Al professor Richard Brown, insegnante di letteratura in un’università del New England, un brutto giorno viene diagnosticato un tumore al polmone in fase terminale; secondo il medico gli restano soltanto sei mesi di vita, un anno o nel migliore dei casi un anno e mezzo se sceglie di sottoporsi a pesanti cicli di terapie invasive, ma ogni probabilità di guarigione è assolutamente esclusa.
Dopo una prima reazione attonita, imprecazioni contro il cielo che proprio a lui ha inflitto tale infausto destino, il docente fa ritorno a casa e seduto a tavola per la cena vorrebbe mettere al corrente la propria famiglia, ma la notizia non trova spazio nella conversazione di quella sera; sua figlia Olivia rivela il suo orientamento sessuale rivolto alle altre ragazze e la moglie Veronica confessa la sua infedeltà, consumata e reiterata con Henry Wright, il rettore dell’ateneo in cui insegna Richard.
La consapevolezza di avere una minima quantità di tempo ancora a disposizione neutralizza ogni freno inibitorio del professore, che inizia a demolire le più consolidate convenzioni sociali alla ricerca di un modo più vero e sincero, libero da ogni ipocrisia, di vivere il tempo che resta.
Ormai senza i filtri dell’educazione o della convenienza Richard stravolge ogni aspetto della sua vita professionale e privata, rivoluzionando ogni rapporto e ogni minimo contatto umano, anche fuggevole e temporaneo come quello con la cameriera di un locale dove capita con i suoi studenti, con una sincerità disarmante per la sua comica brutalità.

Arrivederci professore è il secondo lungometraggio scritto e diretto da Wayne Roberts, giovane cineasta indipendente che ha fatto un esordio notevole tre anni fa con Katie says goodbye, dramma duro e spietato, ma capace d’irradiare un inatteso candore; un film sfortunato distribuito solo adesso in USA e purtroppo inedito in Italia. Divisa in sei capitoli quest’opera numero due racconta il viaggio intimo di un uomo verso l’accettazione delle cose, partendo dall’ineluttabile cammino verso la fine che tutti accomuna.

L’espediente narrativo di una malattia che costringe a un bilancio forzato e a rivalutare ogni aspetto della vita non è spunto particolarmente originale, già molti film – da Vivere (1952) di Akira Kurosawa in poi – hanno raccontato una rinascita interiore davanti alla fine, ma Arrivederci professore sceglie un approccio così ruvido e ironico, caustico e sferzante da rendere estremamente divertente lo svolgimento di un tema che di per sé non lo sarebbe affatto.

Un istrionico Johnny Depp è protagonista assoluto nei panni del professor Richard Brown, a tratti sembra quasi il pirata Jack Sparrow approdato ai tempi moderni, ma risulta sempre e comunque a suo agio nelle provocazioni di un film che è un’istigazione alla libertà, un attacco deliberato al politicamente corretto che impera generando assurdi revisionismi – Shakespeare bandito dai piani di studio per misoginia, capolavori letterari mondati da parole oggi sconvenienti – che incentivano una sconsolante mediocrità.

Nell’introdurre i suoi studenti alla scoperta di opere letterarie immortali come il Moby Dick di Herman Melville, il professore li invita a coltivare la propria personalità, perché realizzarsi pienamente come individui è l’unico obbligo verso la vita che propugna, in una variante poco sentimentale de L’attimo fuggente. Portatore di un umorismo pungente nella prima parte, Arrivederci professore si perde un po’ nella retorica sul finale diluendo la sua spinta iconoclasta.

Dedicato alla memoria di Betty Sue Depp, madre dell’attore, Arrivederci professore è una commedia leggera e non particolarmente memorabile, ma alternando risate e commozione invita comunque a coltivare pensieri difformi, antidoto all’omologazione dilagante.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Johnny Depp è Richard Brown
  3.  Rosemarie De Witt la moglie Veronica / Col fido Jibbles / Odessa Young è la figlia Olivia
  4. Lenta parabola discendente con l’amico Peter (Danny Huston) a fianco
  5. Zoey Deutch è Claire / Matreya Scarrwener è Rose / Devon Terrell è Daniel Wright
  6. La classe decimata dai sistemi anticonvenzionali del professore

© 2018 RSG Productions Inc.

IN COPERTINA
Johnny Depp è il professor Richard Brown
© 2018 RSG Productions Inc.

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: The professor
  • Regia: Wayne Roberts
  • Con: Johnny Depp, Rosemarie De Witt, Danny Huston, Zoey Deutch, Ron Livingston, Devon Terrell, Odessa Young, Linda Emond, Matreya Scarrwener, Siobahn Fallon Hogan, Paloma Kwiatkowski, Kaitlyn Bernard, Michael Kopsa, Dion Riley, Justine Warrington, Ken Kramer, Christine Willes, Denalda Williams, Keith MacKenzie, Dolores Drake, Deb Podowski, Javier Lacroix, Marilyn Norry, Katherine Evans, Farrah Aviva, Maarten Bayliss, Clive Holloway, Rohan Campbell, Carolyn Yonge, Megan Peta Hill, Liam Dib, Robyn Bradley, Bob Phipps, Jessica Heafy, Brenda Matthews, Ronnie Rodriguez, Sidney
  • Sceneggiatura: Wayne Roberts
  • Fotografia: Tim Orr
  • Musica: Bryce Dessner & Aaron Dessner
  • Montaggio: Sabine Emiliani
  • Scenografia: Annie Beauchamp
  • Costumi: Carla Hetland
  • Produzione: Greg Shapiro, Braden Altergood e Brian Kavanaugh-Jones per Global Road Entertainment in associazione con Starlings Entertainment, Leeding Media, Relic Pictures con Automatik e Infinitum Nibil
  • Genere: Commedia
  • Origine: USA / Canada, 2018
  • Durata: 92′ minuti