Daniel è un giovane ventenne detenuto per reati violenti in un riformatorio, nelle dinamiche interne all’istituto è complice dei compagni nell
’esecuzione di pestaggi, ma attratto dal fascino mistico della religione e servendo messa nella cappella del penitenziario è il più devoto dei fedeli. …forse anche per lenire un latente senso di colpa.
Nel tempo il ragazzo ha avvertito crescere in lui il desiderio di seguire la via sacerdotale, ma la macchia indelebile sulla sua fedina penale rende impossibile l’ammissione in qualsiasi seminario.
Grazie alla sua buona condotta arriva il giorno in cui Daniel deve lasciare il carcere, padre Tomasz prete del penitenziario gli ha trovato un lavoro in una segheria molto lontano, dall’altra parte del Paese e, dopo una notte di eccessi dovuti all’euforia di essere di nuovo libero, inizia il viaggio per raggiungere lo stabilimento. Arrivato sul luogo però qualche moto interiore spinge il giovane ad andarsene senza presentarsi al datore di lavoro e girovagando nella campagna arriva al piccolo villaggio vicino, proprio mentre i paesani escono dalla chiesa dov’è finita l’ultima messa del giorno.
Seduto tra le panche a parlare con una ragazza del posto Daniel dice per scherzo di essere un prete ed è subito condotto in sacrestia per indossare l’abito clericale dalla signora Lidia, la perpetua cui è riconosciuto di fatto un ruolo decisionale quasi superiore al parroco. Le finestre sono bloccate e non c’è possibilità di fuga, così una bugia detta per gioco e piccoli eventi imponderabili trasformeranno lo scherzo di un momento in un’imprevista, prolungata, opportunità di riscatto.

Presentato nel programma delle veneziane ‘Giornate degli Autori’ con un grande successo che lo ha portato fino alla candidatura all’Oscar per il Miglior Film Internazionale, Corpus Christi di Jan Komasa è un’opera sul senso della fede e sul valore del perdono, un apologo sulla natura corruttibile dell’uomo che anela sempre alla più profonda comprensione; scritto da Mateusz Pacewitz, è ispirato alla storia vera del diciannovenne Patryk che per circa tre mesi ha finto di essere un prete.

Necessità drammaturgiche hanno aggiunto il contesto del carcere minorile e i conflitti di una comunità lacerata, che il falso parroco sa lenire con la sua disarmante sincerità, per riflettere sul ruolo della Chiesa in una società ancora istituzionalmente ultracattolica come quella polacca, con la figura extra-clericale sprovvista di formazione teologica di Daniel, che paradossalmente risulta più efficace nella missione di avvicinare i fedeli e calare la parola di Dio nelle piccole cose quotidiane.

Straordinaria l’interpretazione del giovane Bartos Bielenia nel ruolo del protagonista, con la sua magrezza e la profondità di due occhi chiarissimi rimane sempre in perfetto equilibrio tra l’inadeguatezza rituale e una sorta di mistico fanatismo, disegnando perfettamente la figura complessa di un’anima tormentata che nel dare conforto agli altri cerca espiazione alle sue colpe, capace di prendere coraggio forse anche dall’amara disillusione dell’anziano parroco del villaggio.

Corpus Christi di Jan Komasa è una storia di formazione inusuale, perché Daniel ha ben consolidata la sua identità, ma si scontra con la negazione delle sue aspirazioni a una vita sacerdotale, un film intenso che sarà finalmente nelle sale italiane dal prossimo 29 ottobre distribuito da Wanted Cinema.

*** Con la riapertura delle sale dopo la pandemia, finalmente questo bellissimo film di Jan Kamasa sarà disponibile nelle sale italiane dal 6 maggio 2021. ***

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Dal riformatorio al villaggio, una nuova occasione
  3. Nel confessionale / Il villaggio / Bartos Bielenia e Eliza Rycembel sono Daniel e Eliza
  4. L’efficace vocazione di Daniel / L’abito fa autorità / Aleksandra Konieczna è Lidia
  5. Conflitti nascosti di una comunità ipocrita

© 2019 Aurum Film Bodrak Hickinbotham / WFS Walter Film Studio / Wojewódzki Dom Kultury W Rzeszowie / ITI Neovision / Les Contes Modernes

IN COPERTINA
Bartos Bielenia è Daniel sotto le mentite spoglie di padre Tomasz
© 2019 Aurum Film Bodrak Hickinbotham / WFS Walter Film Studio / Wojewódzki Dom Kultury W Rzeszowie / ITI Neovision / Les Contes Modernes

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Boże Ciało
  • Regia: Jan Kamasa
  • Con: Bartosz Bielenia, Aleksandra Konieczna, Eliza Rycembel, Tomasz Zietek, Barbara Kurzaj, Leszek Lichota, Zdzslaw Wardejn, Lukasz Simlar, Anna Biernacik, Lidia Bogacz, Malwina Brych, Bogdan Brzyski, Juliusz Chrzastowski, Radoslaw Ciucias, Mateusz Czwartosz, Maciej Duda, Andrzej Franczyk, Jan Hrynkiewicz, Lubomir Kepka, Krystian Kostow, Józef Kostycz, Alicja Majdosz, Janusz Mazurkiewicz, Boguslaw Michalek, Helena Norowicz, Tobiasz Nowakowski, Katarzyna Ostrowska, Grzegorz Palkowski, Piotr Pawlak, Janusz Poborczyk, Jolanta Rychlowska, Jakub Sierenberg, Jaroslaw Soroko, Dariusz Starczewski, Sebastian Szalaj, Aleksander Talkowski, Marta Waldera, Juliusz Krzysztof Warunek, Joanna Winnicka, Leszek Wisniewski, Tomasz Wlosok, Wojciech Zietek, Lidia Czarnecka, Antonina Dalkowska, Karolina Humanska, Agata Kacprzak, Amelia Wasilewska, Konstanty Szemraj
  • Sceneggiatura: Mateusz Pacewitz
  • Fotografia: Piotr Sobocinski Jr
  • Musica: Galperin Brothers
  • Montaggio: Przemysław Chruścielewski
  • Scenografia: Marek Zawierucha
  • Costumi: Dorota Roqueplo
  • Produzione: Leszek Bodzak e Aneta Hickinbotham con Piotr Walter, Anna Limbach-Uryn, Malgorzata Jurczak, Jakub Szurmiej, Marek Jastrzebski, Marta Kraus, Patrice Nezan e Laurent Versini per Aurum Film in coproduzione con Canal+, WFS Walter Film Studio, Podkarpackim Regionalnym Funduszem Filmowym e Les Contes Modernes con il supporto di Polski Instytut Sztuki Filmowej, CNC e Istitut Francais
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Polonia / Francia, 2019
  • Durata: 115′ minuti