Afferra la mia mano / la vita è ciò che ti accade / mentre sei intento a fare altri progetti […] Ogni giorno in ogni modo / andrà sempre meglio / bellissimo, bellissimo, bellissimo / Bellissimo ragazzo
                                  John Lennon – Beautiful boy (darling boy)

Avere un figlio e accompagnarlo nella crescita, assistere al suo fianco a ogni conquista giorno dopo giorno, è un’esperienza esaltante dell’esistenza umana e al pensiero della sua indipendenza futura possono essere innumerevoli le insidie del mondo a turbare il sonno dei genitori, elementi esterni tangibili; difficile invece immaginare che la minaccia più ardua da sconfiggere possa arrivare dall’interno, subdola e strisciante perché invisibile e in apparenza astratta, ma non lo sono gli effetti devastanti che porta con sé in termini di paura, pericolo e dolore. Il giornalista indipendente David Sheff ha raccontato in un libro diretto e sincero, scritto durante notti insonni come strumento di conforto senza idea di pubblicazione, la lunga battaglia intrapresa nell’arco di quasi dieci anni per strappare il figlio primogenito Nicolas alla dipendenza da metamfetamine, trattando il tema con verità quasi brutale e mettendo a fuoco la considerazione che la tossicodipendenza è un radicato demone interiore, una vera e propria malattia clinica vicina alle azioni ossessivo compulsive, che perciò non deve essere criminalizzata.

Il fiammingo Felix Van Groeningen ha raggiunto fama mondiale quando il suo Alabama Monroe – una storia d’amore è stato candidato all’Oscar per il miglior film straniero, Beautiful boy rappresenta il suo primo titolo nato da un progetto altrui. Scritta insieme all’australiano Luke Davies, nominato all’Oscar per l’adattamento di Lion – la lunga strada verso casa e sensibile al tema per i suoi trascorsi con l’eroina, la sceneggiatura fonde il libro di Davis Sheff col memoriale pubblicato da suo figlio Nic con il titolo Tweak.

Il risultato sta in equilibrio tra due punti di vista paralleli della stessa vicenda. La struttura narrativa del film, tutto sommato lineare, è piena di digressioni con fuggevoli memorie a simulare libere associazioni tra pensieri e percorsi mentali propri dell’esperienza umana, che vanno a costruire un forte filo emotivo capace di trasmettere il valore di luoghi e parole nel vissuto dei personaggi. L’ottimo lavoro di selezione degli attori garantisce poi continuità alla figura del figlio, con interpreti diversi secondo l’età.

Fondamentale in un dramma come questo il ruolo della recitazione e Beautiful boy sfoggia grandi prove attoriali. Steve Carell nel ruolo del padre David conferma una statura da interprete drammatico, emersa con Foxcatcher – una storia americana di Bennett Miller dopo le tante commedie brillanti che lo hanno portato al successo.
Timothée Chalamet, dopo Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, offre naturale luminosità al ritratto di Nic, vulnerabile e degno d’amore anche quando colpevole degli atti peggiori.

Jack Dylan Grazer contribuisce al ritratto del figlio intelligente e pieno di entusiasmo, perciò ancora più straziante vederlo andare a fondo, interpretando il ruolo di Nic dodicenne. La colonna sonora di Beautiful boy adotta solo musica esistente, una scelta del regista per cercare impostazioni meno convenzionali, che va a costituire un efficace tappeto sonoro capace di trasmettere una vasta gamma di emozioni, con brani spesso citati nei libri originali degli Sheff e parte integrante del loro doloroso vissuto.

Oggi negli Stati Uniti l’overdose è la principale causa di morte tra i minori di cinquant’anni, il film di Felix Van Groeningen facendo un ritratto onesto della tossicodipendenza vuole abbattere il tabù che colpevolizza le vittime, perché riconoscerne la fragilità è il primo passo per non abbandonarle alla vergogna e al senso di colpa verso familiari costretti ad assistere impotenti alla perdita, in una forma di lutto terribile, che induce per sopravvivenza a uccidere la speranza di un recupero, considerando morto chi ancora in vita.

Illuminato dalla fotografia di Ruben Impens, storico collaboratore del regista belga, Beautiful boy è un film doloroso ma pieno di speranza che, dopo esser stato presentato in anteprima nazionale alla Festa del Cinema di Roma, sarà finalmente nelle sale italiane dal prossimo 13 giugno grazie a 01 Distribuzione.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. L’avventura di crescere un figlio
  3. Punti di vista diversi e distanti sulla stessa esperienza esistenziale
  4. Steve Carell è il padre David Sheff
  5. Timothée Chalamet è il figlio Nicolas
  6. Maura Tierney è Karen, seconda moglie di David / La nuova famiglia Sheff / Nic e il fratello Jasper
  7. Amy Ryan è la madre di Nic / Associazioni di parenti uniti per dare supporto / Overdose

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IN COPERTINA
Timothée Chalamet e Steve Carell sono Nic e David
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SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Beautiful boy
  • Regia: Felix Van Groeningen
  • Con: Steve Carell, Timothée Chalamet, Maura Tierney, Kaitlyn Dever, Lisagay Hamilton, Timothy Hutton, Andre Royo, Amy Ryan, Amy Forsyth, Jack Dylan Grazer, Oakley Bull, Christian Convery, Amy Aquino, Carlton Wilborn, Stefanie Scott, Marypat Farrell, Kue Lawrence, Brandon Cienfuegos, Cheska Corona, Mandeiya Flory, Martha T. Newman, Minerva Garcia, Nikki Snipper, Anastasia Leddick, Zachary Rifkin, Edward Fletcher, Justin Townes Earle, Seann Gallagher, Brooklin Thacher, Julian Works, Sasha Kelly Jackson, Tom Beyer
  • Soggetto: David Sheff dal suo libro Beautiful boy e Nic Sheff dal suo libro Tweak
  • Sceneggiatura: Luke Davies, Felix Van Groeningen
  • Fotografia: Ruben Impens
  • Montaggio: Nico Leunen
  • Scenografia: Ethan Tobman
  • Costumi: Emma Potter
  • Produzione: Brad Pitt, Dede Gardner e Jeremy Kleiner in coproduzione con Marsha L. Swinton per Plan B Entertainment e Amazon Studios in associazione con Big Indie Pictures
  • Genere: Drammatico
  • Origine: USA, 2018
  • Durata: 120′ minuti