ariel Verón, Sofía Palomino, Marcelo Ferrari, Silvia Beatriz Sztyrn, Ester Victoria Sztyrn, Santiago Vicchi, Susana Pampín, Horacio Games, Juan José Cristeotte, Omar López, Rubén Albarracín, Valeria Roldán, Pablo Seijo, Karina Bazán, Giuliana Lembo, Giovanni Ezequiel Salvatierra, Noah Bautista Vera, Benjamín Mamone, Aitana Brina Miranda, Néstor Raúl Andreoli, Hilario Quinteros, Antonio Bullrich, Constanza Pulgar, Fernando Contingiani, Julián Marcove, Ariel Gigena, Roberto Oscar Perez, Odón Morán López, Sebastián Oscar Lagenheim, Abel Edgardo Ledesma
  • Sceneggiatura: Luis Ortega, Rodolfo Palacios, Fabián Casas
  • Fotografia: Timo Salminen
  • Musica: Sune Wagner
  • Montaggio: Rosario Suárez, Yibrán Asuad
  • Scenografia: Julia Freid, Germán Naglieri
  • Costumi: Beatriz Di Benedetto
  • Produzione: Benjamín Domenech, Santiago Gallelli e Matías Roveda con Esteban Perroud, Luis Ortega, Axel Kuschevatzky e Cindy Teperman con Charlie Cohen, Paz Lázaro e Nando Vila in coproduzione con Julio Chavezmontes, Pablo Cruz, Enrique López Lavigne, Diego Suárez Chialvo, Katrin Pors, Mikkel Jersin e Eva Jakobsen con Lorena Villarreal e Darian De La Fuente in associazione con Guido Naya e Ezequiel Naya con Damián Moon, Matías Tamborenea, Alejandro Mares, Sebastián Hoffman, Alejandro Musich, Amalia Amoedo, Cabo Bossi e Pol Bossi per Rei Pictures, El Despacho, Infinity Hill, Exile e Warner Music Entertainment in coproduzione con El Studio, Piano e Snowglobe con Jacinto Films e Barraca Producciones in associazione con Vix, Dim Films, Fundación Ernesto Sabato, Pampa Films e Gloria Mundi Producciones
  • Genere: Mutante
  • Origine: Argentina / Messico / Spagna / Danimarca / USA, 2024
  • Durata: 96′ minuti