
Con il titolo After life – Qual è il tuo ricordo più bello? arriva nelle sale italiane, dal 29 giugno al 1° luglio, il quarto film distribuito da Bim a chiusura del ciclo Riflessi dell’invisibile dedicato agli esordi di Kore-eda Hirokazu, un’opera del 1998 che soltanto in apparenza sembra staccarsi dalla poetica del cineasta di Un affare di famiglia, sempre orientata all’analisi delle relazioni umane e dei rapporti di forza tra le persone, qui inserita in un orizzonte metafisico.
Uno spazio sospeso tra questa vita e la dimensione ultraterrena, un luogo indefinito in cui le anime dei trapassati giungono per una sorta di revisione della propria esistenza appena conclusa. Come in un istituto, dall’aspetto segnato dal tempo, i defunti arrivano emergendo dalla nebbia che circonda quel luogo in cui sono attesi e già registrati, dichiarano le proprie generalità e vengono fatti accomodare in una grande sala d’aspetto, un ambiente enorme illuminato dal sole del mattino, in cui cordialmente i presenti familiarizzano raccontandosi gli uni con gli altri, in un’atmosfera di grande cordialità.
All’inizio di ogni settimana, nelle prime ore del lunedì, uno per uno ogni nuovo arrivato viene fatto accomodare in una stanza da solo e gli viene spiegato il lavoro che un piccolo gruppo di ‘operatori’ scelti andrà a fare con loro nei giorni successivi: ogni individuo avrà a disposizione tre giorni, fino al tramonto del mercoledì, per scegliere il ricordo più prezioso e significativo dell’intera esistenza appena trascorsa, il personale farà poi del proprio meglio per ricreare su pellicola i ricordi selezionati, che il sabato verranno proiettati a tutti i partecipanti al gruppo della settimana. Con la memoria sgombrata da ogni altro residuo della vita passata, le anime potranno così procedere passando alla fase successiva, accompagnate dal solo ricordo prescelto, contemplabile per l’eternità.

Una prospettiva che spaventa più di un’anima, come il giovane Iseya che rifiuta categoricamente di fare la sua scelta, riducendo a un solo evento tutto il valore di un’intera, per quanto breve, vita. Strutturato nell’arco di una settimana, il racconto si traveste da trascendentale per esplorare dinamiche molto terrene, con interpreti che spesso sembrano essere i personaggi stessi tanto i racconti trasudano verità, in cui l’esistenza delle persone con le sue piccole difficoltà si intreccia, spesso in modo implacabile, con la grande Storia collettiva del Giappone, con la guerra e la sconfitta dell’imperialismo.

Vero protagonista del film, nonostante una narrazione collettiva costruita sul mosaico eterogeneo di differenti esistenze, è uno degli assistenti chiamati ad accompagnare le anime nella loro scelta: Takashi Mochizuki, interpretato da Arata Iura, che tenta di rimuovere un dolore segreto sempre in agguato, pronto a riemergere a contatto con le emozioni indotte dall’esplorazione del vissuto degli altri. Il film è un’indagine sul valore dei ricordi, che spesso siamo inclini a plasmare come li avremmo voluti, piuttosto che ricordarli com’erano, per consegnarli alla nostra memoria interiore.

After life – Qual è il tuo ricordo più bello? di Kore-eda Hirokazu rappresenta sì una riflessione sulla memoria, ma anche un omaggio, vera e propria lettera d’amore, al Cinema e alla sua capacità di ricreare la vita; il film adotta da un lato uno stile quasi documentario, tanto trasudano verità molti dialoghi intimi delle anime in scena, ma anche tutti quegli artifici tipici della finzione con cui la Settima Arte può amplificare sullo schermo il valore del racconto di un’intera esistenza.