Tony Castelvecchio, elegante sessantenne ricco mercante d’arte con un passato di seduttore, in prossimità del proprio compleanno riunisce tutta la famiglia allargata nella sua villa al mare: la sorella che dopo aver sepolto tre mariti ha un fidanzato nettamente più giovane di lei, le due figlie Penelope e Olivia, quasi coetanee, avute da donne diverse che non ha mai avuto intenzione di sposare, e la nipotina Elodie figlia della seconda.
Serenamente seduto al tavolo dei festeggiamenti Tony informa la famiglia del vero motivo per cui li ha riuniti tutti insieme: ha incontrato l’uomo della sua vita e adesso, dopo diciotto mesi d’amore clandestino, vuole invitare tutti al loro matrimonio già fissato fra tre settimane.
Ospiti della dépendance nel parco della villa, pretestuosamente data loro in affitto, i parenti del promesso sposo Petagna Carlo, cinquantenne vedovo proprietario di una pescheria di borgata, con due figli, una nuora e il secondo nipotino in arrivo, sono ancora all’oscuro di tutto.
Un’incauta carezza porta improvvisamente la situazione allo scoperto in un crescendo di eventi che sfuggono ogni controllo, ma al di là della sorpresa e della difficoltà di comprendere l’imprevista inversione di costumi fin lì eterosessuali, saranno le profonde differenze culturali e di estrazione sociale tra i Castelvecchio e i Petagna a rappresentare il pregiudizio più difficile da abbattere.

Nell’attuale panorama cinematografico italiano in cui la commedia è prodotto dominante, tra infelici banali luoghi comuni e rifacimenti di titoli stranieri che denunciano povertà di idee, Croce e delizia di Simone Godano brilla per originalità e intelligenza, giocando a demolire pregiudizi ancora forti nella società italiana. Dopo l’esordio con Moglie e marito il regista continua la riflessione su aspettative e ruoli sociali, ribaltando la prospettiva di altri film in cui figli impegnati in relazioni omosessuali andavano in cerca di approvazione dai genitori, innescando divertenti dinamiche tutte nuove.

Mischiando commedia e dramma come nella miglior tradizione del nostro cinema, la sceneggiatura originale firmata Giulia Steigerwalt nasce dall’idea di affrontare temi diversi – l’omosessualità al tempo delle unioni civili, lo scontro sociale tra classi, i conflitti interni alle famiglie, il giudizio dei figli verso le scelte dei genitori – tutti accomunati dall’esigenza di una profonda comprensione dell’altro, in un momento in cui la parola tolleranza – con in sé una valenza negativa di sopportazione – davanti all’aggressività, anche solo verbale, diventata valore positivo da coltivare.

Ricco di battute spesso utili ad affermare principi importanti Croce e delizia assicura una buona dose di divertimento, ma preserva anche l’amarezza senza pretendere irreali cambiamenti buonisti dai suoi personaggi; l’egocentrico congenito non saprà mai piegarsi all’attenzione per gli altri e ognuno dovrà essere accettato senza compromessi, con pregi e difetti, croci e delizie. Come uno specchio dei tempi il film mette in scena temi fondamentali, accoglienza e diversità, ma senza valenze politiche, perché oggi in fatto di costumi privati risulta difficile definire nettamente progressisti e conservatori.

Un gruppo affiatato di ottimi attori offre prove brillanti davvero notevoli, cominciando da Jasmine Trinca che nel ruolo di Penelope è il vero motore della storia e incarna perfettamente forza e fragilità di una bimba non ancora cresciuta. Un istrionico Fabrizio Bentivoglio veste i panni di Tony evitando ogni trappola caricaturale o rischio del ridicolo che un ruolo così potenzialmente porta con sé. Un sempre bravo e convincente Alessandro Gassmann è Carlo, comprensivo padre di famiglia che conquista per il suo altruismo e la capacità di ascoltare partecipe l’altro.

Filippo Scicchitano otto anni dopo il suo straordinario esordio in Scialla! (stai sereno) di Francesco Bruni è ormai consolidata certezza del nostro cinema, chiamato a incarnare il turbine di emozioni contraddittorie che animano Sandro, il figlio maggiore di Carlo già padre e molto legato all’unico genitore rimastogli. Anna Galiena interpreta con affilato sarcasmo la rassegnazione di Giulietta, la madre di Penelope convocata per dare il suo contributo a ‘fa zompà‘ il matrimonio. Lunetta Savino dà svagata spensieratezza alla zia Ida, sorella di Tony, reduce figlia dei fiori dei favolosi ’60.

Croce e delizia è uno di quei film che riconcilia con la commedia italiana, troppo spesso svilita da progetti che tentano in sala di replicare popolarità televisive, coniugando egregiamente intrattenimento e ritratto di costume. Simone Godano si conferma cineasta da tenere d’occhio, complimenti.

Didascalie immagini

  1. Locandina
  2. Tony Castelvecchio, Fabrizio Bentivoglio, serenamente informa la famiglia
  3. Petagna Carlo, Alessandro Gassmann, un approccio più difficile perché teme di ferire
  4. Jasmine Trinca è Penelope, Anna Galiena sua madre Giulietta
  5. Filippo Scicchitano è il figlio maggiore di Carlo, Rosa Diletta Rossi sua moglie Carolina
  6. La generosità di Carlo e l’egocentrismo di Tony, gli opposti si attraggono
  7. Lunetta Savino, treccia lunga e vertiti floreali, è la zia Ida / Simone Godano sul set con gli attori

© 2019 Warner Bros. Entertainment Italia S.r.l. / Picomedia S.r.l. / Groenlandia S.r.l.

IN COPERTINA
Fabrizio Bentivoglio e Alessandro Gassmann sono Tony Castelvecchio e Petagna Carlo
© 2019 Warner Bros. Entertainment Italia S.r.l. / Picomedia S.r.l. / Groenlandia S.r.l.

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Croce e delizia
  • Regia: Simone Godano
  • Con: Alessandro Gassmann, Jasmine Trinca, Fabrizio Bentivoglio, Filippo Scicchitano, Lunetta Savino, Anna Galiena, Rosa Diletta Rossi, Clara Ponsot, Giandomenico Cupaiuolo, Fabio Bizzarro, Olivia Godano, Davide Santoro, Leon Godano, Mauro Perugini, Luca Saccoia, Carla Carfagna, Andrea Onori, Annette Hickox, Fabio Morici, Daniela Di Lanna, Lucrezia Paparatto, Daniele Ciprì
  • Soggetto: Giulia Steigerwalt, Simone Godano
  • Sceneggiatura: Giulia Steigerwalt
  • Fotografia: Daniele Ciprì
  • Musica: Andrea Farri
  • Montaggio: Gianni Vezzosi
  • Scenografia: Tonino Zera
  • Costumi: Monica Gaetani
  • Produzione: Matteo Rovere e Roberto Sessa per Warner Bros. Entertainment Italia Srl, Picomedia Srl e Groenlandia Srl
  • Genere: Commedia
  • Origine: Italia, 2019
  • Durata: 100′ minuti