Presentato fuori concorso all’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia, 2073 ultima chiamata di Asif Kapadia è un ibrido tra fantascienza distopica e denuncia contemporanea, nuovo orizzonte espressivo per l’autore di splendidi documentari più tradizionali come Amy e Senna, sarà nelle sale italiane soltanto per tre giorni dal 16 al 18 giugno grazie a FilmClub Distribuzione, in collaborazione con Minerva Pictures con il patrocinio di Amnesty International Italia.
New San Francisco, capitale delle Americhe, anno 2073, trentasette anni dopo “l’evento” catastrofico che ha devastato il mondo intero. Una donna di cui non sappiamo niente sopravvive nascosta in un vecchio centro commerciale dismesso, resiste nella più totale solitudine, nonostante le altre persone nascoste in quel complesso, scollegata da qualsiasi dispositivo connesso alla rete e senza coltivare relazione alcuna, addirittura senza parlare mai perché non ci si può fidare di nessuno; chiunque potrebbe diventare delatore presso le autorità. Un potere totalitario domina ovunque, la tecnologia è usata per schedare ogni persona in un regime di controllo totale e, ogni giorno, qualche membro di questa umanità rinnegata scompare nel nulla, senza spiegazioni e senza lasciare alcuna traccia.
Questa donna senza nome – qualcuno la chiama Ghost [fantasma] – incarnata da Samantha Morton con acuta intuizione, perché richiama alla memoria il suo ruolo in Minority report di cui 2073 utilizza un frammento fugace, è voce narrante interiore, che nel rivolgersi direttamente a tutti noi ci informa come si è arrivati alla situazione di quel futuro distopico; con la distruzione di ogni principio etico e morale, la mercificazione di ogni valore, a partire dalla sacralità del corpo, ma anche all’annientamento dall’interno di democrazie ormai sterili facciate per istituzioni ostaggio di un’oligarchia, il cui dominio è legittimato solo col potere del denaro.

Nel lanciare un avvertimento a tutta l’umanità su ciò che ha portato alla distruzione, il racconto torna indietro di quasi un secolo, anche fino agli anni ’80 e ’90 del Novecento, per farci vedere alla distanza ciò che allora è passato inosservato ai più. Il film si trasforma così in un vero e proprio documentario, frutto di un attento lavoro d’indagine in tutto il globo e – attraverso il contributo di giornalisti d’inchiesta da tutto il mondo come Maria Ressa dalle Filippine, Rana Ayyub dall’India e Carol Cadwalladr dal Regno Unito – denuncia gravi mutamenti sociali contemporanei imposti di forza dall’alto.

Unendo i pezzi come in un mosaico 2073 mostra realtà concrete, già consolidate e costruite nell’inganno all’insaputa dei popoli, come il modello di controllo cinese che, come strumento tecnologico in vendita a qualsiasi amministrazione lo voglia applicare al proprio territorio, si sta espandendo con estrema velocità anche altrove: Uganda, Equador, India, Israele, Regno Unito, Stati Uniti… Adottato da istituzioni democratiche di nome, inclini nei fatti a promulgare leggi che criminalizzano il dissenso; la cronaca recente registra anche nel nostro Paese l’introduzione di nuovi reati, che rendono punibile – tra le altre cose – l’occupazione di case vuote o protestare per la perdita del lavoro.

Preciso nel denunciare la tecnica di manipolazione di massa, per cui si inventa una crisi promettendo protezione da un pericolo che non esiste, il film spiega perfettamente l’impossibilità contemporanea di avere una realtà condivisa da tutti, perché facendo deliberatamente sparire i fatti oggettivi dalla cronaca la questione diventa di ‘percezione’ della realtà che – avvelenata da menzogne fraudolente spacciate sui social e falsi sondaggi per pilotare le opinioni – non potrà mai più essere univoca e uguale per tutte le fazioni di una polarizzazione creata ad arte. La mancanza di un terreno comune impedirà il coalizzarsi di forze contro il vero nemico comune.

Infrastrutture di controllo capillare sono in costruzione anche qui con l’inconsapevole complicità di tutti coloro che con Alexa si sono messi microfoni in casa, usano i loro dati biometrici con estrema leggerezza per accedere ai dispositivi (di tracciamento) o scelgono che il navigatore parli con la loro stessa voce. Nuovi sovrani del mondo che si arricchiscono con l’acquisizione di informazioni personali, i padroni dei colossi tecnologici sono sempre più ricchi e potenti, grazie agli ingenui che usano i loro servizi e permettono, attraverso la raccolta di dati, che venga analizzata la loro personalità, perché essa definisce e guida il comportamento, di conseguenza le inclinazioni politiche e non solo.

