Polonia 1949. Wiktor è un musicista che gira le campagne insieme alla collega Irena, raccogliendo canti popolari contadini con il suo magnetofono. Il progetto prevede la creazione di una scuola in cui istruire e allenare giovani uomini e donne, fino a farli diventare una compagnia di ballo e canto popolare, che sappia valorizzare il patrimonio folkloristico polacco.
Il successo dell’operazione è tale che il Partito se ne appropria ben presto, imponendo canzoni che esulano dalla tradizione contadina improntate all’esaltazione del leader massimo, Iosif Stalin, con temi politici estranei alla vita nelle campagne. 
Già al primo incontro durante i provini d’accesso alla scuola, Wiktor è colpito dal carisma e dalla forte personalità di Zusanna – ‘Zula’ – cantante ballerina; si crea tra i due una forte tensione erotica destinata a esplodere in una passione irrefrenabile; una grande storia d’Amore capace, in un mondo complicato, di combattere caparbiamente per la propria sopravvivenza, tra partenze e ritorni, incontri e abbandoni, da entrambi i lati della Cortina di Ferro tra Berlino, Parigi e la Yugoslavia, fino all’amata odiata patria polacca.

Dopo il successo internazionale di Ida, Oscar 2014 al miglior film straniero, Pawel Pawlikowski dedica il suo nuovo film Cold war alla memoria dei suoi genitori, utilizzando i loro nomi di battesimo per i personaggi protagonisti di un’inarrestabile storia d’Amore. Una vicenda travagliata che diventa emblema di un sentimento eterno, incapace di spegnersi davanti agli ostacoli della vita, che non può morire nemmeno nei lunghi periodi di lontananza forzata.

I testi di bellissime canzoni contadine nate dal dolore e dalle umiliazioni, come tiene a ricordare agli alunni il signor Kaczmarek rappresentante del Partito, sono sottotesto che sembra calzare in modo perfetto alla storia di Wiktor e Zula, col regime che come una matrigna vuole impedire un Amore destinato a durare tutta la vita. Nel brano Dwa serduszka cztery oczy [Due cuori quattro occhi] che torna sovente nel film, vibra l’essenza del dolore di amanti destinati a essere separati.

Raccontato per frammenti, ogni grande Amore vive solo il tempo condiviso togliendo valore a tutto il resto, Cold war si snoda attraverso l’Europa fino al 1964, con il raffinato bianco e nero di Lukasz Zal e le inquadrature di Pawel Pawlikowski che già di per sé potrebbero essere, in molti casi, opere d’arte indipendenti dalla narrazione per la loro suggestiva bellezza. Un’opera sublime, con una trama tutto sommato esile, ma estremamente cinematografica per la sua potenza visiva.

In questo senso Cold war può essere accomunato a Un sogno lungo un giorno di Francis Ford Coppola, per la sua capacità di sorprendere sul piano visivo raccontando una storia minima, quasi banale.
Soprattutto il film di Pawel Pawlikowski vive di atmosfere, con il vento notturno tra gli alberi nella navigazione sulla Senna o nel tramonto della bellissima sequenza finale, intrisa di speranza: ‘andiamo dall’altra parte, il panorama è migliore‘.

Vincitore del premio per la regia al 71° Festival di Cannes, candidato a cinque statuette per la 30ª edizione degli European Film Award che saranno assegnati domani a Siviglia – miglior film, regia, sceneggiatura e interpreti principali: gli straordinari Joanna Kulig e Tomasz Kot, rispettivamente Zula e Wiktor – Cold war di Pawel Pawlikowski sarà nelle sale italiane dal 20 dicembre distribuito da Lucky Red.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Wiktor e Zula, un amore senza confini
  3. La scelta di Wiktor / Con la collega Irena
  4. Zula dalla quotidiana semplicità allo splendore della ribalta
  5. La sublime bellezza di inquadrature capaci di vivere indipendenti dalla narrazione
  6. Agata Kulesza è Irena / Alle soglie di un ritorno

© 2018 Opus Film / Apocalypso Pictures / MK Production / Arte France Cinéma / The British Film Institute / Channel Four Television Corporation / Canal+ / EC1 Łódź / Mazowiecki Instytut Kultury / Istytucja Filmowa Silesia Film / Kino Świat / Wojewodski Don Kultury w Rzeszowie 

IN COPERTINA
Tomasz Kot e Joanna Kulig sono Wiktor e Zula
© 2018 Opus Film / Apocalypso Pictures / MK Production / Arte France Cinéma / The British Film Institute / Channel Four Television Corporation / Canal+ / EC1 Łódź / Mazowiecki Instytut Kultury / Istytucja Filmowa Silesia Film / Kino Świat / Wojewodski Don Kultury w Rzeszowie

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Zimna wojna
  • Regia: Pawel Pawlikowski
  • Con: Joanna Kulig, Tomasz Kot, Borys Szyc, Agata Kulesza, Cédric Kahn, Jeanne Balibar, Anna Zagórska, Adam Woronowicz, Adam Ferency, Drazen Sivak, Slavko Sobin, Aloïse Sauvage, Adam Szyszkowski, Tomasz Markiewicz, Izabela Andrzejak, Kamila Borowska, Katarzyna Ciemniejewska, Joanna Depczynska, Gracjana Graczyk, Dominika Ladziak, Martyna Mankowska, Zofia Nowak, Anna Pas, Patryk Jurczyk, Pawel Kasprzak, Piotr Kielbasa, Damian Kuznik, Damian Muszka, Mateusz Skladanowski, Dominik Skorek, Piotr Zalipski, Mateusz Zawada, Aleksandra Yermak, Giorgio Rayzacher, Krzysztof Materna
  • Sceneggiatura: Pawel Pawlikowski, Janusz Glowacki con la collaborazione di Piotr Borkowski
  • Fotografia: Lukasz Zal
  • Montaggio: Jaroslaw Kaminski
  • Scenografia: Benoît Barouh, Marcel Slawinski, Katarzyna Sobanska-Strzalkowska
  • Costumi: Ola Staszko
  • Produzione: Ewa Puszczynska e Tanya Seghatchian con Malgorzata Bela e Piotr Dzieciol in associazione con Elisha Karmitz, Igor Ostrowski e Juliette Schrameck per Opus Film, Polish Film Institute, MK2 Films, Film4, BFI in associazione con Protagonist Pictures
  • Genere: Malinconico
  • Origine: Polonia / Francia / Gran Bretagna, 2018
  • Durata: 88′ minuti