Aspettando il re 1Nella maggior parte dei casi la narrazione nei film è tesa verso una qualche meta da raggiungere o un obiettivo capace di risolvere ogni controversia, delineando infine un racconto definito e di regola autoconclusivo. Ma esistono anche storie più vicine al flusso reale della vita in cui niente è così nettamente definito, l’imperfezione impera e sentimenti contrastanti si alimentano a vicenda simultaneamente, raccontando una porzione temporale senza orientamento; proprio come succede fuori dallo schermo, dove non sappiamo mai bene verso cosa stiamo andando, quale possa essere la meta da raggiungere e come arrivarci, né su quanto tempo a disposizione possiamo contare. A questo genere appartiene Aspettando il re di Tom Tykwer, commedia ironica e malinconica su un uomo in crisi esistenziale catapultato lontano da casa, in una situazione drammatica da cui emerge però la comicità paradossale che spesso si nasconde e convive con le avversità.
Alan Clay ha alle spalle responsabilità per il fallimento di un’azienda e del suo matrimonio, nel tentativo di riemergere, oppresso da inevitabili difficoltà economiche, accetta di volare in Arabia Saudita per presentare al re un nuovo sistema di video conferenza a distanza con proiezione di ologrammi. L’imperativo è chiudere il contratto con la vendita, se vuole tornare ad avere una posizione sociale.
Aspettando il re 2
Trasposizione cinematografica del romanzo Ologramma per il re di Dave Eggers, il film usa il pretesto del viaggio d’affari per spostare un cittadino medio degli Stati Uniti, nato e vissuto a Boston come l’autore, in un contesto geografico e culturale a lui completamente alieno in equilibrio fra tradizione arcaica e avanguardia tecnologica, per cui nutre inevitabilmente pregiudizi e coltiva stereotipi alimentati dall’ignoranza. Nel rappresentare il confronto tra culture differenti Aspettando il re sembra mettere in discussione il dogma consolidato della mentalità occidentale che cerca sicurezza in un’ossessiva pianificazione e, davanti all’imponderabilità degli eventi, invita ad affrontare il percorso esistenziale via via che le cose accadono.
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Tom Hanks finalmente lontano da corse senza senso tra inferni e codici Da Vinci, nel ruolo di Alan ritrova tutta la sensibilità del commediante di razza, dando al protagonista la spaesata vulnerabilità di un uomo vinto, ma che non cede neppure all’assenza di orizzonti.
Il doppio premio Oscar per Philadelphia e Forrest Gump aveva esternato il suo apprezzamento al libro di Dave Eggers e quando, con il tedesco Tom Tykwer che lo aveva già diretto con i fratelli Wachowski in Cloud Atlas, ha incontrato l’autore è stato testimone dell’originale contratto stipulato tra scrittore e cineasta per la realizzazione del film; data la reciproca fiducia tra i due, su un tovagliolo di carta firmato da entrami era scritto semplicemente: ‘prometto di non fare lo stronzo‘.
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Sottile e articolato, Aspettando il re introduce a un mondo in bilico fra antico e moderno restituendo il sentimento di un Paese che sembra tollerare lo straniero senza mai accoglierlo veramente. Il regista Tom Tykwer ha inserito nel film anche un pericoloso episodio reale di cui è stato protagonista, quando in viaggio sull’auto della sua guida attraverso l’Arabia Saudita, ha mancato l’uscita dell’autostrada riservata agli ‘infedeli’ e si è ritrovato a La Mecca su suolo rigorosamente proibito a chi non è mussulmano.
L’autista Yousef che nel film accompagna Alan in giro, ispirato all’uomo che casualmente in anni diversi è stato guida sia di Eggers che di Tykwer, è interpretato da Alexander Black, statunitense di origini egiziane con straordinari tempi comici, esuberante e capace di rubare la scena anche a Tom Hanks.
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Girato in Marocco nel Sahara occidentale, dato il rifiuto di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti a dare consenso alle riprese sui loro territori, Aspettando il re è ambientato tra la città di Gedda e quella fantasma in mezzo al deserto denominata KAEC – King Abdullah’s Economic City che nella versione italiana del film è diventata ‘Reale Metropoli dell’Economia e degli Affari’.
La nuova città in costruzione, vera e propria cattedrale nel deserto, luogo di comici paradossi come gli addetti che spazzano via la sabbia o i soldati coi piedi a bagno sul posto di guardia, nella sua incompiutezza diventa tangibile rappresentazione del messaggio che il film vuole trasmettere: conquistare una serenità significa vivere accettando l’incompiutezza delle cose.
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Il finale invita a credere che sia più conveniente attraversare l’esistenza come se la fine non esistesse, senza sprecare tempo a inseguire soluzioni impossibili, perché vivere è il più magnifico dei problemi.

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: A hologram for the king
  • Regia: Tom Tykwer
  • Con: Tom Hanks, Alexander Black, Sarita Choudhury, Sidse Babett Knudsen, David Menkin, Megan Mczko, Christy Meyer, Tracey Fairaway, Eric Meyers, Jane Perry, Khalid Laith, Amira El Sayed, Abdullah Al Muslemani, Jay Abdo, Waleed Elgadi, Dhafer L’Abidine, Zaydun Khalaf, Ben Whishaw, Tom Skerritt
  • Soggetto: Dave Eggers dal romanzo Ologramma per il re
  • Sceneggiatura: Tom Tykwer
  • Fotografia: Frank Griebe
  • Musica: Johnny Klimek & Tom Tykwer
  • Montaggio: Alexander Berner
  • Scenografia: Uli Hanisch
  • Costumi: Pierre-Yves Gayraud
  • Produzione: Uwe Schott e Stefan Arndt con Arcadiy Golubovich, Tim O’Hair e Gary Goetzman in coproduzione con Léonard Glowinski per Playtone, X Filme Creative Pool e Primeridian in coproduzione di Vingt Deux Heures Vingt Deux e WS Filmproduktion in associazione con Silver Reel, Fábrica de Cine e Lotus Entertainment con il supporto di Deutscher Filmförderfonds, Medienboard Berlin-Brandenburg, Film-Und Medienstiftung NRW e Filmförderanstalt
  • Genere: Commedia
  • Origine: Regno Unito / Francia / Germania / USA, 2016
  • Durata: 98' minuti
Tom Hanks è Alan Clay smarrito nel deserto (© 2016 Playtone / X Filme Creative Pool / Primerian) Locandina italiana Alan Clay in cerca del contatto per arrivare al re Sarita Choudhury è Zahra / Tracey Fairaway è la figlia Kit / Mohamed Attifi è il re / Orizzonti sconfinati Tom Hanks è Alan Clay La Mecca / Cordiale diffidenza allo straniero / Alexander Black è Yousef Cattedrali nel deserto e guardie coi piedi a bagno (© 2016 Playtone / X Filme Creative Pool / Primerian)