Nel 1998 l’avvocato Rob Bilott era appena diventato socio del prestigioso studio legale Taft Stellinius & Hollister di Cincinnati nell’Ohio, specializzato nella difesa di grandi aziende del settore chimico, quando ricevette la visita inaspettata di Wilbur Tennant, un allevatore di bestiame vicino di casa – a Parkersburg nella Virginia occidentale – di sua nonna, che gli chiedeva aiuto per scoprire che cosa stesse decimando i suoi animali. Non lontano dalla fattoria dei Tennant il colosso della chimica Du Pont aveva una discarica, naturale l’insorgere del sospetto di una contaminazione all’origine del male che faceva impazzire gli animali rendendoli aggressivi e portandoli alla morte. Il legame affettivo con quei luoghi, teatro delle vacanze estive nella sua infanzia, e il senso della giustizia, movente principe delle sue azioni, impediscono a Rob Bilott di sottrarsi al coinvolgimento nel caso e contro ogni convenienza personale inizia a indagare citando la multinazionale, cliente dello studio legale di cui è associato, che lo sommerge di documenti nella speranza di neutralizzarne ogni azione. Con tenacia Rob studia le carte fino a scoprire una sostanza, definita ‘eterna’ perché praticamente indistruttibile, l’acido perfluorottanoico o PFOA conosciuto anche come C8, creato dall’industria nel 1951 e impiegato da allora per la produzione di centinaia di oggetti di uso comune. Sarà l’inizio di una battaglia legale che dopo più di vent’anni è ancora in corso.

Leggendo l’articolo del New York Times che il 6 gennaio 2016 ripercorreva la storia di questa lotta tra Davide e Golia, un gruppo di privati cittadini contro un colosso dell’industria americana, l’attore e produttore Mark Ruffalo ha intuito la possibilità di unire l’attivismo ambientale alla sua professione, dando il via al progetto di un film che raccontando il percorso dell’avvocato Bilott informa sui pericoli di un materiale, commercializzato come Teflon, presente nelle case di tutto il mondo.

A dirigere Cattive acque è stato chiamato Todd Haynes – autore di titoli come Carol, Velvet Goldmine e Lontano dal paradiso – che si cimenta per la prima volta con il genere investigativo d’impegno civile inaugurato negli anni ’70 da film come Tutti gli uomini del presidente di Alan J. Pakula, che ha poi prodotto opere come Silkwood di Mike Nichols, Insider – dietro la verità di Michael Mann e Erin Brockovich di Steven Soderbergh, fino al recente Il caso Spotlight di Tom McCarthy.

Sostenuto dalle interpretazioni di solidi professionisti, tra cui Tim Robbins nel ruolo di Tom Terp il superiore del protagonista e Anne Hathaway in quello di sua moglie Sarah, Cattive acque chiama alla consapevolezza che ogni singolo individuo può fare la differenza, un vero e proprio invito all’azione in un’epoca in cui anche le istituzioni – per incapacità, collusione o inadeguatezza – spesso abdicano al ruolo di salvaguardia della salute pubblica, creando la necessità di comitati cittadini.

La cronaca narrata in Cattive acque pone in primo piano anche l’isolamento in cui si vengono a trovare le persone che combattono, di fatto per un bene collettivo, contro potenti istituzioni che hanno interesse, tempo e risorse per prolungare all’infinito la battaglia. Dato che la comunità quasi sempre percepisce l’azienda sotto accusa come portatrice di lavoro e prosperità, in molti per paura di dover prendere atto della realtà attaccano chi rompe il silenzio denunciando.

In un mondo al collasso ambientale, in ostaggio dell’alta tecnologia e della chimica, in cui il profitto elude l’impatto sulla salute dei ‘ricettori’ – come la Du Pont definiva gli esseri umani nelle relazioni tecniche, con utile asettica spersonalizzazione – siamo bersaglio di operazioni come l’introduzione del 5G per la telefonia, potenziale grave minaccia secondo studi scientifici che si tenta di minimizzare o screditare, perseguita all’insaputa dei più che ne subiranno comunque gli effetti.

