Da qualche parte in Messico, un futuro non troppo distante. In una terra senza Legge dove criminali trafficanti di droga dominano incontrastati, le donne scarseggiano e bambini non ne nascono più.
Un uomo a cui i narcos hanno imposto la custodia del campo da baseball dove sono soliti ritrovarsi a giocare, cui sono state sottratte la moglie e la figlia maggiore, vive con la bimba più piccola che finge di essere un maschio, girando in presenza di estranei con una maschera da mostro sul volto e una pesante catena – a ferirle la caviglia – per non essere rapita.
Compagni di gioco della piccola che si fa chiamare Huck tre ragazzini, fuggiti dalle gabbie in cui erano stati rinchiusi dai malviventi, che vivono mimetizzati col deserto intorno al camper che la bambina divide col padre. Una situazione al limite in cui l’imperativo è sopravvivere, dove si convive costantemente col terrore di essere rapiti, torturati o uccisi; come il piccolo Ángel, cui è stata amputata la mano sinistra per punire un tentativo di fuga.
In una realtà come questa, dove la vita umana vale meno di niente, con la tossicodipendenza come facile via di fuga – utile solo a complicare le cose – Huck scoprirà di poter contare solo su se stessa, trovando dentro di sé una tale determinazione da diventare un capo.

Presentato nella prestigiosa Quinzaine des Realisateurs, sezione collaterale del Festival di Cannes creata nel 1968 dai cineasti in rivolta e giunta perciò alla 50ª edizione, Cómprame un revólver di Julio Hernández Cordón è un’opera brutale, d’ipnotica potente bellezza, realizzata prevalentemente con attori non professionisti lasciando libero spazio all’improvvisazione. Attraverso l’estremizzazione di un futuro distopico praticamente alle porte, il film riflette sulla natura violenta del Messico contemporaneo, dove euro e dollari del consumo mondiale di stupefacenti alimentano la prosperità dei Cartelli della droga.

Secondo le dichiarazioni del regista, autore anche della sceneggiatura originale, il film nasce dalla fusione di sette elementi che lo affascinavano da bambino e non a caso la piccola Huck è voce narrante lungo tutto il percorso narrativo, compresso in un paio di giorni determinanti: il romanzo di Mark Twain Le avventure di Hucklberry Finn, l’universo apocalittico di Mad Max creato da George Miller, i bimbi sperduti di Peter Pan, il baseball, i paesaggi desolati, i film di gangster e Il signore delle mosche scritto da William Golding.

La scelta del cineasta di lavorare su un piano di totale improvvisazione ha dato verità emozionante alle prove d’attore di esordienti come Ángel Leonel Corral, musicista al suo primo ruolo per il cinema, che nei panni di un padre vinto da droghe e umiliazioni, disposto a tutto per proteggere la figlia, sa dare consistenza tangibile alla paura. La figlia del regista Matilde Hernández Guinea è straordinaria nell’incarnare la fragilità e la determinazione della piccola Huck, costretta a contemplare la mattanza in un mondo che nega il suo diritto all’infanzia.

Girato prevalentemente nei dintorni della città di Hermosillo, Cómprame un revólver racconta un orizzonte violento senza mai indulgere alla sua esaltazione, concedendosi anche trovate surreali come quella di rappresentare le vittime come sagome bidimensionali sul terreno, a dare forma visiva allo sguardo della piccola ormai insensibile al quotidiano spargimento di sangue; o ancora l’immagine suggestiva di una nuvola di fumo viola, poetica visualizzazione dell’annichilirsi del padre nell’abisso della tossicodipendenza.

Cómprame un revólver è stato proiettato in anteprima italiana durante la quinta edizione di Cannes a Firenze, organizzata da France Odeon con Istitut Francais e La Compagnia, preziosa manifestazione che offre visioni inedite non sempre destinate a raggiungere le nostre sale; al momento il bellissimo film di Julio Hernández Cordón non è stato acquisito da alcun listino di distribuzione italiano.

Didascalie immagini

  1. Locandina originale
  2. Ángel Leonel Corral e Matilde Hernández Guinea sono Huck e suo padre
  3. Il terrore e l’oblio
  4. Padre e figlia con la passione per il baseball
  5. Huck e i suoi compagni di giochi
  6. Il regista Julio Hernández Cordón al lavoro sul set

© 2018 Woo Films / Burning Blue

IN COPERTINA
Huck sotto la maschera e suo padre
© 2018 Woo Films / Burning Blue

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Cómprame un revólver
  • Regia: Julio Hernández Cordón
  • Con: Matilde Hernández Guinea, Rogelio Sosa, Sostenes Rojas, Wallace Pereyda, Ángel Leonel Corral, Ángel Rafael Yanez, Mariano Sosa, Jhoan Martínez, Fabiana Hernandez, Oswaldo Sanchez
  • Sceneggiatura: Julio Hernández Cordón
  • Fotografia: Nicolás Wong
  • Musica: Alberto Torres
  • Montaggio: Lenz Mauricio Claure
  • Scenografia: Ivonne Fuentes
  • Costumi: Andrea Manuel
  • Produzione: Rafael Ley, María José Córdova, Rodrigo S. González, Diana Bustamante, Jorge Forero e Julio Hernández Cordón per Woo Films in coproduzione con Burning Blue
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Messico / Colombia, 2018
  • Durata: 84′ minuti