
Presentato fuori concorso all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia, After the hunt / Dopo la caccia è il nuovo film di Luca Guadagnino che porta sullo schermo la contraddittoria complessità di esseri umani inconsapevoli, capaci di mentire anche a sé stessi, in una storia originale scritta dall’attrice Nora Garrett al debutto come sceneggiatrice, ispirata a fatti reali.
La professoressa Alma Imhoff e il collega Hank Gibson insegnano entrambi al dipartimento di filosofia dell’università di Yale, uno degli atenei più elitari e prestigiosi degli Stati Uniti; ancora in attesa che il loro impegno pluriennale sia riconosciuto con un inserimento di ruolo, la loro amicizia è intrisa di sana competitività e rappresentano in qualche modo il fulcro centrale della facoltà. Una sera in cui Alma e suo marito Frederik Olsson, affermato psicoterapeuta di fama, danno una festa nel loro lussuoso appartamento li vediamo scherzare con complicità sotto gli occhi dei presenti, tra i quali l’allieva prediletta Maggie Price, impegnata con la stesura di una tesi che si mormora quantomeno illuminante. Ma quando dopo due giorni di assenza Maggie si rivolge ad Alma, mentore oltre che insegnante e modello da emulare, in cerca di comprensione e solidarietà, accusando Hank di molestie subite proprio dopo quella cena a casa sua, la docente mostra prudenza e algido distacco nel cercare l’approccio migliore a quell’accusa cui non sembra credere fino in fondo, provocando una frattura profonda con l’allieva, fermamente decisa a portare avanti la denuncia pubblicamente, senza timore di conseguenze o portata dello scandalo. È l’inizio di un conflitto molto aspro destinato a non risparmiare nessuno.

Intricato come un thriller e pieno di provocazioni su temi caldi, che polarizzano un dibattito pubblico ormai estinto – si sceglie una posizione ideologica senza più ascoltare le ragioni diverse dell’altro, che con la stessa pervicace ostinazione si schiera in antitesi – After the hunt deliberatamente adotta la più completa ambiguità, con l’intento di indurre il pubblico a porsi delle domande su tutte quelle teorie tossiche a prescindere, nel momento in cui esigono una fede dogmatica totale senza possibile confutazione.

Frasi tipo “il nemico oggi è bianco, eterosessuale e cisgender” – termine a indicare la normalità di chi si identifica con la fisicità del proprio corpo biologico – riferita al processo in atto di criminalizzazione del maschio, sono veri e propri ordigni lanciati nella palude stagnante di un’ideologia che impone al centro dell’attenzione, con intenti manipolatori e strumentali ad altro, questioni un tempo marginali e relative a minoranze infinitesimali – transizione di genere – come se fossero di predominante rilevanza e urgenza collettiva.

Un cast di ottimi attori – Julia Roberts nei panni di Alma, Andrew Garfield in quelli di Hank, la giovane Ayo Edebiri è Maggie, mentre Michael Stuhlbarg e Chloë Sevigny sono Frederik e Kim, ruoli secondari ma fondamentali – orchestra una trama stratificata in cui ogni personaggio è molteplice e si svela piano piano, spesso negli aspetti più deplorevoli, in una lotta che pone al centro bramosia di potere, bisogno di affermazione, desiderio di essere accettati e molteplici esigenze umane per lo più inconfessabili.

After the hunt / Dopo la caccia è un’opera in cui Luca Guadagnino ha lavorato per aumentare gli spigoli della sceneggiatura di Nora Garrett, amplificando ombre e contrasti di un racconto reso così ancor più avvincente e interessante; sarà nelle sale italiane dal 16 ottobre distribuito da Eagle Pictures.