“O voi ch’avete li ’ntelletti sani,
mirate la dottrina che s’asconde
sotto ’l velame de li versi strani.”
Dante Alighieri
Divina Commedia, Inferno, canto IX, versi 61-63

Il sommo poeta scriveva questi versi in un mondo avvelenato dallo sterminio dei movimenti spirituali non conformi a opera della ‘Chiesa di Roma’ di cui gli eretici non riconoscevano l’autorità, critici verso l’attaccamento alla materia che nel lusso della corte papale aveva l’espressione più evidente. Dante già molto giovane aveva assistito ai roghi e, consapevole del pericolo rappresentato dall’Inquisizione, con estrema cautela disseminò la sua opera di riferimenti al catarismo, dando voce a figure come Farinata Degli Uberti – le cui spoglie furono riesumate e bruciate per eresia diciannove anni dopo la morte – o Marco Lombardo, fondatore della prima comunità catara di Concorezzo in Lombardia, a cui nel XVI canto del Purgatorio è affidato un discorso centrale sul libero arbitrio.
Questa inedita considerazione su valori nascosti tra le righe della Divina Commedia è tra le perle del documentario Bogre – la grande eresia europea di Fredo Valla, preziosa indagine che fa riemergere dalle nebbie del tempo memorie di una Fede diversa da quella dominante, che si è tentato di cancellare in modo cruento dalla Storia e non soltanto col fuoco. Perché non restasse alcuna traccia fisica di coloro che hanno abbracciato l’eresia, una Chiesa così attaccata alla dimensione materiale riteneva massimo disprezzo spargerne le ceneri, con l’idea che il giorno del Giudizio l’impossibilità a ricomporne i corpi fisici avrebbe impedito loro di partecipare alla Resurrezione. L’onnipotenza di Dio in questo caso, non era presa in considerazione nemmeno dai vertici ecclesiastici.
Ma… ironia della sorte, proprio i carnefici hanno permesso al pensiero dei bons hommes, colpevole in molti casi di aver solo precorso i tempi, di giungere fino a noi; da registri e verbali degli interrogatori conservati con cura dai tribunali del Braccio Secolare dell’Inquisizione abbiamo oggi idee, pensiero e informazioni di un movimento spirituale che, nonostante la pervicace volontà di sterminio, non è mai stato davvero estirpato del tutto.

Diviso in quattro atti, che declinano il tema in altrettante parti d’Europa, dalla Bulgaria alla Francia e dall’Italia alla Bosnia, il film mette in scena la ricerca stessa dell’autore Fredo Valla, il suo incedere in luoghi che sono stati teatro degli eventi più efferati, con interviste a esperti di storia e teologia. Il titolo Bogre poi è una parola occitana che significa ‘bulgaro’ usata come insulto, inteso come persona falsa di cui diffidare, con radici etimologiche medioevali, del tempo in cui così venivano chiamati, con disprezzo, i catari.

Bogomìli in Bulgaria dal fondatore il pope Bogomil, in Francia e Italia catari o albigesi, dalla città di Albi. Qualunque sia il nome utilizzato per definirli si trattava sempre di movimenti religiosi riconducibili a un’unica vasta corrente spirituale trasversale d’Europa, improntata al dualismo – che poteva essere moderato o assoluto, secondo il Credo dei vari gruppi – temuta dall’autorità dominante, perché l’idea del dualismo assoluto che considerava la materia creata dal Male e lo spirito dalle forze del Bene, era ritenuta molto pericolosa.

Un concetto tale, neanche centrale nei discorsi pubblici degli eretici, consegnava infatti al popolo analfabeta l’idea che la realtà fatta di sofferenze che viviamo in questa vita è già l’inferno, disinnescando la paura delle fiamme eterne e togliendo al clero lo strumento principe di dominio sulle coscienze. Le idee viaggiavano veloci e prendevano piede a dispetto delle differenze culturali tra i popoli, dalla Persia sono arrivati i germogli di questa Fede, per cui è stato coniato il detto poetico Ex Oriente Lux, la Luce viene da Oriente, come il sole che è fonte ed emblema di vita.

Molto importanti per dare al film una dimensione coinvolgente sul piano emozionale, oltre quella più intellettuale della conoscenza storica, sono i contributi di Giovanni Lindo Ferretti, che dà voce agli inquisitori attraverso le pronunce di anatema vergate allora su carta, e soprattutto dell’attore Olivier de Robert che con estrema empatia rievoca tante storie personali, di povera gente sottoposta a tortura psicologica con interrogatori mirati a ottenerne l’abiura. Nei registri dell’Inquisizione, a certificarne la crudeltà, ricorrenti sono i casi di madri che hanno denunciato i propri figli.

A lungo si è coltivata l’idea che gli eretici fossero gente semplice e illetterata, facili da irretire e manipolare, a questo stereotipo fa riferimento il personaggio di Salvatore ne Il nome della rosa di Umberto Eco, ma la realtà è più complessa e articolata; l’eresia catara, e non solo, era una Chiesa strutturata con i Perfetti spesso laureati in teologia, che quindi operavano una scelta consapevole in contrapposizione al materialismo clericale di Roma e l’apostasia era un fenomeno ricorrente, da entrambi i lati delle posizioni contrapposte.

Bogre – la grande eresia europea di Fredo Valla è un’opera di estremo valore, densa di tanti materiali e documenti sconosciuti ai più, è possibile acquistarne la visione – ripetibile e senza scadenze – creandosi un profilo sul sito ufficiale del film con un contributo di 4,99€ per l’acquisto di un film assolutamente da non perdere.
“I perseguitati non hanno sempre ragione,
ma i persecutori hanno sempre torto!”
Pierre Bayle (1647-1706)