
Nove anni dopo il meraviglioso Holy Motors il visionario Leos Carax torna sugli schermi firmando il sesto film in quarant’anni di carriera, primo in lingua inglese, il musical contemporaneo Annette che ha avuto l’onore di aprire in concorso il 74° Festival di Cannes.
Non un film musicale con canzoni, ma una vera e propria opera in cui la (quasi) totalità dei dialoghi è cantata attraverso brani originali scritti dal duo rock statunitense Sparks – composto dai fratelli Ron & Russell Mael, autori del progetto fin dall’inizio – che, come a testimoniare il passaggio dalla vita reale alla finzione, appaiono con il regista e sua figlia Nastya nella sequenza di apertura iniziale. Un incipit che si inscrive nella miglior tradizione teatrale fin dalle tragedie di Shakespeare, apre Annette con una sorta di prefazione estranea alla narrazione, in cui l’intero cast di attori esce da una sala d’incisione per le strade notturne di Los Angeles rivolgendosi direttamente allo spettatore per introdurlo al racconto.
Storia d’amore e morte come i classici più famosi dell’opera lirica, da Puccini a Bizet, la vicenda si colora di magia trasportandoci in una favola oscura e moderna, eterna come il mito: che non è mai avvenuto, ma è sempre!
Henry McHenry è un acclamato comico di stand-up comedy – il genere di spettacolo in cui un attore da solo in piedi sul palco arringa il pubblico per provocarne la risata – feroce e irriverente, che ostenta una sorta di superiore disprezzo verso gli spettatori adoranti. Ann Defrasnoux è un soprano all’apice di una scintillante carriera, oggetto di vera e propria venerazione, dolce e raffinata, con la sua voce incantata interpreta ogni sera le eroine del repertorio classico, morendo sul palco ogni volta vinta dalla tisi o sotto i colpi di don José. Coppia improbabile e glamour al centro delle cronache rosa, il comico e la cantante sono i poli opposti che si attraggono, protagonisti di una travolgente storia d’amore che darà al mondo un essere miracoloso di nome Annette.

Annette a Cannes ha conquistato il premio alla regia per Leos Carax, un riconoscimento più che giusto per un cineasta che mantiene vivo tutto il suo gusto per la sperimentazione, a cominciare dalla sequenza iniziale in cui tenta di dare forma visiva al suono. Un autore che ha firmato pochi titoli nella sua carriera perché, per sua stessa ammissione, se si accorge di percorrere strade già battute – anche da altri – o non è convinto degli attori scelti non può che abbandonare i progetti a metà.

Anche la lavorazione di Annette è stata lunga e tortuosa, con le riprese fissate originariamente già nel 2016 e varie vicissitudini che hanno portato a cambiare produttore tre volte; dopo pochi giorni di lavorazione a Los Angeles, ambientazione della storia, il set si è spostato tra Germania e Belgio ricreando laggiù la California in cui vive la piccola stella che dà il titolo al film, figlia d’arte, prigioniera e costretta a essere emblema di una felicità meccanica, un po’ come i pettirosso finali di Velluto blu.

Vicenda archetipica semplice nella sua struttura il film affronta questioni come la crisi del maschio, distruttivo quando come Henry – un magnifico Adam Driver da Oscar – è uomo infantile che nutre pericolosa simpatia per l’Abisso, contrapposto all’algida alterità di Ann incarnata da una splendida Marion Cotillard; è l’incontro tra alto e basso, raffinata opera lirica e volgare comicità popolare, che dà vita a momenti di grande potenza visiva come quello del valzer nella tempesta.

Leos Carax poco incline al grottesco ha mitigato ogni aspetto ironico della sceneggiatura originale, frutto del temperamento degli Sparks, per dare preponderante rilievo al melodramma, insito anche in dettagli rivelatori come l’aula del tribunale che assomiglia di più alla platea di un teatro o a un luogo di culto. Soltanto nei testi dei brani dell’accompagnatore e direttore d’orchestra, interpretato con sensibilità e simpatia da Simon Helberg, restano residui di un amaro senso dell’umorismo.

Il rifiuto di impiegare effetti digitali o meccanici dell’animatronica, preferendovi la magia tattile delle marionette, è un altro indizio che mostra la cura dei particolari che Leos Carax ha dedicato anche a questa sua nuova creatura cinematografica, la stessa con cui dopo una lunghissima ricerca ha scelto la piccola Devyn Mc Dowell per incarnare Annette nella sequenza che rende omaggio a Pinocchio; a soli cinque anni è incredibile la forza con cui l’attrice in erba tiene testa cantando a Adam Driver.

Annette di Leos Carax sarà finalmente disponibile in Italia dal prossimo 18 novembre distribuito da I Wonder Pictures in collaborazione con Koch Media e Wise Pictures, si consiglia di non abbandonare la sala fino al termine dei titoli di coda per non perdere la bellissima sequenza corale di chiusura.