Attualissima e scottante, la conclusione di Cattive acque è che non possiamo affidarci a nessuno ed è necessaria una partecipazione individuale, per contrastare le azioni delle aziende che non hanno la salvaguardia della salute nelle voci del bilancio. Il film di Todd Haynes sarà nelle sale italiane dal 20 febbraio distribuito da Eagle Pictures.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- Le scorie industriali della Du Pont / La fattoria dei Tennant / L’immane lavoro di studiare le carte
- Mark Ruffalo nei panni del protagonista Rob Bilott
- La caparbia lotta di Bilott
- Tim Robbins è Tom Terp, socio anziano dello studio legale di Bilott, Anne Hathaway sua moglie
- La Du Pont sotto accusa / L’ambiente legale / La solitudine nella battaglia
- Persone reali coinvolte nella vicenda appaiono come comparse nel film, tra loro Bucky Bailey, nato con una malformazione a causa dell’esposizione di sua madre a sostanze tossiche durante la gravidanza e il vero Rob Bilott con sua moglie Sarah
© 2019 Participant / Willi Hill / Killer Content
IN COPERTINA
Mark Ruffalo è l’avvocato Rob Bilott
© 2019 Participant / Willi Hill / Killer Content
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Dark waters
- Regia: Todd Haynes
- Con: Mark Ruffalo, Anne Hathaway, Tim Robbins, Bill Camp, Victor Garber, Mare Winningham, Bill Pullman, William Jackson Harper, Louisa Krause, Kevin Crowley, Bruce Cromer, Denise Dal Vera, Richard Hagerman, Abi Van Andel, John Newberg, Barry Mulholland, Jeffrey Grover, Jim Azelvandre, William Bailey, Marcia Dangerfield, Brian Gallagher, Michael Haney, Barry Gene Bernson, Michael King, Greg Violand, Michael Joseph Thomas Ward, John Moll, Clara Harris, Bella Falcone, Scarlett Hicks, Amy Morse, Aidan Brogan, Nathan Slaughter, Graham Caldwell, Beau Hartwig, Jacob Bukovski, Keating Sharp, Mikel Furlow, Amy Warner, Linnea Bond, David Myers Gregory, Shyra Thomas, Ian Short, Kyndra Jefferies, Courtney Decosky, Ken Early, Kelly Mengelkoch, Annie Fitzpatrick, Buz Davis, Ronald Jenkins, Wynn Reichert, Mike Seely, Teri Clark Linden, Brian Robertson, Chaney Morrow, Jon Osbeck, Clyde Tyron Harper, Lisa De Roberts, Sara Mackie, Nathan Neorr, Barbara A. Crum, Sheryl Annette Colley, Logan Laskarzewski, Phil Fiorini, Manuel Venegas Zepeda, Jennie Malone, Jason Griggs, George Zamary, Kurt Roberson, Todd Koma Minobe, James C. Laprelle, Sydney Miles, Catch Farley, Trenton Rowland, Geoff Falk, Glen Yrigoyen, Elizabeth Marvel
- Soggetto: Nathaniel Rich dal suo articolo The lawyer who became Du Pont’s worst nightmare pubblicato dal New York Times Magazine
- Sceneggiatura: Mario Correa, Matthew Michael Carnahan
- Fotografia: Edward Lachman
- Musica: Marcelo Zarvos
- Montaggio: Affonso Gonçalves
- Scenografia: Hannah Beachler
- Costumi: Christopher Peterson
- Produzione: Mark Ruffalo, Christine Vachon e Pamela Koffler per Participant, Willi Hill e Killer Content
- Genere: Drammatico
- Origine: USA, 2019
- Durata: 127′ minuti