Schivo e taciturno Joe si muove in una zona oscura oltre la legalità, uno spazio invisibile in cui il suo lavoro lo trasforma dietro compenso in angelo della morte, risolvendo situazioni difficili con metodi inaccettabili alla luce del giorno.
Un uomo senza scrupoli, all’occorrenza brutale, che nasconde un’insospettabile fragilità frutto di traumi lontani – d’infanzia e di guerra – incrostati nell’anima, ma pericolosamente vivi e pronti a nutrire un intimo desiderio di annientamento.
Il corpo disseminato di cicatrici, ma le più profonde sono quelle invisibili, Joe adotta ogni espediente possibile per passare inosservato agli occhi del mondo; vive con l’anziana madre che ignora ogni sua attività, ma è un anima dolente segnata da una profonda solitudine.
Finché viene ingaggiato per rintracciare Nina, figlia di un senatore prossimo alle elezioni, poco più che una bambina, orfana di madre e scomparsa di casa da oltre tre giorni; unica traccia per ritrovarla nelle strade di New York, un indirizzo segnalato da una telefonata anonima.
L’incontro di due solitudini pronte a riconoscersi, segreti scabrosi sotto rispettabili apparenze, una soglia da oltrepassare al di là della quale niente potrà essere lo stesso.

Presentato in competizione al Festival di Cannes 2017, A beatiful day di Lynne Ramsay sulla Croisette ha conquistato i premi alla miglior sceneggiatura e al miglior attore Joaquin Phoenix, che nella sua immensa bravura non ha semplicemente il ruolo del protagonista: è il film!
Un’opera visivamente potente anche grazie all’efficace montaggio di Joe Bini, che inserisce brevi improvvisi frammenti rivelatori di dolorose memorie passate, immediati nel dare corpo ai traumi che hanno forgiato i movimenti di un personaggio perennemente all’erta.

La violenza non è mai mostrata – se non di sfuggita, muta al margine dell’inquadratura sugli schermi ridotti dei monitor di un impianto di sorveglianza – per dare maggior rilievo alle sue conseguenze, soprattutto psicologiche, su chi la pratica e su chi la subisce.
Un tema già presente nel film precedente della cineasta scozzese Lynne Ramsay …e ora parliamo di Kevin del 2011, in cui Tilda Swinton è una madre segnata da implacabili sensi di colpa per le azioni violente del figlio adolescente, responsabile di una strage compiuta a scuola.

Tratto dal romanzo Non sei mai stato qui di Jonathan Ames, il film è costruito su due parti speculari segnate al centro dalla comparsa della piccola Nina interpretata da Ekaterina Samsonov, a tracciare anche sul piano narrativo lo spartiacque che rappresenta questo incontro nella vita dei personaggi.
È il fulcro centrale che muta anche la nostra percezione del contesto, dopo tutta la prima parte permeata dal mistero in cui non sappiamo ancora delineare ciò che sta accadendo, giunge precisa e determinante la parola ‘sicario’ a gettare luce sugli eventi.

A beautiful day è una cupa discesa all’inferno che può avere analogie con Taxi driver di Martin Scorsese, in cui brillano momenti indelebili come l’umanità rivelata tra due assassini contrapposti solo dagli eventi: dopo aver ridotto l’altro in fin di vita a colpi d’arma da fuoco un killer gli somministra un antidolorifico e all’approssimarsi del momento estremo, in cui deve affrontare l’incognita più grande, l’uomo a terra si lascia andare al gesto umanissimo di stringere la mano al suo carnefice, in cerca di conforto.

L’intenso film di Lynne Ramsay sarà nelle sale italiane dal 1° maggio grazie a Europictures Distribuzione.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Livida alba su New York / Desiderio di morte / Una soglia senza ritorno
  3. Un superlativo Joaquin Phoenix è Joe
  4. Solitudine e disagio / L’anziana madre / L’incontro
  5. Ekaterina Samsonov è Nina
  6. Contrapposti dagli eventi / Locandina originale / La regista Lynne Ramsay e Joaquin Phoenix a Cannes

© 2017 Why Not Productions / Film 4 / BFI

IN COPERTINA
Joe e Nina, un incontro, una svolta
© 2017 Why Not Productions / Film 4 / BFI

Scheda film

  • Titolo originale: You were never really here
  • Regia: Lynne Ramsay
  • Con: Joaquin Phoenix, Judith Roberts, Ekaterina Samsonov, Alex Manette, John Doman, Dante Pereira-Olson, Alessandro Nivola, Larry Canady, Vinicius Damasceno, Neo Randall, Frank Pando, Edward Latham, Claire Hsu, Tony Holness, Roman Ibragimov, Deniz Ozer, Tia Sofia Begh, Karolina Conchet, Anna Benton, Erika Noda, Lucy Lan Luo, Annie Mac, Jeddie Mei Li, Emily Ng, Koel Batriszya, Lilian Tsang, Mengqi He, Rose Anne-Marie Devera, Tian-Lan Chaudhry, Ryan Martin Brown, Ace Ramsay, Silvia Pena, Jason Babinsky, Jonathan Wilde, Ronan Summers, Kate Easton, Scott Price, Novella Nelson, Madison Arnold, Leigh Dunham
  • Soggetto: Jonathan Ames dal suo romanzo Non sei mai stato qui
  • Sceneggiatura: Lynne Ramsay
  • Fotografia: Tom Townend
  • Musica: Jonny Greenwood
  • Montaggio: Joe Bini
  • Scenografia: Tim Grimes
  • Costumi: Malgosia Turzanska
  • Produzione: Pascal Caucheteux, Rosa Attab e James Wilson con Rebecca O’Brien e Lynne Ramsay in coproduzione con Carrie Fix per Why Not Productions con Film 4 e BFI in associazione con Amazon Studios, Sixteen Films e Jwfilms
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Regno Unito, 2017
  • Durata: 90′ minuti