Presentato in concorso al 77° Festival di Cannes, Bird è il quinto lungometraggio dell’inglese Andrea Arnold, un’opera affascinante che offre un ritratto umano di potente leggerezza immerso in un disagio sociale pesante. Una storia originale scritta dalla stessa regista, che si apre a percezioni inconsuete della realtà, con un forte impatto testimoniato dalla giuria di adolescenti che gli ha assegnato – meritatissimo – il premio al miglior film in Alice nella Città, sezione autonoma della Festa del Cinema di Roma.
La dodicenne Bailey vive nella contea di Kent, in un palazzo occupato abusivamente dalla piccola comunità di cui fa parte insieme al padre Bug; abituata a fare i conti con la distrazione del genitore, ancora troppo giovane, dimostra nei fatti una maturità e un’autonomia nell’affrontare ogni problema da sola, che la fanno sembrare più grande della sua età.
La ragazzina divide la sua stanza con il fratello Hunter di quattordici anni, figlio di madre diversa, in una famiglia fuori da ogni convenzione comune frutto di precoci paternità; il ragazzo è membro di una gang che ha  sempre qualcuno da ‘sistemare’ e rifiuta di assecondare la sorella che vorrebbe entrare con lui a farne parte. Un giorno, seguendo di nascosto il gruppo impegnato in una spedizione punitiva, Bailey è costretta alla fuga dal suono di sirene in avvicinamento e, nel delirio di momenti concitati, corre via senza meta perdendo ogni punto di riferimento. Scavalca una recinzione e, come l’attraversamento di un confine sconosciuto, si trova in un luogo inconsueto, simbolo metaforico di una dimensione ancora inesplorata. È qui, in mezzo alle forze della Natura, che fa l’incontro determinante con l’enigmatico Bird, uno sconosciuto che le darà la forza di superare la difficoltà dell’inevitabile cambiamento, coinciso con la repentina decisione del padre di sposarsi.

Spesso ricorrente a permeare un po’ tutto il Cinema di Andrea Arnold, la presenza di figure in trasformazione colte sul punto di evolvere in qualcos’altro in Bird sono incarnate in maniera straordinaria dall’esordiente assoluta Nykiya Adams, che nelle larghe felpe di Bailey abbandona letteralmente l’infanzia davanti i nostri occhi, con un diventare donna palesato esteriormente attraverso l’esaltazione della femminilità, ma anche nella dimensione intima del personaggio con frammenti di ricordi improvvisi a rivelarne le emozioni.

Un linguaggio interno al film costruito con l’abile lavoro di montaggio firmato da Joe Bini, che letteralmente entra nell’anima della protagonista rivelando sentimenti e rappresentando la nascita del fiore di mitica memoria, che spunta nel fango del degrado circostante. Sempre più bravo di ruolo in ruolo, l’irlandese Barry Keoghan – dopo gli indimenticabili personaggi incarnati in Gli spiriti dell’isola di Martin McDonagh e Saltburn di Emerald Fennell – è Bug, l’immaturo e infantile genitore della ragazzina, tutto coperto di tatuaggi.

A dare forma alla figura quasi magica del personaggio che dà il titolo al film, il sempre più cosmopolita Franz Rogowski rappresenta l’imponderabile, la forza indomabile della Natura annunciata da un vento antico e inarrestabile che aggiunge al racconto una dimensione di insondabile poesia. Dopo le incursioni nel cinema italiano – Freaks Out di Gabriele Mainetti, Disco Boy di Giacomo Abruzzese, Lubo di Giorgio Diritti – il grande attore tedesco è stato scelto da Andrea Arnold per una questione di pura energia, oltre l’indiscutibile talento di saper affrontare magistralmente qualsiasi ruolo.

Girato in diverse zone del Kent tra cui anche Dartford, città natale della regista, Bird è ambientato nei luoghi urbani della sua infanzia, rivelando una presumibile forte componente autobiografica, certamente sul piano emozionale, nel racconto dell’affacciarsi di Bailey all’età adulta. Con i titoli di coda realizzati in modo inconsueto – l’elenco alfabetico delle persone che hanno partecipato alla realizzazione senza indicazione del ruolo in produzione – a voler sottolineare come il film sia prodotto di lavoro collettivo, Bird segna l’esordio anche del giovane Jason Buda nei panni del fratello quattordicenne Hunter.

Bird di Andrea Arnold è un film, sotto apparenze a tratti ruvide, di dolcissima poesia che invita a lasciare scorrere via i momenti felici, senza tentare l’impossibile cercando di trattenerli; adesso è finalmente nelle sale italiane distribuito da Lucky Red.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Ritratto di crescita della giovane Bailey
  3. L’esordiente Nykiya Adams è la protagonista Bailey
  4. Un sempre ottimo Barry Keoghan è Bug, l’immaturo padre della protagonista
  5. Franz Rogowski è il personaggio quasi magico di Bird
  6. Jason Buda è Hunter, fratello di Bailey / L’imponderabile cambiamento che incombe …o forse veglia su di noi
    © 2024 House Bird Limited / Ad Vitam Production / Arte France Cinéma / British Broadcasting Corporation / The British Film Institute / Pinky Promise Film Fund II Holdings LLC / First GenContent LLC / Bird Film LLC

IN COPERTINA

Nykiya Adams è Bailey nell’immagine guida diffusa per prima
foto © Atsushi Nishijima
© 2024 House Bird Limited / Ad Vitam Production / Arte France Cinéma / British Broadcasting Corporation / The British Film Institute / Pinky Promise Film Fund II Holdings LLC / First GenContent LLC / Bird Film LLC

courtesy Ufficio stampa Lucky Red

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Bird
  • Regia: Andrea Arnold
  • Con: Nykiya Adams, Franz Rogowski, Barry Keoghan, Jason Buda, Jasmine Jobson, Frankie Box, James Nelson Joyce, Jason Williamson, Sarah Harber, Rhys Yates, Joanne Matthews, Kirsty J. Curtis, Calum Speed, Andrew Richard Bryant
  • Sceneggiatura: Andrea Arnold
  • Fotografia: Robbie Ryan
  • Musica: Burial
  • Montaggio: Joe Bini
  • Scenografia: Maxine Carlier
  • Costumi: Alex Bovaird
  • Produzione: Lee Groombridge, Tessa Ross e Juliette Howell con Sarah Cloke in associazione con Sherie Myers e Adam Paulsene in coproduzione con Olivier Père per House Productions con la partecipazione di BBC Film, BFI, Pinky Promise, First Gen, Access Entertainment, Canal+, Ciné+, Arte France e Ad Vitam in coproduzione con Ad Vitam Productions e Arte France Cinéma
  • Genere: Poetico
  • Origine: Regno Unito / USA / Francia / Germania, 2024
  • Durata: 118′ minuti