Sobborghi alla periferia di Sidney, Australia, nello stesso quartiere convivono fianco a fianco mondi sociali diversi, esponenti del ceto medio con le loro agiatezze accanto a case popolari in cui famiglie più sfortunate lottano faticosamente per la sopravvivenza.
Milla Finlay è una ragazzina di sedici anni figlia unica di Henry e Anna, psicoterapeuta lui, pianista affermata lei che ha rinunciato però alla musica quando si sono manifestati i primi problemi di salute della figlia.
Un giorno mentre è in attesa del treno che la porta alla sua lezione di violino, Milla incontra alla stazione il ventitreenne Moses quando improvvisamente le inizia a sanguinare il naso, lui senza esitazioni si toglie la camicia e gliela preme sul viso per fermare il flusso; è il lampo di un istante, qualcosa scatta tra queste due giovani anime giunte fin lì, a quel momento determinante, da mondi lontani e distanti. Moses vive randagio fuori da ogni regola senza fissa dimora, tatuaggi anche sul viso che ne fanno intuire il disagio, tra piccoli furti e saltuarie attività di spaccio; i suoi modi diretti senza compromessi dettati dall’assenza di educazione irrompono nella vita così ordinata di Milla, tra codici convenzionali e serena agiatezza assicurata dai genitori. Gli stessi che ne fanno oggetto della loro protezione amplificata dalle preoccupazioni per la sua salute, perciò accantonando la diffidenza per amore della figlia e contro ogni ragionevole opzione dettata dal buonsenso, la famiglia Finlay accetta nella propria casa questo scapestrato problematico, ma così vitale da essere fonte di gioia per Milla. Niente e nessuno sarà più come prima.

Nel conflitto tra codici di comportamento universalmente accettati, dei rapporti tra genitori e figli, ma anche in senso più lato tra membri di un nucleo familiare e resto della società circostante, in contrapposizione con le azioni paradossali e fuori dai canoni indotte dalla presenza di Moses nella famiglia Finlay scaturisce l’ironia in Babyteeth – tutti i colori di Milla di Shannon Murphy creando una commedia drammatica dolceamara di forte impatto emotivo, sul tema del dolore e della ribellione.

Esordio nel lungometraggio per Shannon Murphy, Babyteeth [dente da latte] è tratto dell’omonima opera teatrale di Rita Kalnejais che nel 2012 ha debuttato al Belvoir St Theatre di Sidney e di cui l’autrice ha curato personalmente l’adattamento. In un’estetica – anche cromatica – ispirata alle fotografie di William Eggleston il film mette in scena personaggi, ognuno a suo modo, disfunzionali che tentano di affrontare meglio che possono il dolore che le traversie della vita hanno in serbo per tutti.

Un inno alla gioia di vivere che esige anche la lucidità di pensare la morte come eventualità della vita, nella società contemporanea che di fatto coltiva un tabù sempre molto forte su quell’inevitabile ultima soglia da varcare. Grandi prove attoriali: Ben Mendelsohn dà a Henry ironica fragilità, Essie Davis incarna lo smarrimento di Anna in lotta tra il proprio istinto materno e l’esuberanza della figlia, interpretata da Eliza Scanlen che con impercettibili sguardi sembra cercare la nostra complicità.

Il giovane Toby Wallace con il ruolo determinante di Moses ha vinto il premio Marcello Mastroianni per l’attore emergente alla 76ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia, dove Babyteeth ha esordito in concorso. Oggetto non convenzionale, l’opera prima di Shannon Murphy dopo tanta attesa causata dall’emergenza sanitaria è arrivata finalmente nelle sale italiane grazie a Movie Inspired, distribuzione che nel tempo si è saputa costruire un listino di alta qualità.

Importante la scelta di attendere la riapertura delle sale senza cedere Babyteeth alle piattaforme, non solo per le preferibili dimensioni dello schermo, ma anche perché un film come questo nella risposta ilare della visione collettiva a Venezia ha amplificato la sua ironia con un effetto difficile da ricreare con la visione domestica; forse la distribuzione in rete negli USA, in un 2020 da dimenticare, ha condizionato la scarsa attenzione ottenuta dal film nella stagione dei premi che volge al termine.

Shannon Murphy ha comunque ricevuto una candidatura per la regia ai Bafta – British Academy Film Awards per questo meraviglioso esordio. Babyteeth – tutti i colori di Milla è un’opera ironica e straziante in egual misura, da amare incondizionatamente.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Il primo incontro tra Milla e Moses
  3. Genitori spinti oltre il confine delle convenzioni
  4. Un gruppo di personaggi umanissimi e disfunzionali
  5. Straordinario Ben Mendelsohn è Henry / Essie Davis è sua moglie Anna / Eliza Scanlen è Milla
  6. Toby Wallace è lo scapestrato Moses
  7. La gioia della vita / Il momento dell’inevitabile / L’esordiente Shannon Murphy a Venezia 76
    (fonte)

© 2019 Whitefalk Films Pty Ltd / Spectrum Films / Create NSW / Screen Australia

IN COPERTINA
Eliza Scanlen è la sedicenne Milla nell’immagine simbolo del film
© 2019 Whitefalk Films Pty Ltd / Spectrum Films / Create NSW / Screen Australia

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Babyteeth
  • Regia: Shannon Murphy
  • Con: Eliza Scanlen, Toby Wallace, Emily Barclay, Eugene Gilfedder, Essie Davis, Ben Mandelsohn, Michelle Lotters, Sora Wakaki, Renee Billing, Zack Grech, Georgina Symes, Edward Lau, Charles Grounds, Jack Yabsley, Andrea Demetriades, Ashley Hanak, Quentin Yung, Jaga Yap, Priscilla Doueihy, Shannon Dooley, Justin SmithTyrone Mafohla, Arca Das, Lucy, Quiz
  • Sceneggiatura: Rita Kalnejais dalla sua commedia omonima
  • Fotografia: Andrew Commis
  • Musica: Amanda Brown
  • Montaggio: Steve Evans
  • Scenografia: Sherree Philips
  • Costumi: Amelia Gebler
  • Produzione: Alex White per Whitefalk Films Pty con Screen Australia in associazione con Create NSW in associazione con Spectrum Films, Weiranderson.com e Jan Chapman Films
  • Genere: Catartico
  • Origine: Australia, 2019
  • Durata: 125′ minuti