Usando i pretesti più collaudati – ambiente e sicurezza in testa – unitamente a una buona dose di intollerabile paternalismo istituzionale, i governi ovunque stanno costruendo una gabbia tecnologica invisibile attorno a ogni singolo individuo, con strumenti come la promozione dell’identità digitale e l’istituzione di zone urbane a traffico limitato, precluse alle auto che fino a poco fa si acquistavano con incentivi statali. Sullo sfondo l’evoluzione sociale va verso la creazione di un governo mondiale; dal medioevo in cui erano i comuni a farsi la guerra si è poi passati agli Stati, oggi si ragiona già per macroaree con un occhio ad aspirazioni mondialiste.

Questi solo alcuni dei temi in 2073 ultima chiamata di Asif Kapadia, visione unica e indispensabile a chi pensando “tanto non ho niente da nascondere” con troppa facilità presta il proprio consenso al trattamento delle sue informazioni. Un film che presenta orizzonti cupi, ma che non deve indurre alla paura – emozione tossica, quando non è istinto di conservazione – ma anzi, spingere ognuno a nutrire le parti più alte del suo essere spirituale, per contrastare in ogni modo, boicottaggi compresi, il Male che avanza riducendo l’essere umano a un flusso di dati mercificato per creare profitto.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. L’anonima protagonista interpretata da Samantha Morton che vive nascosta in un centro commerciale dismesso, è sospetta agli occhi del sistema per l’assenza di informazioni su di lei
  3. Le giornaliste investigative Maria Ressa delle Filippine, Rana Ayyub dall’India e Carole Cadwalladr del Regno Unito, oggetto di attacchi mediatici ricevono – in certi casi – fino a novanta messaggi di insulti e minacce all’ora
  4. Il collaudato sistema di controllo capillare cinese esportato anche altrove, con strumenti quali il riconoscimento facciale adottato per le strade di Londra
  5. I profili sui social come fascicoli individuali sempre aggiornati / Gli uiguri identificati come ‘pericolo sociale’ dal regime cinese, vengono reclusi in campi di rieducazione / Tacitazione violenta del dissenso
  6. Nuovi sovrani padroni del mondo: Elon Musk a colloquio con il presidente turco Recep T. Erdoğan, Jeff Bezos fondatore e proprietario di Amazon, Mark Zuckerberg proprietario di Meta (Facebook e non solo) a colloquio con Donald Trump
  7. Incontri presidenziali e accordi sulla scena del mondo, mentre figure meno in vista – come Peter Thiel della Venture Capitalist, che ha la gestione dell’intero sistema sanitario inglese – si muovono nascoste sullo sfondo
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    © 2024 Channel Four Television Corporation / Neon Rated LLC / Double Agent LLC

IN COPERTINA

Samantha Morton è la sconosciuta protagonista senza nome, intercettata dai dispositivi di controllo
© 2024 Channel Four Television Corporation / Neon Rated LLC / Double Agent LLC

courtesy Ufficio Stampa FilmClub Distribuzione / Minerva Pictures

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: 2073
  • Regia: Asif Kapadia
  • Con: Samantha Morton, Naomi Ackie, Hector Hewer
  • Con il contributo di: Maria Ressa, Carole Cadwalladr, Rana Ayyub, Ben Rhodes, Rahima Mahmut, George Monbiot, Silkie Carlo, Cori Crider, Nina Schick, Chris Smalls, Douglas Rushkoff, Tristan Harris, Anne Applebaum, Carmody Grey, James O’Brien, Antony Loewentein
  • Sceneggiatura: Asif Kapadia, Tony Grisoni
  • Fotografia: Bradford Young
  • Musica: Antonio Pinto
  • Montaggio: Chris King, Sylvie Landra
  • Scenografia: Robin Brown
  • Costumi: Verity May Lane
  • Produzione: Asif Kapadia e George Chignell in coproduzione con Megan Hollinghurst per Lafcadia Production con Film 4, Neon Rated LLC e Double Agent LLC
  • Genere: Indispensabile
  • Origine: Regno Unito, 2024
  • Durata: 83′ minuti