Estate 1983, da qualche parte nelle campagne del nord Italia.
Elio Perlman, diciassettenne figlio di un professore di archeologia ebreo, passa le lunghe giornate estive trascrivendo e modificando partiture di musica classica, leggendo libri, nuotando nel fiume con gli altri ragazzi e, complice l’amica Marzia, iniziando a esplorare il mistero della sessualità.
Un giorno nel casale in cui vive con i suoi genitori arriva ospite il giovane Oliver, ventiquattrenne studente americano che sta completando una tesi di dottorato; atletico, esuberante, capace di entrare in relazione con tutti, il ragazzo si dimostra a proprio agio con qualsiasi compagnia, persino giocando a carte al tavolo di un bar con i vecchi del paese.
Complice il fatto di avergli dovuto cedere la propria camera Elio è ostile al nuovo arrivato, irritato dalla familiarità che sembra ostentare in ogni situazione, dalla popolarità che il suo bell’aspetto gli procura presso il pubblico femminile, pronto a scambiare per arroganza la semplicità con cui Oliver sa sottrarsi a ogni obbligo imposto da educazione e convenzioni.
L’antipatia irrazionale a volte cela affinità ancora nascoste, Elio sente insorgere sentimenti contrastanti dentro di sé, pulsioni sconosciute che fanno emergere territori interiori insospettati.

Chiamami col tuo nome è il romanzo d’esordio dello scrittore André Aciman, di famiglia ebraico-serafita e madrelingua francese, con un’infanzia vissuta ad Alessandria d’Egitto e l’adolescenza in Italia prima di trasferirsi definitivamente a New York. Presumibile perciò che la famiglia cosmopolita di Elio e l’atmosfera di un’estate italiana del libro riverberino un vissuto autobiografico, con la sincerità di una materia viva e personale trasferita anche sullo schermo dalla sceneggiatura firmata James Ivory e dalla sensibilità tutta cinematografica del regista Luca Guadagnino, che ha omesso ampi monologhi di voce fuori campo.

Dopo i titoli precedenti Io sono l’Amore e The bigger splash il cineasta, siciliano di nascita ma internazionale per vocazione, con Chiamami col tuo nome ha dichiarato di aver chiuso un’ideale trilogia del desiderio con un film vibrante sul turbamento del primo amore, che sta raccogliendo premi e plauso unanime fin dal trionfale esordio al Sundance Film Festival di un anno fa. Un’opera sul valore inestimabile della nostalgia di attimi preziosi irripetibili – ‘non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume‘ scriveva già Eraclito – e sull’importanza di vivere il dolore come veicolo di crescita, ma anche sul coraggio di non arretrare davanti all’Amore neppure quando il suo essere fuori dalle convenzioni ne farà scempio.

Spostando l’azione dalla riviera ligure del romanzo alla bassa Padana, con un piccolo budget da film indipendente, Luca Guadagnino ha instaurato sul set una vera convivialità vissuta da tutto il cast, creando davvero tra gli attori quella complicità così vera che trasuda anche dallo schermo, per raccontare un nucleo familiare esemplare nel non ostacolare lo sviluppo dell’individuo.
La vera rivelazione del film è il giovane Timothée Chalamer – nel ruolo di Elio ha ricevuto una candidatura ai Golden Globe come attore protagonista – che già dimostra una straordinaria maturità interpretativa dando corpo a impaccio e tensione davanti ai sentimenti, ma anche nel gestire prolungati piani sequenza ravvicinati come quello eloquente dell’inquadratura finale.

Armie Hammer offre la sua eleganza innata all’estroverso personaggio di Oliver e sfumature rivelatrici di una profonda insicurezza, mentre Michael Stuhlbarg già apprezzato protagonista in A serious man di Joel & Ethan Coen, qui nei panni del professore Samuel Perlman padre di Elio, regala uno dei momenti più toccanti nel dialogo col figlio che introduce alla parte finale del film. Chiamami col tuo nome rende omaggio al Cinema di Bernardo Bertolucci – tra i padri cinematografici dichiarati di Guadagnino – con la purezza dello sguardo sull’innocenza di una gioventù non ancora contaminata e con la collocazione geografica nei luoghi in cui fu girato Novecento, che una sequenza come quella in cui appare la foto del Duce richiama deliberatamente.

Un’opera raffinata, audace nei contenuti, ma casta nel non esporre troppo i corpi allo sguardo, che conferendo all’estate lo status di vero e proprio personaggio dilata i tempi all’orgogliosa ricerca di un ritmo ormai raro e meravigliosamente desueto. Con sei candidature agli Indipendent Spirit Award e la vittoria come miglior film ai newyorkesi Gotham Awards – premio anche a Timothée Chalamet come rivelazione – il film di Luca Guadagnino è al centro della stagione dei premi in USA, ma inspiegabilmente è stato ignorato da tutti i festival italiani.
Sarà distribuito anche sui nostri schermi grazie alla Warner Bros il prossimo 25 gennaio.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. La famiglia Perlman e l’ospite Oliver / Rinvenimenti archeologici sul lago di Garda
  3. Germogli di un’amicizia
  4. Luca Guadagnino al lavoro sul set
  5. Timothée Chalamet è Elio
  6. Armie Hammer è Oliver

© 2017 Frenesy / La Cinefacture

IN COPERTINA
Timothée Chalamet è il giovane Elio
© 2017 Frenesy / La Cinefacture

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Call me by your name
  • Regia: Luca Guadagnino
  • Con: Armie Hammer, Timothée Chalamet, Michael Stuhlbarg, Amira Casar, Esther Garrel, Victoire Du Bois, Vanda Capriolo, Antonio Rimoldi, Elena Bucci, Marco Sgrosso, André Aciman, Peter Spears
  • Soggetto: André Aciman dal suo romanzo omonimo
  • Sceneggiatura: James Ivory
  • Fotografia: Sayombhu Mukdeeprom
  • Canzoni: 'Mystery of love' e 'Visions of Gideon' scritte e interpretate da Sufjan Stevens
  • Montaggio: Walter Fasano
  • Scenografia: Samuel Deshors
  • Costumi: Giulia Piersanti
  • Produzione: James Ivory, Howard Rosenman, Rodrigo Teixeira, Marco Morabito, Peter Spears, Luca Guadagnino e Emilie Georges in associazione con Allan Neuwirth, Kim Surowicz, Susanne Filkins e Abdi Nazemian per Frenesy Film in coproduzione con La Cinéfacture in associazione con Morato Pane SpA, Faram 1957 SpA, Armando De Angelis Srl e Cinefinance Italia Srl con Water’s End Productions
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Italia / Francia / Brasile / USA, 2017
  • Durata: 132' minuti